Fontana del Nettuno. Bloccata la fuoriuscita d’acqua. Ma l’abisso della vergogna è stato già toccato

Fontana del Nettuno. Bloccata la fuoriuscita d’acqua. Ma l’abisso della vergogna è stato già toccato

Fontana del Nettuno. Bloccata la fuoriuscita d’acqua. Ma l’abisso della vergogna è stato già toccato

mercoledì 17 Novembre 2010 - 08:19

A causare la formazione di un acquitrino sia nella vasca che in strada, un problema alle tubature. Chiamata in causa l’assessore Amata si difende: «La manutenzione delle fontane cittadine spetta all’Amam». Ma Sutera risponde: «Nessun ritardo, solo qualche problema burocratico». Unica sconfitta? La città

La fuoriuscita di acqua mista a melma dalla Fontana del Nettuno, riversatasi in abbondanza lungo la via Garibaldi, è stata finalmente bloccata, ma la vergogna per quanto visto non è stata certo cancellata. Ad essere chiamata in causa, dato l’incarico ricoperto, l’assessore all’arredo urbano Elvira Amata. Quest’ultima, pur non volendo entrare in polemica, non manca di fare alcune recisazioni che al di là delle responsabilità in oggetto, non -sminuiscono- lo -spettacolo- a cui cittadini e turisti di passaggio, per oltre due settimane, hanno assistito. «La competenza per la manutenzione delle fontane cittadine – esordisce la rappresentante della giunta – spetta all’Amam, cui è stata delegata tramite apposti contratti che ne stabiliscono i compiti. Dieci giorni fa, avendo subito notato la perdita d’acqua lungo la strada, ho personalmente contattato l’ing. Buttafarro e il presidente Tanino Sutera, e ciò sia per cercare di capire il problema riguardante la fontana, sia per verificare l’informazione che mi era stata data circa la scadenza dei contratti sottoscritti con l’Azienda Acqua. Mi è stato risposto che si trattava di un problema di tubature e che al più presto sarebbe stato risolto. Ho chiesto chiarimenti anche rispetto ai contratti e Sutera mi ha assicurato che si stava procedendo al rinnovo, senza alcun problema. Vedendo però che nulla veniva fatto – continua la Amata – ho inviato ulteriori solleciti, evidentemente qualche problema c’è stato. Nel frattempo ho chiesto l’intervento di alcuni operatori di Messinambiente per ripulire la vasca almeno da sacchetti, plastica e altri rifiuti galleggianti».

Contattato telefonicamente, il presidente dell’Amam ha frettolosamente spiegato: «Nessun ritardo, oggi (ieri ndr) siamo già intervenuti, non c’è più fuoriuscita di acqua». Gli chiediamo se il ritardo, che tuttavia lui non considera tale, sia stato legato al problema dei contratti in scadenza, la risposta è altrettanto sbrigativa: «Non c’entra nulla, si è trattato di lentezze burocratiche legate agli affidamenti per le manutenzioni. Comunque – ribadisce – in strada non scende più liquido, ora dobbiamo capire bene il problema ed intervenire». Situazione sotto controllo dunque per il massimo rappresentante dell’Azienda Acque.

Il Dio dei Mari però, e come dargli torto, non si sente ancora pronto a tirare un sospiro di sollievo. Per quanto infatti si cerchi di minimizzare sull’accaduto, quasi l‘immagine di quella “vasca”, tra le più importanti fontane cittadine, sia stata un’allucinazione, lo scenario che per oltre 15 giorni (vedi pulce sul web correlata in basso) ha tenuto banco nella centralissima via Garibaldi, lascia l’amaro in bocca. Un abisso infatti è stato toccato…quello della vergogna.

foto Diego Buda

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