Il presidente provinciale dell’Associazione, Antonio Cardile, chiede che venga verificata la legittimità dei nuovi interventi realizzati all’interno della riserva
Il Codacons non abbassa la guardia e continua a tenere alti i riflettori sull’incantevole Isolabella. Dopo la denuncia dl 18 giugno 2010 (vedi correlato), con la quale si sono volute verificare eventuali violazioni alla normativa ambientale per i lavori effettuati, l’associazione ha segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina alcuni nuovi interventi effettuati nella Riserva Naturale Orientata dell’Isola Bella di Taormina. In particolare si è chiesto l’intervento della Procura per verificare se – dal raffronto tra le foto scattate il 21 febbraio 2011 e quelle scattate il 12 giugno 2010 – risultino dei nuovi edifici o lavori effettuati nell’area della preriserva, se tali lavori eseguiti siano conformi alla legge, se potevano essere autorizzati o se possano configurare le fattispecie punite dalle norme penali poste a tutela del paesaggio, delle aree naturali protette e per il deturpamento delle bellezze naturali e se mancano degli alberi o altri vegetali.
“Si tratta – precisa l’avv. Antonio Cardile (Presidente provinciale del Codacons) – di lavori che risulterebbero effettuati non solo all’interno della Riserva Naturale Orientata, ma ad una distanza inferiore di 150 metri dalla spiaggia ed all’interno dell’area SIC ITA 030031. I siti distinti con l’acronimo S.I.C. (“Sito di Importanza Comunitaria”) sono aree tutelate sulla base di normative europee che mirano alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e fauna selvatiche. All’interno di essi l’effettuazione di lavori necessita di particolari autorizzazioni, quale la valutazione di incidenza ambientale, che può essere rilasciata solo ove sia conservata la particolarità del sito”. Il regolamento della Riserva Naturale Orientata, peraltro, vieta – anche nella zona della preriserva – la costruzione di nuovi edifici nonché l’asportazione di rocce e minerali.
L’eventuale effettuazione nelle predette aree di lavori non autorizzati o autorizzabili o in difformità delle autorizzazioni date, ove accertata, può comportare la pena della reclusione, la possibilità di disporre la confisca delle cose utilizzate per l’illecito e condanna alla rimessione in pristino dell’area.
“Anche a seguito delle segnalazioni ricevute e di quanto apparso sugli organi di stampa locali, ci è quindi apparso doveroso – conclude l’avv. Paolo Intilisano (che rappresenta il CODACONS in questo procedimento) – richiedere l’intervento dell’Autorità Giudiziaria per far luce sulla vicenda e tutelare un territorio unico, che merita attenzione da parte di tutte le autorità competenti”.
Si fa dunque il possibile per cercare di tutelare una delle eccezionali bellezze della provincia Messinese per la quale, come evidenziato in occasione della Borsa Internazionale del Trusimo di Mialano (BIT), si sta valutando l’ipotesi di una possibile candidatura tra i siti dell’Unesco, patrimonio dell’umanità. EDP
