Per “colpa” del Ponte chiude l'officina grandi riparazioni di Trenitalia

Per “colpa” del Ponte chiude l’officina grandi riparazioni di Trenitalia

Per “colpa” del Ponte chiude l’officina grandi riparazioni di Trenitalia

giovedì 05 Maggio 2011 - 11:01

La Cisl: «E’ l'ennesimo tassello nell'opera di abbandono dell'area dello Stretto». Il sindacato sottolinea che l'officina di Gazzi rappresenta l’ unica realtà manutentiva del gruppo FS specializzata nel settore a sud di Napoli. Cgil: «Una ragione in più per scioperare domani»

La realizzazione del Ponte sullo Stretto interferisce con la sopravvivenza dell’Officina grandi riparazioni di Trenitalia, che sorge a Gazzi. Cisl e Fit Cisl lanciano l’allarme, riportando in un comunicato la notizia appresa da fonti aziendali ufficiali, secondo cui l’officina chiuderà entro 30 mesi, il tempo previsto per il rilascio delle aree oggi occupate e necessarie alle opere legate al progetto della costruzione del ponte.

«Questa volta la giustificazione è la necessità di liberare le aree per la costruzione del Ponte sullo Stretto, ma in realtà è solo l’ennesimo tassello posto in essere da Trenitalia nell’opera di abbandono dell’area dello Stretto». Questo il commento del sindacato.

«Sino a dieci anni fa, l’Officina Grandi Riparazioni di Gazzi – ricordano il segretario generale della Cisl Tonino Genovese e i segretari provinciali della Fit Cisl Enzo Testa e Michele Barresi – era lo storico fiore all’occhiello della manutenzione di vetture ferroviarie con oltre 250 unità lavorative altamente professionalizzate. Oggi continua a essere una realtà in linea con gli obiettivi produttivi aziendali, viste le 90 vetture/anno manutenzionate in media, ma è stata progressivamente smantellata nei mezzi e nelle maestranze oggi ridotte a circa 100 unità e sistematicamente esclusa da ogni politica di turn over del personale la cui età media supera i 50 anni».

Per la Cisl Trenitalia oggi prende al balzo la necessità di dover consegnare le aree per le opere del Ponte, ove sorgerà in parte la nuova stazione ferroviaria di Messina, e ne sancisce la dismissione entro 30 mesi prevedendo il trasferimento delle attività in altre sedi, ubicate fuori dalla Sicilia, certificando con spietata freddezza l’ennesimo esubero di 100 unità lavorative che ingrosseranno le fila dei posti di lavoro già perduti nel ferroviario cittadino. A questi si devono aggiungere oltre 50 unità che operano nell’indotto delle attività d’appalto manutentive, di ristorazione e pulizia dell’officina stessa. «Siamo stanchi di denunciare inascoltati, giorno dopo giorno, l’opera di abbandono del Gruppo FS nella città – concludono Genovese, Testa e Barresi – così come siamo stanchi di aggiungere numeri su numeri riguardo alle centinaia di posti di lavoro che la provincia di Messina sta perdendo nel settore. La politica messinese e siciliana deve farsi carico del disastro sociale che il gruppo FS sta producendo nell’area dello Stretto perchè la consideriamo tacita complice visto il perseverare di un silenzio che fa rima con incapacità di rappresentanza e tutela dei diritti e dei bisogni della propria cittadinanza».

Per la Cgil il fatto rappresenta una ragione in più per lo sciopero di domani. “Fs e il Governo proseguono imperturbabili nel disimpegno dal mezzogiorno e dal nostro territorio- osserva Oceano-. Guardiamo ai fatti, non alle parole, e i fatti ci dicono che non solo non si fanno investimenti ma si smantella l’esistente. Una ragione in più per aderire allo sciopero generale di domani”.

SU DOWNLOAD UNA PARTE DEL PIANO DI DISMISSIONE DI FS PER LE OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI DI GAZZI.

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