In consiglio si discute dell’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta finalizzata ad appurare la “qualità” dei lavori svolti dall’ente. Intanto fioccano gli appelli di cittadini e sindaci. Carcione (Frazzanò): «Sulla Sp 157 intervento della Provincia ha aggravato la situazione». Algeri (Ucria): «Sulla Sp136 tutto fermo dalla frana dello scorso anno»
Le condizioni del territorio cittadino e più in generale della provincia di Messina tornano nuovamente e prepotentemente a imporsi nelle cronache. Alle spalle la tragedia fortunatamente solo sfiorata dello scorso martedì, ancora una volta il dibattito non si concentra sull’effettiva salvaguardia ambientale e idrogeologica ma su questioni più “politiche”: l’inadeguatezza amministrativa dei rappresentanti locali e nazionali, le modalità di spesa delle risorse a disposizione, la mancanza di una parte cospicua di contributi che dovevano essere destinati a zone a rischio.
Un dibattito apertissimo anche a palazzo dei Leoni, dove da tempo al consiglio e alle commissioni vengono recapitate richieste di aiuto provenienti da cittadini di numerosi centri, ma sempre più frequentemente dai sindaci stessi (vedi articoli in basso). “Emergenza strade provinciali” l’abbiamo più volte definita. A volte piccole e ridotte arterie che rappresentano l’unica via d’accesso a comuni. L’Amministrazione provinciale ha avviato una serie di cantieri ma non può basta. Anche perché le lamentele giungono con continuità per lavori portati a termine in maniera incompleta, insoddisfacente o poco “resistente”. L’ultima in ordine di tempo è quella arrivata dal comune di Frazzanò, con in sindaco Antonino Carcione che ha scritto al dirigente Viabilità, al prefetto e al Dipartimento regionale Protezione Civile per evidenziare i notevoli danni sulla Sp 157 causati dalle abbondanti piogge cadute dal 21 al 24 febbraio. «Situazione grave – scrive il primo cittadino -, specialmente nel tratto di lavori già effettuati dalla Provincia Regionale all’altezza dell’ex Macello. Tale intervento ha evidenziato ed ulteriormente aggravato tutta la carreggiata, mettendo in grave pericolo il traffico viario da e per Longi. Altresì si segnalano ulteriori danni sulla strada “Canna Maria – San Marco d’Alunzio” al confine con il Comune di Capri Leone».
Campanello d’allarme suonato anche dal sindaco del Comune di ucria, Franca Algeri, che ha inviato una comunicazione al presidente Nanni Ricevuto per segnalare la problematica relativa al dissesto idrogeologico lungo la Sp 136 Ucria-Raccuja. «E’ inconcebile – afferma il primo cittadino – che dopo un anno dalla frana nessun intervento è stato realizzato. La strada interessata risulta ancora chiusa al transito provocando pesanti disagi ai cittadini residenti in quella zona, nonché disagi ed un aggravio di costi per il comune di Ucria che per assicurare il trasporto alunni è costretto ad affrontare un percorso di circa 80 km in più, e, cosa ancor più grave, i mezzi di soccorso non possono assicurare un tempestivo intervento. Sporgo dunque formale protesta per tale atteggiamento e chiedo un’immediata risoluzione della problematica rappresentata».
Problemi che come detto riguardano tantissime strade provinciali, anche ricadenti sul territorio della città di Messina. La III commissione consiliare ha più volte sollecitato i vertici dell’ente e soprattutto la dirigenza, pur rimanendo spesso inascoltata. Adesso in consiglio si discute dell’opportunità di istituire una commissione consiliare di inchiesta con il compito di capire come sono state spese le risorse a disposizione e stilare un quadro complessivo della situazione sul territorio. Per la costituzione dell’organo serve una “richiesta motivata” di un terzo dei consiglieri provinciali e l’approvazione delle delibera in aula approvata a maggioranza assoluta.
Intanto questa mattina si è tenuta una riunione dei capigruppo, alla quale hanno partecipato Lombardo, Cerreti, Francilia, Natoli, Palermo, Andaloro, T. Calabrò, Barbera, Sidoti, Bivona e Fiore, nel corso della quale sono state elencate tutte le risorse stanziate negli ultimi due anni in rapporto con i risultati deludenti ottenuti. Oltre 100milioni tra piano strade (52,5m), fondi Po Fers (15mln), somme urgenze (10mln), cassa depositi e prestiti per manutenzioni straordinarie (7mln) e le risorse provenienti dalla finanziaria regionale (25mln). A queste vanno aggiunte le somme già stanziate dalla Protezione Civile Regionale per il piano interventi post-alluvione (1° ottobre) e l’avanzo di amministrazione 2009, impegnato nel 2010 e spendibile nel 2011. Resta da capire, e questo dovrebbe essere l’obiettivo della commissione d’inchiesta, se questi fondi siano stati spesi nella maniera più appropriata.
