Di seguito il racconto-testimonianza di un lettore
Abbiamo considerato il punto di vista delle istituzioni e quello dei lavoratori. Ebbene, altrettanta considerazione la meritano gli utenti. In tante occasioni, nel corso di questi mesivi abbiamo raccontato i disagi sofferti da quanti, quotidianamente, vorrebbero usufruire del servizio di pubblico trasporto: il condizionale purtroppo è d’obbligo visti i molteplici disservizi che contraddistinguono i servizi cittadini, destinati così ad ostacolare e non certo a facilitare gli spostamenti dei messinesi.
A sostegno di quanto appena detto, la cronaca di una mattinata di disservizi (vedi foto correlate all’articolo) verificatisi ai danni di un cittadino tornato da una viaggio in terra ispanica, che per raggiungere la propria abitazione, in zona nord, ha dovuto attendere oltre 40 minuti il passaggio del bus n°79. Il modo “giusto” per rendere ancora più complicato il ritorno alla quotidianità.
Circa una settimana fa sono ritornato da una vacanza dalla Spagna dove ho visitato diverse città ( Madrid, Barcelona e Valencia) e dove i mezzi di trasporto hanno un’efficienza ed una puntualità che per un Messinese è a dir poco incredibile. In tutte le città che ho visitato ho acquistato un carnet da 10 biglietti che mi è costato da 9 euro a Madrid a 6,5 euro a Barcelona. La cosa bella è che un biglietto non valeva una sola corsa ma una volta entrato nella metro potevo fare quanti cambi volevo sulle 12 linee metro di Madrid oppure sulle 10 di Barcelona.
Rientrato a Messina dopo un viaggio-odissea dall’aereoporto di Trapani di circa 12 ore, dalla stazione sono andato al Cavallotti per prendere il 79 che mi avrebbe finalmente riportato a casa. Ma… siamo a Messina e le sorprese non mancano mai.
Appena fuori dal parcheggio Cavallotti c’era un autobus messo di traverso su entrambe le corsie del tram. L’autobus, appena partito dal capolinea, era in panne e bloccava il passaggio a due tram che andavano in direzioni opposte. Dopo inutili tentativi da parte dell’autista di rimettere in moto il veicolo, a qualcuno è venuto in mente di provare a spostare il bus -a spinta-.
Io nonostante la mia stanchezza sono stato disponibile a dare una mano ( pensavo a quei poveretti bloccati sui tram). Ma all’inizio eravamo in pochi e il bus non si spostava. Poi sono arrivati i rinforzi ( qualcuno ovviamente dava solo sostegno morale) e dopo alcune manovre (sempre a spinta ovviamente) siamo riusciti a liberare le corsie del tram ed a far rientrare l’autobus all’interno del Cavallotti.
E’ stato un modo originale per far passare i 40 minuti nei quali ho dovuto attendere la partenza del 79.
