La protesta, come annunciato nei giorni scorsi, durerà 24 ore. Lo sciopero è stato proclamato in modo compatto da tutte le sigle sindacali, prevista dunque un’adesione quasi totale
Inizierà alle 21.00 di questa sera lo sciopero del comparto marittimo di Rfi-Bluvia per manifestare contro la politica di dismissione del trasporto ferrato nello Stretto attuata dal gruppo Ferrovie dello Stato. Una protesta che durerà 24 ore, fino alle 21.00 del giorno successivo e a cui le sigle sindacali hanno deciso di aderire in modo compatto ed unitario, forse in considerazione delle conseguenze che, qualora la logica aziendale continui a rimanere tale, si potranno determinare.
Come più volte sottolineato nelle ultime giornate dai rappresentanti sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl Uilt Uil, OrSa, Fast Ferrovie, Sasmant, Sap e Rsu32 , a pagarne le conseguenze, infatti, non saranno solo i circa 250 lavoratori impiegati a vario titolo a bordo della navi che attraversano lo stretto ma anche soprattutto gli utenti, la città e l’intera regione. E proprio su questo punto sono stati diversi le conferenze e gli incontri organizzati per cercare di rendere evidente, a quanti ancora non ne avessero la reale percezione, la gravità della vicenda, i cui primi avvertimenti si sono avuti con la soppressione delle navi cargo, per il trasporto delle merci su binario.
Inutili dunque gli appelli lanciati da sindacati e lavoratori e rivolti ai vertici Rfi nella speranza che quest’ultimi rivedano una politica aziendale che rischia di affossare definitivamente il già complicato fronte della mobilità marittima nello stretto. Da parte del gruppo Ferrovie dello Stato soltanto silenzio, un assordante silenzio che, nonostante il blocco previsto da questa sera, difficilmente si tramuterà in parole. Una battaglia dura quella che i dipendenti Rfi-Bluvia stanno cercando di combattere nello stretto e per la quale è stato più volte chiesto ai rappresentanti istituzionali di comune, provincia, regione e governo nazionale, di scendere in campo: i risultati lasciano però a desiderare.
Il mondo politico, salvo qualche recente dichiarazione di deputati Ars, non si sta “muovendo” come sindacati e lavoratori si sarebbero aspettati per cercare di far fronte ad un problema che, come detto, e come è necessario ribadire, riguarda tutti. Del piano di produzione firmato lo scorso 16 settembre a Roma, affermano i segretari sindacali, mirato a garantire e riorganizzare il trasporto nello Stretto sembra non esserci più traccia: «ultima conferma di quelle che invece sembrano essere le intenzioni di Rfi – ha affermato il segretario regionale dell’Orsa Mariano Massaro – l’esternalizzazione dei servizi, come nel caso della nave Scilla dove alcune servizi di manutenzione elettrica, solitamente effettuati con professionalità dal personale di bordo, sono invece stati affidati ad una ditta esterna, la ‘Navale Service’».
