Piccolo e Urdì: «Il commissario non ha prodotto il necessario rilancio dell’ente»
«La gestione del Consorzio Autostrade Siciliane è inconcludente e priva di prospettive, sebbene voci e dichiarazioni in libertà compaiono sugli organi di informazione senza che vi sia un minimo riscontro in azienda». L’accusa parte da Concetta Piccolo e Francesco Urdì della Cub Trasporti regionale. Che per andare fino in fondo, chiedono un «urgentissimo confronto» con il governatore Raffaele Lombardo. «L’attuale amministratore – scrivono in una nota Piccolo e Urdì – insediato da ben otto mesi, peraltro con modalità tuttora controverse, non ha prodotto il necessario rilancio di codesto Ente pubblico economico istituito con Legge dello Stato. Le poche decisioni assunte in via unilaterale dal Commissario straordinario appaiono contraddittorie e confuse, non confacenti alla natura di Ente gestore di Autostrade di rilevanza nazionale».
Secondo i due sindacalisti «risibile addirittura è la decisione di voler applicare la Riforma Brunetta ad un Ente Autostradale (primato nazionale!), senza nemmeno attendere il riscontro dell’Ufficio Legale Regionale interpellato circa la natura (privatistica) del rapporto di lavoro dei dipendenti». In generale «tale situazione di insicurezza ed incertezza, le varie condotte amministrativamente illecite (vedi sanzioni dell’Ispettorato del Lavoro di Messina), la mancanza di trasparenza, il sostanziale stallo gestionale, ove si registra però il solerte conferimento di incarichi a funzionari ed esperti esterni, sprovvisti però del preventivo parere della competente sezione della Corte dei Conti, ha determinato tensioni tra i lavoratori i cui rappresentanti sindacali sono esclusi da qualsiasi confronto sindacale. Mentre i servizi languono e le condizioni di sicurezza del tracciato autostradale continuano ad essere compromesse».
