La lettera-sfogo del marito, che racconta le peripezie affrontate, in situazione di piena emergenza
A.A.A cercansi incubatrici per parto gemellare da “piazzare” nei nosocomi di Messina e provincia. L’annuncio non è mai stato pubblicato, ma alle aziende ospedaliere della nostra città e dei comuni vicini suggeriremmo di farlo quanto prima, alla luce di quanto denunciato da un nostro lettore, la cui moglie incinta di 2 gemelli, al settimo mese di gravidanza e con alcune complicanze, è dovuta arrivare sino a Palermo per trovare ricovero. Perché solo all’ospedale Cervello di Palermo sono state rintracciate le due incubatrici necessarie qualora si fosse dovuti intervenire d’urgenza. La donna, che non ha ancora messo alla luce i due bebè, si trova a tutt’oggi nel capoluogo e fortunatamente le sue condizioni non destano, per il momento, preoccupazione. Tuttavia, il consorte e futuro papà ha voluto esprimere tutta la sua comprensibile rabbia in una lettera-sfogo inviata alla nostra redazione.
Vi proponiamo il testo integrale della missiva:
Gentile redazione di Tempostretto, sono un vostro affezionato lettore, vi scrivo per comunicarvi una situazione strana in cui mi ci sono trovato.
Io e mia moglie incinta di 2 gemelli di 7,5 mesi, in cura precedentemente con il dottore de Vivo, che adesso è stato sospeso, mercoledì scorso ci siamo recati all’ospedale Policlinico di Messina, Padiglione A, per fare un controllo in quanto non si sentiva tanto bene; dopo un primo controllo da parte dei medici di turno è risultato che le condizioni non erano delle migliori, quindi avevano suggerito il ricovero, e fino a qui niente di particolare, solo che dopo qualche ora ci comunicano che non ci sono posti per i bambini; si fa un giro di telefonate in tutta Messina, e ci dicono che non sono disponibili 2 incubatrici, si va in provincia, niente, Catania, niente, si telefona in tutti gli ospedali della Sicilia fino ad arrivare all’ospedale Cervello di Palermo, dove sono disponibili due posti, dopo aver parlato con il medico, che ci disse che comunque forse sabato si sarebbe liberato qualche posto a Messina, e quindi di comune accordo si è preferito continuare la terapia a casa e rimandare il tutto a sabato.
Arrivati a sabato e visto che le condizioni non erano delle migliori alle 14.30 circa siamo andati nuovamente al Policlinico; dopo i vari controlli, si confermava che la situazione era abbastanza grave in quanto ci poteva essere un parto da un momento all’altro, detto questo i medici mi ribadiscono che dopo aver fatto diverse telefonate, non ci sono posti per i bimbi, e che quindi in caso di parto, mia moglie sarebbe rimasta a Messina e i bambini trasferiti non si sa dove. Dopo qualche paio di ore, verso le 19.30 circa, ci arriva la comunicazione che ci sono 2 posti a Palermo, la situazione era ancora particolare, si decide con i medici il trasferimento a Palermo mediante elicottero. Quindi mia moglie viene trasferita con l’elicottero ed io mi devo mettere in macchina per andare a vedere che succede, arrivo all’ospedale verso le 23.30, e dopo un po’ riesco a parlare con il medico di turno che mi dice che la situazione è stazionaria, non si esprime più di tanto, e che non sa cosa può succedere, può partorire tra un’ora o tra 10 giorni, bo!
Fatto sta che ancora ad oggi mia moglie è ricoverata a Palermo, la situazione è sempre stazionaria, meglio così perché più tempo passa meglio è per i piccoli.
Comunque un pensiero mi gira in testa, ma secondo voi è mai possibile che in tutta Messina e provincia non ci siano 2 incubatrici che possano ospitare 2 bimbi, o è solo paura di affrontare la realtà in cui ci troviamo?
A voi le conclusioni. (Vincenzo Vinci)
