Nessuna corsa prevista a partire dal prossimo 12 dicembre,quando entrerà il nuovo orario. segno che Rfi, nonostante gli annunci politici, evidentemente vuoti, conferma i tagli già previsti. La Filt Cgil invita ad una reazione. Per la Fit-Cisl, solito copione: -Le difficoltà nelle prenotazioni non sono una novità-
Che più di qualcosa nel trasporto ferroviario a lunga percorrenza da e per la Sicilia non funzioni, è ormai cosa nota. Ma i recenti sviluppi sono l’ulteriore conferma di un meccanismo in cui prevalere sia la politica degli interessi e dei tira e molla, a discapito dell’unico sacrosanto diritto alla mobilità dei cittadini, constantemente messo in discussione.
E’ di qualche settimana fa, ricorderete (vedi correlati) la polemica relativa ai nuovi tagli programmati da Rfi a partire dal prossimo 12 dicembre per i treni che oltrepassanlo lo stretto. A seguire la smentita del parlamentare messinese Vincenzo Garofalo, componente della Commissione infrastrutture e trasporti alla Camera, che annunciava il blocco nei tagli previsti da Ferrovie dello Stato, parlando di una vittoria ottenuta attraverso l’impegno politico presso gli organi di governo.
Ebbene, oggi la -frittata- viene nuovamente ribaltata. La Filt Cgil, infatti, denuncia un fermo delle prenotazioni per i treni a lunga percorrenza, proprio a partire dal 12 dicembre, quando cioè entrerà in vigore il nuovo orario. Il sindacato informa infatti che sia dai terminali in Stazione che da quello on line è impossibile effettuare qualsiasi tipologia di prenotazione di posto sui treni da e per il continente: unica scritta che appare: nessuna soluzione trovata. Una notizia che, sottolinea la Cgil, non può che smentire proprio le rassicurazioni della politica e dello stesso sottosegretario ai trasporti Reina. L’unica alterntiva, spiega il rappresentante Pino Foti, -è prenotare i Frecciargento che partono dalla Calabria. La Filt e la Cgil di Messina già ad ottobre, sollecitando una forte reazione corale da parte di tutte le forze sociali, avevano denunciato la politica di smantellamento dei treni in Sicilia portata avanti da FS e tutte le gravi conseguenze sia sotto il profilo occupazionale che sotto quello sociale e dello sviluppo. Ad oggi i nostri treni a lunga percorrenza hanno già subito un taglio del 50% dei posti – ricorda Foti-. Provate a prenotare una cuccetta per Milano e vedrete con quanta difficoltà troverete un posto libero. Oggi, questa novità del blocco delle prenotazioni non può farci presagire nulla di buono”.
Sulla vicenda intervine anche la Fit Cisl. -Quello delle difficoltà nella prenotazioni per i treni a lunga perccorrenza, non è un fatto nuovo. Addetti ai lavori ma anche semplici viaggiatori abituali sanno bene che negli ultimi due anni, in prossimità del cambio orario, è diventata una brutta consuetudine di Trenitalia quella di mettere in vendita i biglietti per i treni da e per la Sicilia solo pochi giorni prima del cambio orario. Anche questa, come abbiamo sempre denunciato, è stata parte di una politica di marketing inesistente adottata da Trenitalia finalizzata solo a costringere la clientela ad abbandonare il servizio. Da quello che ci risulta – aggiunge la Fit – l’azienda sta lavorando per rivedere il precedente piano di tagli, anche se la prudenza in questi casi è d’obbligo e il livello di guardia deve rimanere alto sino all’ufficializzazione del ripristino di tutti i treni”. Per la Fit CISL la vera sfida deve essere, oltre il recupero dei treni, anche di pretendere da Trenitalia un servizio di qualità per gli utenti del sistema ferroviario siciliano, uscendo dal clima di emergenza continua a cui Trenitalia ha abituato i siciliani ad ogni cambio orario-. Di questo e molto altro si parlerà nel corso del convegno organizzato domani a Palermo dal titolo -Un disegno strategico per le ferrovie siciliane-. Alla tavola rotonda parteciperanno rappresentanti sindacali, istituzioni nazionali,regionali, esponenti di RFI e Trenitalia. Il sindacato ribadirà la richiesta di un accordo di programma di investimento per modernizzare il sistema trasporto in Sicilia, di una programmazione dei fondi europei e di tempi certi per il Piano per il Sud. Saranno questi alcuni dei punti cardine del disegno strategico che la CISL ha studiato per scongiurare i tagli annunciati dalle ferrovie e per rilanciare il trasporto su ferro in Sicilia.
Proseguono dunque i dibattiti su una questione, quello della dismissione ferroviaria, che sembra non avere fine, o meglio il cui epilogo rischia di essere dei peggiori. Proprio per questo le organizzazioni sindacali, siano essere confederali o autonome, dovrebbero una volte per tutte prendere affrontare la situazione in modo unitario, evitando il susseguirsi di comunicati -separati-, ma spingendo verso un’unica direzione, se, come si dice, l’obiettivo da raggiungere è comune.
