Nuovo blitz degli agenti della Dia nelle sedi delle imprese Pellegrino, gestite dai fratelli Nicola e Domenico, il cui impero economico era già stato colpito al cuore con un maxi sequestro da 50 milioni di euro in quote societarie, conti correnti e mezzi, lo scorso giugno. Oggi è scattato il sequestro probatorio, siglato dal PM della DDA Angelo Cavallo, di mezzi d’opera, atti e computer che si trovavano nelle sedi delle imprese. Il sequestro è ancora in corso.
Dopo i sigilli scattati a fine giugno, il Tribunale aveva sospeso i fratelli Pellegrino dai rapporti bancari e dalle cariche societarie. Malgrado il provvedimento, però, secondo gli investigatori, Nicola e Domenico continuavano a gestire le loro attività.
Nel giugno scorso la sezione Dia di Messina aveva messo i sigilli alle imprese Sicilia Scavi, Messina calcestruzzi, Messina beton, Marina srl e sequestrato inoltre 20 conti correnti, 3 polizze assicurative, 39 tra appezzamenti di terreno ed abitazioni, 40 mezzi e due impianti di produzione di calcestruzzi. Le imprese dei Pellegrino, dal 2002 ad oggi erano state protagoniste di un boom economico impressionante, aumentando il fatturato vorticosamente in pochi mesi. Come? Secondo gli inquirenti imponendo il proprio calcestruzzo alla gran parte dei cantieri edili, privati e pubblici, aperti in città. Il cemento dei Pellegrino, però, sarebbe stato fortemente depotenziato, costituendo così un grosso pericolo in caso di eventi sismici.
