Secondo quanto emerso ieri dall’incontro con i vertici aziendali, il dipartimento regionale trasporti non ha ancora corrisposto la prima tranche dei contributi del 2011 con evidenti conseguenze sull’organizzazione dei servizi e del personale per l’azienda di trasporto cittadino, a secco di liquidità
Quando le cose sembrano intraprendere la giusta direzione, all’orizzonte il cielo si fa di nuovo scuro. L’orizzonte è quello di via La Farina, dove ha sede l’Atm. Secondo quanto denunciato dai rappresentanti sindacali di OrSa, Ugl e Cub al termine dell’incontro avuto ieri con i vertici aziendali, la società rischia il fallimento prima ancora che possa essere effettuato il passaggio della definitiva messa in liquidazione. Ciò a causa di un contenzioso con il Dipartimento Trasporti. I fatti riguardano le somme previste per il chilometraggio della tranvia, che ha sostituito la linea 28, tra il 2003 e il 2010. Secondo una nota dell’assessorato regionale, per l’anno 2010 il contributo di esercizio dovuto all’Atm sarà decurtato dalla somma di € 5.240.903,42 essendo stata accertata, spiegano i sindacati, un’eccedenza di contributo per l’anno 2008 sulla base del consuntivo prodotto dall’azienda.
Ma la “grana” non finisce qui. Perché il Dipartimento Trasporti, ha comunicato che per l’anno 2011 il contributo di esercizio dovuto all’Atm verrà decurtato di € 4.597.895,00 per l’eccedenza dei contributi erogati nel 2009 accertato dal consuntivo prodotto dall’azienda. Anche in questo caso l’azienda aveva richiesto la possibilità di un ulteriore rateizzazione al fine di poter garantire l’erogazione degli stipendi e il corretto svolgimento del servizio essenziale di trasporto pubblico locale. Ed arriviamo ad oggi: “L’azienda – scrivono i sindacati – non ha ricevuto quanto dovuto per la prima tranche dell’anno 2011. Ciò sta provocando notevoli disagi ai dipendenti che non ricevono gli stipendi ed è a rischio la stessa regolarità del servizio, stante che la mancanza di liquidità non consentirà neppure l’approvvigionamento di carburante e dei pezzi di ricambio necessari per le riparazioni dei mezzi”.
I sindacati stigmatizzano il comportamento del Dipartimento Regionale “che appare notevolmente fiscale con l’Atm e molto superficiale con l’AST e le aziende private. L’Atm ha correttamente inviato i dati dei chilometri percorsi negli anni 2008/2010, non ha ricevuto quanto dovuto dalla Regione per i chilometri percorsi con la tranvia dal 2003 al 2010 che sostituisce le corse che prima dell’avvento del trasporto ferrato venivano percorsi da autobus, non vorremmo che chi dichiara il vero viene penalizzato e chi lucra viene premiato, il bastone e la carota. Per quanto ci è dato sapere l’atteggiamento tenuto dal medesimo Dipartimento, nei confronti di aziende private, che, illecitamente sopprimono servizi di linea extraurbane assegnate con contratti di affidamento provvisorio, violano le norme pattizie, disattendono intimazioni e diffide, modificano orari e percorsi, il tutto nell’assoluta indifferenza degli identici Dirigenti fiscali e ligi alle norme solo per l’azienda Atm”. Di fronte a tali condizioni di incertezza, OrSa, Cub e Ugl si riservano di attivare tutte le sindacali e legali del caso, evidenziando inoltre lo stato di tensione che regna tra tutti i dipendenti.
Preoccupazioni evidenziate anche dalla Cisl che tramite il neo-segretario aziendale Letterio Sturiale afferma: “Chiederemo da subito un intervento dell’Amministrazione comunale per consentire la ripresa della normale attività. Occorrono fondi per comprare i pezzi di ricambio dei mezzi, così da procedere alla riattivazione del normale lavoro delle Officine e consentire la riparazione degli autobus tutt’ora fermi. Così potremo mettere in strada più mezzi, offrire un servizio efficiente e registrare più chilometri così da aumentare i contributi regionali. Questo è il nostro primo obiettivo, mettere in rete quotidianamente 120 bus. In azienda c’è forte preoccupazione per il futuro dell’azienda ma al contempo la volontà dei lavoratori di dare un segnale di produttività alla città e ai messinesi”.
Dello stesso avviso Vincenzo Testa e Tonino Genovese: “Apprezziamo molto lo sforzo progettuale dell’Amministrazione comunale. Attardarsi a piangere sul latte versato può salvare le coscienze ma non aiuta a risolvere i problemi. Oggi ci viene posto un punto di partenza, dobbiamo verificare se la strada proposta è percorribile e se si riuscirà a raggiungere l’obiettivo. La Cisl è pronta al confronto, senza pregiudizi e senza paletti ideologici. Abbiamo solo due punti fermi, la salvaguardia dei lavoratori e la realizzazione dei un’azienda trasporti che assolva a tutti i bisogni legati alla mobilità di una città come Messina, con una orografia particolare e centro di snodo della mobilità provincia e regionale”.
