La Teseos nacque infatti per volontà di un gruppo di lavoratori che operava per l’AIAS di Milazzo e che a seguito della vicenda giudiziaria che coinvolse allora i vertici della società erano rimasti disoccupati
Dopo molte fumate nere, la giornata di oggi potrebbe essere quella decisiva per la vertenza Teseos, la cooperativa di riabilitazione che opera per conto dell’ASP 5 di Messina in difficoltà economiche e in grave arretrato nei pagamenti delle retribuzioni ai propri dipendenti. Si terrà infatti un nuovo incontro tra le organizzazioni sindacali e l’azienda presso l’Ufficio provinciale del lavoro e a meno di nuovi colpi di scena la partita si chiuderà con un accordo per l’attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga.
Per la Funzione pubblica della Cgil di Messina, che ha seguito la vertenza, la condizione minima per raggiungere l’accordo è il pagamento ai lavoratori di almeno 4 delle mensilità arretrate – gennaio febbraio marzo e aprile-, il pagamento entro breve delle altre due mensilità in sospeso – maggio e dicembre- e la garanzia sul puntuale pagamento di quelle che verranno maturate mensilmente. Ma se la partita su arretrati e ammortizzatori sociali potrebbe chiudersi domani così non sarà per quella riguardante l’esclusione di 25 lavoratori da soci a seguito delle proteste e degli scioperi dagli stessi attuati nei mesi scorsi nel clou della vertenza.
“Per i nostri legali i provvedimenti di esclusione dalla compagine sociale costituiscono licenziamenti discriminatori per motivi sindacali direttamente riconducibili ad una azione ritorsiva nei confronti dei lavoratori scioperanti- spiega Clara Crocè segretaria generale della Fp Cgil di Mssina-. Pertanto abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale”. Il Segretario Generale della FP CGIL di Messina rappresentata dagli avv. Giacomo Calderonio e dal Prof. Lorenzo Maria Dentici Foro di Palermo, ha infatti già depositato presso il Tribunale di Messina- Sezione Lavoro- ricorso per chiedere la condanna e dichiarare antisindacale il comportamento della società cooperativa sociale TE.SE.OS. Onlus.
“Nonostante le trattative in corso per cercare la soluzione che consentisse sia la sopravvivenza della cooperativa che la garanzia occupazione per tutti i lavoratori, la Teseos ha ritenuto opportuno procedere all’esclusione da socio di 25 unità di lavoratori in palese violazione dei diritti sindacali e del diritto allo sciopero riconosciuto dall’art. 40 della Costituzione- commenta Crocè-. Un provvedimento emanato per puro scopo punitivo sia per le circostanze specifiche sia perché non ha riguardato tutti i soci lavoratori ma solo alcuni, ritenuti evidentemente fastidiosi”. La segretaria generale della Fp Cgil rileva poi come appaia paradossale che la cooperativa abbia agito esclusivamente nei confronti di quei lavoratori che hanno contribuito a costituire la Teseos mettendo di tasca propria 50 milioni a testa delle vecchie lire.
La Teseos nacque infatti per volontà di un gruppo di lavoratori che operava per l’AIAS di Milazzo e che a seguito della vicenda giudiziaria che coinvolse allora i vertici della società erano rimasti disoccupati. “Una situazione, l’avvio delle procedure di esclusione dei questi lavoratori dalla qualità di soci, gravissimo sia perché vuole evidentemente impedire l’esercizio del diritto costituzionale di sciopero sia perché vuole estromettere proprio coloro che hanno dato vita alla Teseos”, aggiunge Crocè che attraverso i propri legali ha fatto richiesta al Giudice del lavoro di reintegro e di adozione di ogni altro provvedimento idoneo a determinare la cessazione della condotta antisindacale nei confronti dei 25 lavoratori esclusi e la rimozione degli effetti che ne sono scaturiti.
