Cattura Ingemi. Ancora molti i dubbi sulla sua latitanza e su dove siano finiti i 6 milioni di euro scomparsi

Cattura Ingemi. Ancora molti i dubbi sulla sua latitanza e su dove siano finiti i 6 milioni di euro scomparsi

Cattura Ingemi. Ancora molti i dubbi sulla sua latitanza e su dove siano finiti i 6 milioni di euro scomparsi

venerdì 29 Ottobre 2010 - 12:07

Ieri mattina è scattato il blitz ad Agrigento fino alla cattura arrivata alle 10. Non ha opposto la minima resistenza. Ha detto solo che era disperato

Molti i dubbi ancora da chiarire sugli otto mesi di latitanza del bancario Fabrizio Ingemi sparito il 26 febbraio scorso da Capo d’Orlando con 6 milioni di euro sottratti dalla banca Carige presso cui lavorava. È accusato di truffa e riciclaggio e gli investigatori non escludono che possa essere stato oggetto di taglieggiamento. Quando è stato arrestato ieri mattina ad Agrigento, vagava nei pressi della questura. Era irriconoscibile. Barba incolta e capelli lunghi. Sembrava un senzatetto come tanti. E come un barbone da qualche mese dormiva occasionalmente presso una casa di ospitalità di Agrigento dove si recava anche per mangiare.

La sua presenza non è passata inosservata anche perché gli abiti che si era portato via da Capo D’Orlando prima di sparire erano tutti firmati. Nonostante l’aspetto trasandato il suo abbigliamento ha fatto insospettire qualcuno e mercoledì sera al dirigente dell’ufficio prevenzione generale della Questura di Messina, hanno segnalato che Ingemi era ad Agrigento. Sono quindi scattate le operazioni di coordinamento tra la Squadra Mobile di Messina e il commissariato di Capo D’Orlando che in questi otto mesi di latitanza ha continuato ad indagare senza mi fermarsi un attimo.

Ieri mattina è scattato il blitz ad Agrigento fino alla cattura arrivata alle 10. Ingemi non ha opposto la minima resistenza. Ha detto solo che era disperato. Indosso non aveva né denaro né documenti, ma solo i due telefoni cellulari che non ha mai più tenuto accesi da quando è sparito. Solo il 27 marzo scorso ne ha aperto uno. Ha fatto un squillo alla sua famiglia e non ha atteso la risposta. Voleva solo far spere che era vivo. La cellula a cui si è agganciato il suo cellulare ha portato gli investigatori a Lampedusa. Lo hanno cercato per giorni, ma senza trovarlo. Si è posi scoperto che il giorno dopo la sua scomparsa, il 27 febbraio aveva acquistato un biglietto a Porto Empedocle proprio per Lampedusa.

Forse voleva espatriare. Ma si tratta solo di ipotesi che l’interrogatorio di Ingemi potrebbero chiarire. Molti sono infatti i dubbi che riguardano questa vicenda e gli 8 mesi di latitanza del bancario. A cominciare dalal fine dei 6 milioni di euro spariti dalle casse della filiale della banca Carige di Capo d’Orlando. Una cinquantina i clienti truffati che hanno presentato denuncia.

Gli investigatori cercano di capire se Ingemi sia stato ideatore di questo sistema portato avanti fin dal 2005, forse ancor prima dal 2003. O piuttosto se a un certo punto il riciclaggio di queste somme di denaro sia sfuggito al suo controllo. Gli inquirenti non escludono che possa essere stato anche vittima di taglieggiamento.

A sciogliere ogni dubbio potrebbe essere lo stesso Ingemi se risponderà a tutte le domande che gli verranno rivolte durante l’interrogatorio.

In questa vicenda oltre al bancario accusato di truffa e riciclaggio, ricordiamo sono indagate altre 5 persone per riciclaggio.

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