Dopo il “balletto” di responsabilità tra vertciei Ato3 e responsabili delle cooperative l'OrSa scrive al prefetto: «La città rischia un nuovo stop nei servizi di pulizia, i dipendenti giunti al limite della sopportazione»
All’orizzonte spunta di nuovo l’emergenza “verde”…pubblico. Si rischia infatti l’ennesima rotta di collisione tra la società diretta da Antonio Ruggeri, i responsabili delle cooperative sociali incaricate di effettuare i servizi di pulizia e scerbatura del verde cittadino e i lavoratori, a causa della mancata erogazione degli stipendi che, ci tengono a sottolineare i responsabili dell’OrSa, non superano i 480 euro.
I rappresentanti sindacali hanno deciso di scrivere al prefetto Francesco Alecci nella speranza che quest’ultimo si renda protagonista dell’ennesima provvidenziale mediazione, ma nel frattempo la città rischia di essere nuovamente abbandonata a sè stessa, con aiule incolte e marciapiedi impraticabili.
Alla base della rottura, come detto, la mancata erogazione dei salari: «Da una parte – sottolinea l’OrSa – si registra una rigida poisizione dell’Ato3 che vanterebbe l’applicazione del contratto di affidamento con cui le cooperative si sarebbero impegnate ad anticipare le spettanze dei lavoratori. Dall’altra parte – aggiunge però il sindacato – le cooperative rivendicano lo stato di “cooperative sociali” la cui disciplina, prevista dalla L.381/91, le impegna a “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso, la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi”, pertanto, non sarebbero obbligate ad anticipare capitale a rischio d’impresa».
Una matassa di responsabilità non facile da sbrogliare che, ancora una volta, mette alla gogna lavoratori, in attesa di stipendio da oltra 7 mesi, secondo quanto dichiarato dall’OrSa, e cittadini costretti a -vivere- una città invivibile: «Se una comunità civile non è in grado di garantire capitoli di spesa tanto irrisori per l’igiene e la salute pubblica – commentano con amarezza i rappresentanti sindacali – probabilmente siamo di fronte al collasso del sistema e da ogni versante bisognerebbe prenderne atto e approntare le dovute contromisure».
(Dino Sturiale)
