Questi alcuni dei temi affrontati nel corso dell'incontro di questa mattina al Teatro Vittorio Emanuele. Presente anche il segretario nazionale Pietro Cerrito
Si è parlato di crisi, disoccupazione, precarietà e marginalità nel corso del Consiglio Generale della Cisl svoltosi questa mattina al quarto piano del Teatro Vittorio Emanule. Un’occasione di confronto, un momento per fare un bilancio sull’attività dell’intero anno. «Un anno ricco di appuntamenti, di momenti difficili per il sindacato ma anche per l’intera comunità», ha affermato il segretario generale di Messina Tonino Genovese, che ha fatto gli onori di casa aprendo il dibattito e precedendo gli interventi del segretario generale Maurizio Bernava e soprattutto del segretario nazionale della Cisl Piaetro Cerrito, che tra le deleghe detiene anche quella delle Politiche sociali e assistenziali.
Un passaggio della relazione di Genovese, non poteva che essere riservato all’alluvione del primo ottobre, rispetto alla quale il segretario ha dichiarato: «Mi sarei atteso anche dalla politica lo stesso trasporto emozionale dei cittadini messinesi, la loro stessa coesione, la condivisione, l’impegno e il senso della comunità che ancora adesso è necessario non perdere. Noi ci siamo mossi, sia come singoli che come gruppo, per cercare di dare un aiuto concreto, soprattutto in un momento in cui pensare al futuro è ancora più difficile di quanto non lo sia già normalmente».
Genovese passa in rassegna i momenti chiave del 2009, un periodo carico di vertenze e problematiche occupazionali legate ai devastanti effetti di una crisi economica che ora si sta manifestando in tutta la sua gravità. Un anno di congessi, di rinnovamento del nostro apparato, di consolidamento sul territorio. «Un’intensa attività che ci ha permesso di registrare anche un leggere incremento nei tesseramenti, un risultato che in un territorio complesso come quello messinese dove il lavoro scarseggia ogni giorno di più, è da considerare un tassello importante».
Il rappresentante messinesese si sofferma più nel dettaglio sugli effetti della crisi: «La crisi nel nostro territorio ha lo stesso colore dell’illegalità. Colpisce e colpirà sempre più il prossimo anno, tutte quelle fasce di lavoratori in nero, sottopagati e sfruttati che, essendo invisibili, non potranno neanche godere degli strumenti di tutela». Queste, insieme agli anziani, ai giovani, ai ceti più deboli, le fasce di popolazioni verso cui il sindacato intende rivolgere la propria attenzione nel corso del 2010: «Un’azione che è necessario intraprendere, evitanto di confondere, come spesso invece qualcuno fa, la politica con l’attività sindacale».
