Nel giorno del post-maltempo, la vallata del Torrente Trapani rimane il simbolo dell’incoscienza

Nel giorno del post-maltempo, la vallata del Torrente Trapani rimane il simbolo dell’incoscienza

Nel giorno del post-maltempo, la vallata del Torrente Trapani rimane il simbolo dell’incoscienza

mercoledì 03 Novembre 2010 - 08:32

Nessun commento, solo l'attenta osservazione delle immagini in photogallery. Nei centri della provincia si continua a lavorare per la conta dei danni

E’ il giorno della conta dei danni. A Messina e lungo la fascia tirrenica della provincia, appaiono chiari ed evidenti i segni lasciati dalla fitta pioggia caduta senza sosta fino alla tarda mattinata ma fortunatamente non nel corso del pomeriggio. Le immagini che vi abbiamo mostrato negli articoli pubblicati ieri (vedi correlati in basso), rendono evidente la complessa situazione che oggi ci si trova a dover affrontare nei centri di Spadafora, Rometta, Venetico, Scala Torregrotta. Proprio qui, sulle principali via di fuga (Viale Europa, Corso Sicilia e la Piazza), si continua a circolare a stento a causa del fiume d’acqua che ha invaso la carreggiata; isolato per diverse ora anche il centro di Manforte San Giorgio. Danni di notevole entità che richiederanno dunque nelle prossime settimane un impegno notevole, soprattutto in termini economici, da parte delle amministrazioni interessate.

Ma il vortice d’acqua che ha spazzato via la provincia, non ha risparmiato nemmeno il centro della città. Come anticipato, vi mostriamo alcuni scatti, realizzati nel pomeriggio di ieri dal nostro Dino Sturiale, che testimoniano le condizioni, a dir poco avvilenti, del Torrente Trapani, lì dove proprio qualche giorno fa avevamo già effettuato un sopralluogo per verificare fotograficamente la legittima preoccupazione denunciata da alcune famiglie che risiedono nella zona (vedi correlato).

Come si può ben vedere, le vetture, tanto in salita, quanto in discesa, riescono a percorrere con fatica la parte alta della strada, in corrispondenza dei complessi edilizi realizzati sul “cucuzzolo della montagna”. All’interno di un -ex-tombino-, scivola la terra che cade dai lati della strada.

La quantità di fango che con naturale velocità e facilità si è riversata sulla carreggiata, diventata né più nè meno che il letto del torrente coperto, è tuttavia una parte infinitesimale di quanto potrebbe venire giù nel caso in cui le pareti collinari, sventrate in più punti, non riuscissero più a stare al loro posto. Un pericolo ostinatamente sottolineato dal Capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, che invita ancora una volta gli organi competenti a mettere fine ad opere di cementificazione selvaggia; invito rivolto anche dal presidente del consiglio comunale Pippo Previti fattosi portavoce della preoccupazione delle famiglie di cui sopra. Moniti che, qualora dovesse verificarsi il peggio, non potrebbero che suonare come “cronaca di una tragedia annunciata”. Viene poi da pensare cosa mai starà passando per la mente di colui/coloro che, progetto dopo progetto, ma lo ribadiamo, con il benestare della “collettività politica”, hanno pian piano colonizzato le colline in questione. Chissà, magari potrebbe essere interessante fare un sopralluogo nella vallata del cemento in una giornata di post-temporale. Ma in fondo c’è sempre tempo…natura permettendo.

Cliccando su photogallery tutti gli scatti di Dino Sturiale

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