A notare la “svista”, come è stata definita dal responsabile dell’emergenza Antonio Ruggeri, il consigliere del VI quartiere Giusy Feminò, che definisce l’episodio paradossale, increscioso e biasimevole: «Si dimentica uno dei villaggi più colpiti e rimasto isolato fino oltre le 14 del 1.marzo »
Una fatto ai limiti del paradosso. Accade che a seguito della pubblicazione su Tempostretto.it dell’articolo sulla mappa dei dissesti inviata dall’amministrazione comunale insieme alla delibera votata il 2 marzo per la richiesta dello stato di calamità naturale (vedi articolo seguente), il consigliere della VI circoscrizione Giusy Feminò, nota come tra i punti “vulnerati” dal maltempo dello scorso lunedì, non ci sia traccia del villaggio di Salice. Zona rimasta invece isolata fino alle 2 del pomeriggio di quel maledetto giorno di pioggia, a causa del crollo della Sp51 (km 5700) che da Portella conduce all’insediamento collinare, e che ha impedito persino l’arrivo dei soccorsi.
Immediata la reazione del rappresentante di quartiere che decide quindi di mettersi subito in contatto, prima con l’assessore alla manutenzioni Pippo Isgrò, e poi con il responsabile dell’emergenza, Antonio Ruggeri. Quest’ultimo, colto alla sprovvista dalla segnalazione della Feminò, tenta di giustificare l’accaduto, affermando, così come riportato nell’interrogazione inviata dal consigliere di quartiere al sindaco Buzzanca, «che si tratta sicuramente di una svista dovuta dall’urgenza di redigere il provvedimento» specificando poi «che la suddetta delibera è stata stilata a seguito dei sopralluoghi della protezione Civile Comunale e verrà sicuramente integrata con ulteriore documentazione».
Spiegazione che per il consigliere Feminò, preoccupatasi personalmente di allertare gli organi competenti a pochi istante dal cedimento della strada, non può certo essere valida o sufficiente ad attenuare le responsabilità dell’amministrazione: «E’ paradossale – scrive il consigliere – che i tecnici inviati nella zona nord, abbiano avuto una svista su uno dei villaggi più colpiti. E’ biasimevole ed increscioso leggere nella delibera inviata alla Regione per richiedere lo stato di calamità, che nella mappa dei dissesti non ci sia Salice, considerando poi che il bilancio dei danni è elevatissimo a causa dell’assenza totale di adeguate opere di raccolta e regimentazione delle acque meteoriche sulle strade comunale e provinciali». Ad aver subito notevoli disagi a causa delle smottamenti, infatti, anche via Pozzo, via Mirto, via Cacara, via Forte dei Centri, dove sono rimaste isolate diverse famiglie.
Un’ultima “stoccata” è rivolta dalla Feminò alla discutibile utilità del Piano di Protezione Civile Comunale: «A nulla è valso il Piano realizzato dal Comune di Messina che ha interessato tutti i villaggi – Salice negli opuscoli informativi distribuiti nella non è stato inserito – poiché in caso di emergenza non esistono reali via di fuga tramite le quali far giungere i mezzi di soccorso». Considerazione quest’ultima più che legittima, e della quale nelle prossime settimane sarà sicuramente necessario tornare a parlare.
(Elena De Pasquale)
