L’inceneritore di San Raineri terra di nessuno. Ma il Comune ne aveva disposto (a pagamento) la chiusura

L’inceneritore di San Raineri terra di nessuno. Ma il Comune ne aveva disposto (a pagamento) la chiusura

L’inceneritore di San Raineri terra di nessuno. Ma il Comune ne aveva disposto (a pagamento) la chiusura

sabato 20 Novembre 2010 - 09:06

Le immagini testimoniano che chiunque può avere accesso al “monumento al degrado” della zona falcata. Eppure il 24 settembre scorso Palazzo Zanca aveva affidato ad una ditta, per 17 mila euro, i lavori “urgenti” di chiusura accesso ai locali

Secchi di vernice, bidoni presumibilmente d’acqua. Degli abiti appesi ad un filo e persino una camera matrimoniale, testimoni fedeli di una recente presenza umana, anche stanziale. Una scritta, arrugginita dal tempo, ricorda che «è proibito l’ingresso a chi non è autorizzato». Ma sotto, col pennarello, qualcun altro ha aggiunto «…e noi lo siamo». Quel “noi” dice tutto e niente al tempo stesso. Ma dice soprattutto che l’inceneritore di San Raineri, monumento al degrado della martoriata zona falcata, continua ad essere terra di nessuno. E quindi di chiunque voglia entrare in quelli che una volta erano i suoi uffici. Autorizzato o meno. Nessuna barriera tra il “fuori” e il “dentro”. La pancia di quello scheletro quale è l’inceneritore può accogliere tutti coloro che ritengono opportuno entrarci. Eppure non dovrebbe essere così. Non dovrebbe perché il 1. settembre scorso i tecnici chiamati sul posto a seguito dell’operazione congiunta di sgombero dei locali dell’inceneritore da parte delle forze dell’ordine, rilevavano e mettevano a verbale «l’urgenza di dover provvedere alla chiusura di tutti gli accessi ai medesimi locali (porte, finestre, ecc.) mediante la muratura degli stessi e alla collocazione di un idoneo cancello all’ingresso dell’area circostante il suddetto immobile, al fine di scongiurare, come ribadito in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza, l’eventuale reimmissione da parte di senza tetto, nomadi e/o extracomunitari in genere».

Da parte del Comune veniva fatta una perizia e infine, il 24 settembre scorso, venivano affidati alla ditta Intercontinentale srl «i lavori urgenti di chiusura accesso ai locali dell’inceneritori di San Raineri» per 17.213 euro. Dei lavori sono stati eseguiti, alcuni ingressi sono stati effettivamente murati. Ma le immagini, scattate nei giorni scorsi (in fotogallery altri scatti di Dino Sturiale), testimoniano con enorme evidenza che non sono servite a nulla. Una camera da letto, con tanto di decorazione con i volti di due splendide tigri, dovrebbe da sola bastare per far capire a chi ci legge da Palazzo Zanca che se si vuole davvero proibire l’accesso all’inceneritore di San Raineri uno sforzo in più va fatto. Visto che s’è pure pagato per questo.

(foto Dino Sturiale)

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