Dovrebbero essere saldate anche le mensilità arretrate dei lavoratori. Successivamente previsto “l’impiego” di commissari in vista della nascita delle Srr. I dipendenti e i sindaci dell’ambito hanno occupato il consiglio provinciale nella mattina e nel pomeriggio: chiesto l’intervento della deputazione nazionale
Una linea è stata tracciata, anche se solo provvisoria. Nel tardo pomeriggio di ieri è giunto alla Provincia il documento attraverso il quale vengono prorogati di trenta giorni gli affidamenti diretti alle cinque imprese che attualmente svolgono il servizio di raccolta rifiuti. La soluzione, tampone, è finalizzata a limitare l’emergenza ma è chiaro che lo stato di crisi permane in quanto fortemente legato alla condizione di deficit economico della società ambito. Alla fine del mese di proroga la palla dovrebbe passare ai commissari che dovrebbero gestire il regime transitorio fino alla costituzione delle nuove Società di raccolta (Srr). Il provvedimento firmato dal soggetto attuatore per l’emergenza rifiuti, prevede anche il pagamento degli stipendi arretrati per i lavoratori.
Lavoratori e sindaci non sono però convinti dell’ipotesi profilata dalla Regione e continuano chiedere certezze alla Provincia. Vorrebbero potere provvedere direttamente alla riscossione dei tributi e attendono certezze rispetto al vuoto che si profila per la fase di transizione tra gli attuali Ato e i nuovi organismi che andranno a gestire i servizi. Un problema che non è solo dell’ambito 2. Nel pomeriggio di ieri, una delegazione ha occupato il consiglio provinciale in occasione della seduta convocata. Il civico consesso si è aggiornato a domani per fare il punto della situazione. Su proposta di Grioli verrà chiesto l’intervento diretto della deputazione regionale per la sottoscrizione di un documento comune. Nel corso della mattinata i lavoratori avevano interrotto l’assemblea convocata per discutere sull’aeroporto del Mela, ricevendo l’ovvio appoggio dei sindaci.
Il presidente dell’ente, Nanni Ricevuto, ha così commentato la vertenza Ato2: «La situazione venutasi a creare ha un responsabile ben preciso, Raffaele Lombardo. Allo stesso è stata assegnata la delega per l’emergenza rifiuti, un ruolo che evidentemente non è stato capace di ricoprire. Noi non siamo più disposti a parlare con delegati e portavoce ma vogliamo affrontare il problema direttamente con lui». Il clima è teso, lo si capisce anche dalle volontà dei sindaci. Il primo cittadino di Torregrotta Antonino Caselli: «L’immondizia ha invaso le strade, arriva fino ai primi piani delle abitazioni. La nostra protesta continuerà fino a quando non si troverà un punto di incontro». Alcuni sindaci del comprensorio che racchiude 38 comuni tra Villafranca e Brolo, minacciano di chiudere con ordinanze scuole e ospedali nei prossimi giorni. In questo momento si sta tenenedo una riunione con Ricevuto e l’assessore provinciale alle Partecipate, Michele Bisignano.
La Regione, intanto, aveva attaccato gli stessi sindaci: «Sono del tutto incomprensibili e ingiustificate le proteste – viene scritto in una nota – che, in quanto soci dell’Ato, avrebbero dovuto provvedere direttamente al pagamento del costo del servizio e non avendolo fatto si devono ritenere responsabili della situazione che si e’ determinata. Maggiore attenzione deve porsi da parte di tutti a migliorare il livello di riscossione della Tarsu o della Tia per evitare il riproporsi di simili situazioni emergenziali». Questa la replica: «Riteniamo che sia totalmente infondata l’affermazione contenuta nella nota circa le presunte inadempienze addebitate ai Comuni, in quanto la norma invocata relativamente all’obbligo da parte degli stessi di coprire l’intero costo del servizio, fa riferimento ad una previsione della legge regionale 9/2010 in larga parte non ancora attuata per esclusivi ritardi della stessa Regione Sicilia e non di certo per responsabilità dei Comuni che, fra l’altro, già da due anni hanno anticipato cospicue risorse finanziarie; infatti, la Regione, con circolare del 14 marzo u.s., è stata costretta a prorogare di un altro anno i poteri dell’ATO non essendo riuscita ad emanare il regolamento attuativo della legge 9/2010. In tale legge, inoltre, risulta inadeguatamente regolamentata la fase transitoria sia dal punto di vista gestionale sia dal punto di vista finanziario. La responsabilità dell’attuale grave emergenza che interessa l’intero territorio dell’ATO Messina 2 è, dunque, da imputare all’Ufficio Commissariale che, dal luglio 2010, non ha saputo porre in essere quelle necessarie ed urgenti azioni per accelerare l’entrata in vigore della legge regionale 9/2010 e gestire efficacemente ed efficientemente la difficile fase transitoria. Tale Ufficio Commissariale, infatti, non solo, come detto, non è stato capace né di far entrare a regime la legge 9/2010 né di gestire la fase transitoria, ma non ha voluto nemmeno aderire alla richiesta dei Comuni che, come extrema ratio, avevano chiesto di passare temporaneamente ad una forma di gestione diretta (servizi, riscossione, etc….) al fine di superare l’attuale grave emergenza».(ER-EDP)
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