Adesso sono definitive le condanne per i boss della mafia barcellonese coinvolti nell’operazione Mare Nostrum e che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.
La VI sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado per alcuni pezzi da novanta dei clan della zona tirrenica. E’ il caso di Salvatore -Sem- Di Salvo, reggente del clan di Barcellona, di Sebastiano Conti Taguali, Francesco Liotta, Santo Sciortino, Carmelo Vito Foti e del milazzese Felice Sottile.
I Giudici della Suprema Corte hanno deciso che dovrà essere celebrato un nuovo processo d’appello davanti alla Corte di Reggio Calabria per Salvatore e Giuseppe Destro Pastizzaro, entrambi assolti dall’accusa di associazione mafiosa ma condannati per l’omicidio dei fratelli Beninati, e per Giovanni Rao.
Niente da fare, invece, per il pentito tortoriciano Orlando Galati Giordano, condannato a 20 anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali del collaboratore di giustizia.
L’operazione Mare Nostrum rimane una delle più imponenti condotte dalle forze dell’ordine messinesi e portò allo smantellamento delle cosche mafiose della provincia. In particolare, grazie alle rivelazioni di numerosi pentiti, fu ricostruita la guerra di mafia esplosa a Barcellona a cavallo tra gli anni 80 e 90, fra il gruppo di Pino Chiofalo e la vecchia mafia locale. Ma l’operazione ha fatto luce anche ad un’altra guerra di mafia, quella tortoriciana fra i clan di Cesare Bontempo Scavo ed Orlando Galati Giordano.
