All’ora di pranzo l’assemblea dei soci. L'iter per la ricapitalizzazione si sbloccherà e prevede la cessione dell’autocentro di via Salandra. Scettica l’Orsa, mentre il presidente del consiglio comunale Previti reclama: «Vogliamo essere coinvolti»
Niente pausa pranzo per il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’amministratore unico di Messinambiente Armando Di Maria. E soprattutto nessuna scelta definitiva, anche se la più temuta, la messa in liquidazione della società, sembra al momento allontanarsi. E’ quanto si viene a sapere da Palazzo Zanca, dove intorno alle 13 è iniziata l’assemblea dei soci di Messinambiente. All’ordine del giorno, tra i vari punti, quello centrale: la ricapitalizzazione della società. Nell’immediata vigilia dell’assemblea di oggi il sindacato Orsa aveva denunciato il fatto che troppi intoppi si fossero venuti a creare nell’iter burocratico delineato nell’assemblea precedente (tenutasi a metà febbraio). Dagli esiti dell’incontro di oggi al Comune, invece, sembrerebbe che l’iter si stia sbloccando e che tutto dovrebbe procedere secondo quanto previsto proprio dopo l’assemblea di febbraio, quando si ipotizzò la ricapitalizzazione di Messinambiente attraverso la cessione dell’autocentro di via Salandra, con una novità: l’ipotesi di cedere alla società anche l’inceneritore di Pace. Ad ogni modo ogni passo definitivo è stato ancora una volta rinviata: la prossima data “X” dovrebbe essere il 3 maggio. Nel frattempo, aspetto di certo non secondario, si avrà maggiore contezza del processo che dovrebbe portare, nel giro di tre mesi e mezzo, alla costituzione delle Ssr, le Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti che prenderanno il posto degli Ato e agiranno su scala provinciale (vedi articolo correlato)
C’è però scetticismo sulla posizione del Comune sul caso Messinambiente, uno scetticismo manifestato, dicevamo, dall’Orsa: «Il punto interrogativo che grava sul futuro dell’azienda e dei lavoratori potrebbe proiettarci in dinamiche sociali di difficile gestione, la comunità messinese potrebbe essere teatro di scene viste nella regione campana e tornate di attualità. Crediamo che non sia più il tempo di indugi o giochini, della gestione elemosinante dell’Ato 3 che sembrerebbe essere una delle cause del debito, riteniamo che sia giunto il momento che l’amministrazione comunali manifesti la reale volontà politica rispetti gli accordi e tuteli gli interessi generali, se così non dovesse essere non esiteremo ad essere a fianco dei lavoratori in protesta».
E’ di stamattina anche una nota di Pippo Previti, presidente del consiglio comunale, inviata al sindaco Buzzanca nella quale viene evidenziato che «prima di attuare qualsiasi decisione in merito all’eventuale messa in liquidazione della società Messinambiente, sarebbe più che necessario, un incontro con tutti i capi gruppo anche in considerazione delle nascenti Srr».
