Soddisfazione della Filcams Cgil per una vicenda iniziata con la chiusura del bar da parte di Centostazioni e conclusasi nella maniera più tragica, ovvero con la morte di uno dei dipendenti, Natale Barca, durante l’occupazione dei locali
-Dopo mesi di lavoro silenzioso e costante, mantenendo i contatti e non mollando mai la presa, finalmente oggi abbiamo una firma ufficiale dei rappresentanti del gruppo Cremonini che ci conferma la prossima riapertura del Bar della Stazione-. Così Carmelo Garufi, segretario generale della Filcams Cgil di Messina, la categoria che segue il settore commercio servizi e turismo, annuncia la firma all’Ufficio provinciale del lavoro del verbale col quale il Gruppo Cremonini stila la tempistica per la riapertura del Bar della Stazione. -Visto il passare dei mesi senza che i lavori di ripristino dei locali, più volte annunciati, partissero, la settimana scorsa abbiamo chiesto la convocazione delle parti all’Ufficio provinciale del lavoro per andare al di là delle telefonate rassicuranti e avere un impegno preciso-, spiega Garufi.
Impegno che oggi Massimo Lauro, direttore del Personale della Chef Express/gruppo Cremonini e Paolo De Cuitis, capo personale della divisione urbana, hanno messo nero su bianco. L’azienda prevede di far partire i lavori di ammodernamento dei locali entro il mese di maggio e di venirne a capo entro due mesi tanto da ipotizzare la riassunzione dei lavoratori già in servizio al momento della chiusura, a partire dalla seconda metà di luglio.
La vicenda del Bar della Stazione di Messina era nata il 1° febbraio scorso con la chiusura da parte di Centostazioni – il ramo del gruppo Fs che gestisce gli immobili legati alle ferrovie – del Bar della Stazione centrale di Messina, fino ad allora gestito dal gruppo Carani e Colosi, per il mancato rinnovo del contratto di locazione. La vicenda assunse toni cupi con l’occupazione da parte dei lavoratori, alcuni dei quali con più di vent’anni di servizio, dei locali. La notte tra il 6 e il 7 febbraio, uno dei lavoratori in occupazione, Natale Barca, ebbe un malore e morì. La storia di Natale Barca divenne così il simbolo della decadenza inarrestabile di un’intera città abbandonata persino dalle aziende legate allo Stato, una città che non sa più dare risposte e un futuro ai propri abitanti.
-Per settimane prima e poi per mesi abbiamo incalzato Centostazioni chiedendo certezze sulla riapertura del Bar della nostra Stazione, un luogo mutilato e triste simbolo della Messina che muore- ricorda il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano che si trovò a gestire la vicenda il giorno stesso della sua elezione-. Oggi vogliamo confidare negli impegni assunti dal Gruppo Cremonini augurandoci che la riapertura dal Bar possa coincidere con un più complessivo risveglio della nostra città-.
Sebbene non inserito tra le righe dell’accordo, il gruppo Cremonini così come
richiesto dalla Cgil, ha dato disponibilità ad assumere uno dei figli di Natale
Barca.
