Già attivate le procedure di raffreddamento, in caso di perdurante silenzio da parte dei vertici Rfi l’unica strada rimane quella della protesta, compatta ed unitaria. Sabato conferenza per fare il punto della situazione
Di fronte alla silente ma inarrestabile politica di smobilitazione messa in atto da rfi nello Stretto di Messina, l’unica strada, quasi obbligata, sembra essere quella della protesta generale. Ne discuteranno approfonditamente le sigle sindacali di categoria e i tanti lavoratori che si sono dati appuntamento per sabato mattina presso la sede della Fti- Cisl: un’occasione per fare il punto della situazione sulle manifestazioni da mattera in atto, questa volta senza distinzioni ed in modo compatto. Nelle ultime settimane, come si legge nella nota in cui si annuncia la conferenza del fine settimana, si è assistito ad un progressivo aggravarsi della situazione che continua a determinare l’assoluto stato di emarginazione e precarietà che sta interessando la provincia messinese.
I sindacati si dicono preoccupati del progressivo ridimensionamento delle attività di traghettamento e manovra ferroviaria RFI, sui tagli effettuati e su quelli già programmati ai servizi universali della Divisione Passeggeri N/I e la perdita dei suoi impianti di riferimento ubicati nel nodo Messinese. La dismissione della Cargo con la progressiva chiusura degli scali merci nel territorio, i continui cali produttivi e la desertificazione dei centri di comando del Trasporto Regionale amplificano un panorama critico di complessivo smantellamento del ferroviario che viene confermato dal totale abbandono in cui versano tutte le realtà manutentive ferroviarie dislocate in città. Fino ad arrivare agli ultimi giorni e alla prevista chiusura della struttura ferrotel con il conseguente licenziamento dei 23 lavoratori della ditta Multiservice, così come nel caso dell’Impianto Servirail Wagons Lits Messina e la problematica occupazionale degli 85 dipendenti. Un puzzle che anzi comporsi continua a perdere pezzi di fronte a quello che i sindacati definiscono l’assoluto disinteresse della politica locale, regionale e nazionale.
