Si infittisce la complessa trama della ‘Metropolitana del mare’. All’orizzonte alcuni correttivi, rimodulazione degli orari e pontile di Papardo. C’è l’impegno del Ministero delle Infrastrutture, ma le polemiche non accennano a placarsi
Nuova puntata della telenovelas “Metromare”. Martedì scorso il PdCI di Reggio ha presentato il suo esposto-denuncia, già inoltrato alla Procura della Repubblica, contro lo “scandalo” dei nuovi collegamenti veloci sullo Stretto (vedi articolo correlato). La replica dell’amministratore del Consorzio, Vittorio Morace, come prevedibile, si è fatta attendere appena ventiquattro ore. “Non posso perdere tempo andando dietro la propaganda politica del PdCI – ha affermato il Comandante – ma non posso accettare le palesi falsità diffuse da Ivan Tripodi (Segretario cittadino, ndr) e da altri componenti del partito, che mi impongono, a tutela del Consorzio che rappresento e della mia immagine, di rivolgermi alla magistratura, che saprà correttamente valutare chi dice il falso e per quali motivi”.
“In questa sede – ha proseguito Morace – mi limito esclusivamente ad evidenziare al Segretario Tripodi che le informazioni da me fornite erano chiare a tutti, anche ad un bambino, e pertanto non hanno potuto generare alcuna confusione, né incredulità”.
Nel dettaglio, il patron di Ustica Lines ha specificato che “il biglietto è rimasto dello stesso importo di prima, 3.50 euro a persona; il biglietto andata/ritorno è stato abolito dal Consorzio perché richiesto da pochissimi utenti, in quanto la maggioranza di pendolari preferisce acquistare gli abbonamenti; gli abbonamenti di Metromare sono di due tipologie: uno 80 euro per 40 corse, l’altro 60 euro per 40 corse (quello “agevolato”, ndr); con il precedente servizio vi era solo una tipologia di abbonamento: 72 euro per 40 corse; il contributo ministeriale annuo è di 8,3 milioni di euro”.
“Mi auguro – ha sentenziato Morace – che adesso al Segretario Tripodi ed al PdCI sia tutto chiaro. Se continua a non comprendere è solo per ignoranza, poiché dimostra di ignorare il tipo di servizio che viene effettuato da Metromare, quanto costa ogni corsa di Metromare, quante persone lavorano per Metromare e quanto si spende di gasolio per realizzare i collegamenti di Metromare. Gli ricordo che si tratta di 64 corse al giorno, a fronte delle sei garantite dal precedente servizio. Se si documentasse su tutto questo rimarrebbe sì sorpreso dal contributo erogato dal Ministero. Lo inviterei anche a fare una semplice verifica su quanto si spendeva prima di Metromare ed a fare il raffronto in maniera corretta tra il servizio precedente e quello attuale e sui relativi costi. Altro che mega truffa!.
Specifiche, queste sopramenzionate, che hanno fatto trasalire l’esponente dei comunisti reggini. “E’ ormai, palese ed evidente – afferma Tripodi – che Morace punta a creare confusione. Una confusione mirata a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle unanimi proteste, che giungono da ogni dove, sulle carenze e sul (dis)servizio del Consorzio Metromare. Il Consorzio Metromare ha esordito lo scorso 28 giugno e da quella data i pendolari sono entrati in un tunnel dal quale non si vede il benché minimo segnale di luce. L’aspetto macroscopico della vicenda è rappresentato dagli argomenti con i quali, in modo offensivo, il comandante Morace continua a dichiarare, in maniera palesemente falsa, che il Consorzio Metromare non ha deciso alcun aumento delle tariffe. Lo ripetiamo e ci sgoleremo fino allo stremo nel ricordare allo stesso Morace, come migliaia di pendolari sanno benissimo, che, fino al 27 giugno quando il servizio era effettuato da Bluvia, l’importo, già esoso, del biglietto della tratta Reggio Calabria-Messina A/R era di €. 4,50, mentre i biglietti di sola andata costavano €. 2,80”.
“Per quanto concerne gli abbonamenti – continua il Segretario cittadino del PdCI – si dovevano sborsare 73 euro nell’ultimissimo periodo, poiché fino ad un anno fa l’importo degli abbonamenti era di 42 euro. Gli importi e le cifre suesposti non rappresentano numeri elencati a vanvera; sono, lo ribadiamo, le tariffe che venivano applicate fino al 27 giugno e che nessuno può smentire, a meno che non si possieda una enorme faccia di bronzo. Al contrario, il Consorzio Metromare ha, incredibilmente ed ingiustificatamente, aumentato del 60% l’importo del biglietto Reggio-Messina A/R che, dal 28 giugno, costa 7 euro ed ha ulteriormente fatto lievitare il costo degli abbonamenti portandoli a 80 euro, quasi il doppio rispetto ad un anno fa. Abbonamenti che contengono l’inspiegabile clausola che ne inibisce l’utilizzo nei giorni del fine settimana. Conseguentemente, in quei giorni, i pendolari, lavoratori e studenti in primis, sono costretti a sborsare ulteriori 7 euro giornalieri. Una folle assurdità!.
Tutto ciò secondo Tripodi va contro la collettività ed è in palese contrasto con lo spirito che aveva animato la nascita dell’idea di ‘Metropolitana del mare’: “Ammettere di avere sbagliato, per le persone intelligenti, non è sinonimo di sconfitta o lesa maestà. Ma il suddetto assunto, per quanto elementare, evidentemente, non vale per tutti gli individui…”. Ma non finisce qui. Contestualmente il politico reggino si interroga del perché il comandante Morace non risponda all’altrettanto scottante questione che riguarda le assunzioni effettuate dal Consorzio Metromare. Versante, lo ricordiamo, sul quale si erano già espressi i rappresentanti dell’OrSa e Gianpiero D’Alia, capogruppo al Senato per l’Udc.
“Sono anche queste – conclude Tripodi – le motivazioni che ci spingono a chiedere, se necessario, anche la revoca dell’aggiudicazione del servizio ‘Metromare’, che rappresenta un fallimento che si sta consumando con le tasche della collettività. Ricordiamo che il Consorzio Metromare riceve dallo Stato la bellezza di €. 24.990.000,00, (distribuiti in tre anni, ndr) vale a dire quasi 23.000 euro al giorno escluso i proventi di biglietti ed abbonamenti. Per concludere, sfidiamo, su tutto quanto abbiamo affermato, il comandante Morace ad un confronto pubblico da tenersi dove, quando e come vuole”.
Le pressioni sul Consorzio Metromare, ad ogni modo, si fanno sempre più incalzanti. Lunedì il Sindaco Buzzanca, senza troppi strilli di trombe, è volato a Roma dove ha ottenuto, secondo quanto riferito, alcune rassicurazioni dal Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, Ettore Incalza, circa l’utilizzo dei ribassi delle cosiddette “piccole opere” (gestite dal Cipe) al fine di reperire le somme utili alla realizzazione del pontile a Papardo. Dall’incontro con Enrico Pujia, al vertice della Direzione marittima del Ministero, sarebbero invece emerse rassicurazioni su una rimodulazione degli orari, ad eccezione del sabato e della domenica. Il problema, almeno per quanto riguarda la struttura di contrada Papardo, sarebbe rappresentato dai tempi. Da attendere, dunque, se e quando ci saranno i primi risvolti.
