«Il blocco del digiuno non è dipeso solo dalle parole di Franceschini» affermano le due precarie
Sei giorni e cinque notti trascorse senza mangiare ai piedi del più importante palazzo della politica cittadina, per protestare contro i tagli alla scuola determinati dalla legge 133. Questo il gesto etremo portato avanti da due insegnati precarie di Messina Letizia Sauta e Rosaria Marchetta che, dopo la gelida indifferenza mostrata nei primi giorni da buona parte della società civile e delle istituzioni, hanno ottenuto l’attenzione di più di qualcuno.
Nonostante le tante perplessità avanzate dagli scettici sulla “reali” motivazione che abbiano spinto le due donne ad abbandonre casa e famiglia per scendere in piazza e lì rimanere, un piccolo, piccolissimo obiettivo si può considerare raggiunto: quello cioè di aver ottenuto un impegno da parte della politica. Il segretarizo nazionale uscente del Pd Dario Franceschini qualche giorno fa in città per prendere parte alla fetsa democratica provinciale del partito in vista del congresso di ottobre, ha personalmente fatto visita alle due insegnanti rassicurandole sul futuro. Pura e semplice “demagogia” ha comprensibilemte tuonato qualcuno e, dopo tutto, come poter dargli torto.
Dietrologia a parte, quel che conta è che le due donne, per la cui salute nelle ultime giornate erano stati in molti a temere, come la rappresentante della Flc-Cgil Graziamaria Pistorino e dal segretario Lillo Oceano, hanno deciso di desistere. Ad averle convinte, come spiegano loro stesse in una lettera di ringrazimento rivolta a quanti in questa settimana le hanno sostenute, non sono però state solo le parole dell’esponente del Pd: «Questa sofferta decisione – affermano – è venuta maturandosi da quando una delle due, essendo stata nominata per una supplenza, si è resa conto che il digiuno non era più compatibile con l’impegno assunto verso quei bambini che gli erano stati affidati. Il fatto poi che l’onorevole Franceschini , venendoci a trovare direttamente sul posto di lavoro (come ironicamente apostrofato da un assessore del nostro Comune), si sia preso pubblicamente l’mpegno di far diventare i tagli indiscriminati dei precari della scuola uno dei cavalli di battaglia del PD e che i colleghi del Comitato Insegnanti Precari di Messina abbiano deciso di continuare a turno il presidio davanti al Comune ad oltranza, ma senza lo sciopero della fame, ci hanno definitivamente convinte».
Rosaria marchetta e Letiiza Sauta ringraziano poi «i tanti precari messinesi, di tutti i settori lavorativi, ci hanno voluto confessare la loro sofferenza, lasceranno un segno indelebile nelle nostre vite». E con loro i compenenti del Cip di Messina, della Sicilia ed i colleghi di Palermo, la Cgil, Osservatorio Scuolae, i sindacati Sfida, OrSa, Nolu che affermano «abbiamo avuto il piacere di conoscere come un sano esempio di vera unione tra lavoratori di questa città che non cercano dell’assistenzialismo ma solo un lavoro da ripagare con impegno e onestà. Un ringraziamento anche a quei lavoratori dell’amministrazione comunale di Messina che in questi giorni, magari non condividendo le nostre scelte, ci hanno sempre trattato con rispetto, dimostrando che questa città meriterebbe molto di più».
(foto Dino Sturiale)
