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Ecco perchè temo il Covid 19: virus ipocrita, sceriffo, ignorante, dispotico

Rosaria Brancato

Ecco perchè temo il Covid 19: virus ipocrita, sceriffo, ignorante, dispotico

domenica 28 Giugno 2020 - 09:28
Ecco perchè temo il Covid 19: virus ipocrita, sceriffo, ignorante, dispotico

Il ceppo italiano ha strane caratteristiche: detesta le relazioni sociali, il sapere, l'autonomia, ha tendenze da sceriffo, predilige la forma e non la sostanza. E usa la paura per comandare

Non temo il Coronavirus, perchè ho fiducia nella scienza. Temo gli effetti collaterali, come quelli che nel bugiardino dei farmaci ti fanno terrorizzare anche se stai per prendere una moment. In Italia questi effetti collaterali si sono sviluppati tutti e non c’è né cura né vaccino. Il ceppo italiano del covid ha strane caratteristiche.

Il virus geometra

Senza dubbio è un virus geometra, anzi è un virus che ama la geometria creativa. Va in giro col metro ma è di un’intelligenza raffinata, perché non contagia sempre alla stessa distanza, conosce il tuo albero geneaologico, le tue abitudini, i tuoi vizi e le tue virtù. Contagia in base all’umore, va a pelle, insomma. Ad esempio dal barbiere è contagioso al di sotto di un metro, in discoteca da due, in spiaggia l’area è di cinque metri quadrati, in acqua molto meno. Se vai al cinema o al teatro la faccenda si fa complicata. Se sei con un congiunto al teatro puoi sederti vicino, ma se siete amici per la pelle, niente da fare, dovete stare distanti. In ufficio puoi stare accanto al collega, al bar no.

Bigotto e impiccione

Il virus  è un po’ bigotto, pertanto al cinema con l’amante non puoi andare anche se fino ad un minuto prima eravate avvinghiati come i ricci in auto. E’ in grado d’individuare la sottile differenza che passa tra un cugino di sesto grado e la tua migliore amica che diventa più contagiosa del primo. E’ un virus impiccione e vuol sapere perché ti ostini a uscire con i compagni di classe, veri e propri untori e non con lo zio d’America rientrato in patria per invecchiare sereno.

Detesta cultura e conoscenza

Il ceppo italiano è stato traumatizzato da piccolo con una bocciatura alle elementari. Non si spiegherebbe altrimenti l’avversione che ha per cultura, sapere e conoscenza. L’accanimento con tutto ciò che ha che vedere con il “pensiero” (soprattutto libero, il più pericoloso di tutti) è inspiegabile.  Nell’elenco delle riaperture la scuola, l’università, tutto ciò che ha a che vedere con la cultura e il sapere è finito in fondo dopo gli sport, le discoteche, i bar, i centri commerciali. Il rientro in classe è programmato come il tonno in scatola o tutti imbavagliati. Insomma la mission è far odiare la scuola. Detesta le relazioni sociali, perché il contatto umano, a differenza di quello digitale, è meno controllabile e più del contagio dell’epidemia  teme il contagio del pensiero libero.

E’ un virus ipocrita

 Il virus italiano è anche ipocrita.  Prendiamo i funerali, per i quali il numero 15 degli ammessi alla cerimonia non si sa come sia stato individuato, ma tant’è, è noto che il covid 19 ha un debole per la matematica. L’indignazione nei confronti dell’eventuale presenza di trasgressori al funerale dipende non dal numero, ma da chi è morto, fatto questo che denota un comportamento poco cristiano. Se si tratta di una manifestazione di protesta anche in questo caso dipende se sei della posizione avversa alla mia (o se tifi Napoli). Se poi c’è chi non indossa la mascherina allora l’indignazione è collettiva. Non importa IL MOTIVO DELLA PROTESTA, magari sei alla fame o la cassa integrazione non arriva da marzo, l’unica cosa che conta è che INDOSSI LA MASCHERINA. Poi puoi anche schiattare per terra, perché quel che conta è la forma, non la sostanza. Sei muori di fame non importa, purchè tu non muoia di covid. I coniugi potevano dormire nello stesso letto ma in auto dovevano stare seduti uno davanti ed uno dietro. Hanno multato decine di ragazzi per il reato di “abbraccio”. Il problema non è l’abbraccio ma se lo fai in pubblico. Gli assembramenti davanti ai locali vengono colpiti a macchia di leopardo, in base alle simpatie degli sceriffi di turno e delle delazioni degli esercenti rivali. La birra provoca assembramenti, la coca cola no. In borsa puoi avere 2 kg di cocaina ma l’importante è se indossi la mascherina.

La mascherina- burka

Insomma, puoi fare quello che vuoi, ma non in pubblico. La mascherina è come il burka al contrario, è il passaporto per l’accettazione sociale. Almeno fino a quando i virologi non ci diranno: contr’ordine si cambia. Non importa se il covid non è la peste fulminante e non si contagia con lo sguardo, l’importante è scatenare la paura dell’altro. Se il nostro vicino muore di ictus senza aver avuto un’adeguata assistenza o ha avuto paura di recarsi in ospedale, tiriamo un sospiro di sollievo: “Meno male, non ho rischiato il contagio”. Hanno fatto multe a chi gustava il caffè da asporto a pochi metri dal bar seduto sulla panchina.  Ancora penso con orrore al ragazzo multato ad a San Saba (450 euro, vergogna, vergogna, vergogna, vergogna). Era SOLO, si era messo in autoisolamento perché rientrava dal nord, quindi non era positivo. Aveva pulito il tratto di spiaggia distante 60 passi davanti casa. Ebbene, è stato multato 450 euro. Non avrebbe contagiato nessuno perché intorno a lui c’erano solo sassi e sabbia, e non era positivo, ma è stato multato.

Il virus della sceriffitudine

E qui entra in ballo un altro effetto collaterale del virus: la sceriffitudine, la tendenza al dispotismo. Dal premier fino al sindaco del più piccolo paesino sperduto tra i monti ed al singolo vigile urbano, il potere di imporre, vietare, comandare, ha creato “mostri”. Una carrellata di ordinanze caratterizzate dalla capacità di seminare paura dell’altro e confusione. Curi l’orto lontano da casa tua? Ti multo. Fai la spesa al supermercato due volte a settimana e non una? Ti multo. Porti mangiare al cane ogni 3 giorni e non ogni 5? Ti multo. Al dispotismo si è unita la confusione. In principio fu obbligatorio tutto, guanti e mascherine. Poi il contro ordine, i guanti possono diventare persino portatori di germi (e non ci voleva un genio a capirlo sin dall’inizio). I virologi sulle mascherine non hanno mai avuto parere univoco ed infatti in Italia si procede in ordine sparso.

“50 sfumature di sintomaticità”

Il dibattito più allucinante riguarda le “50 sfumature” di sintomaticità. Lo scontro tra scienziati è sui sintomatici (e fino a quando), asintomatici, poco sintomatici, ex sintomatici. Non escludo che si arrivi ad ipotizzare i sintomatici del lunedì e quelli che sono sintomatici solo nei mesi con la R.  Se uno dei virologi dissente dal verbo ufficiale viene tacciato di essere un portatore “insano” di fake news. Se dissente un comune mortale è un complottista. Se ti poni qualche domanda diventi terrapiattista e fascista.

Non fare domande

La brava cittadina italiana non si fa domande neanche se per 60 giorni tutti i quotidiani sembrano stampati in fotocopia. Senza domande. E se una giornalista le fa il premier gli risponde “quando sarà presidente del consiglio lei provvederà diversamente”. Io ho mille domande. Mi sono preoccupata sin dal primo “abuso dell’uso” del DPCM,  firmati e prorogati come se non ci fosse un domani (e soprattutto come se l’Italia non sia una Repubblica parlamentare). Due illustri costituzionalisti messinesi, Gaetano Silvestri e Michele Ainis che hanno lanciato l’allarme sulla democrazia sospesa. Non puoi comprimere diritti costituzionalmente rilevanti e tutelati per tanto tempo e soprattutto con i DPCM.  La democrazia sospesa è un problema, soprattutto se diventa un’abitudine e viene scambiata per normalità.

Il divieto di autopsie

Ancora, mi chiedo: perché sono state vietate le autopsie? Guarda caso sono state riprese solo in fase 3 solo dopo la protesta dei medici legali. Perché non possiamo sapere quanti sono i morti di covid, i morti con covid ed i morti che sono morti perché hanno smesso di curarli per le loro malattie originarie sottoponendoli solo a trattamenti covid? O quanti sono quelli che, soli e smarriti si sono lasciati morire? Sui numeri poi ho alcuni dubbi. Non dimentico mai che c’è chi, con le guerre, con le tragedie, con le epidemie, guadagna.

Quei numeri ballerini

I numeri ballerini mi inquietano. Faccio un esempio. In Lombardia c’è chi ha denunciato il tentativo di ridurre il numero ufficiale dei positivi. In Sicilia si è verificato il fenomeno opposto: ufficialmente risultavano più positivi di quelli reali. Invito tutti a leggere gli articoli di Alessandra Serio e Marco Ipsale su questo argomento. Su Tempostretto questa criticità è stata segnalata anche prima che diventasse querelle ufficiale alla Regione. A proposito di Regione Siciliana, perché nell’isola che è stata meno colpita dalla pandemia e che è terra di turismo si fa un app (Sicilia SiCura) che terrorizza chi vuol venire in vacanza e non si scommette una strategia più incisiva? Quell’app è il trionfo del Tafazzi-pensiero eppure abbiamo chiamato nientepopodimeniche Bertolaso per presentarla… Ho ancora altre domande.  Perché per combattere un virus abbiamo compresso oltre ad una serie di diritti costituzionalmente rilevanti anche le autonomie? Perché un esponente del Pd come il ministro Boccia a un certo punto sembrava un monarca con i feudatari al posto dei governatori? Che fine hanno fatto i suoi 60 mila vice sceriffi?

Dallo streaming agli Stati Generali

Mi preoccupa una sinistra che si innamora della sceriffitudine ed un m5s che tradisce le sue origini anti-casta, anti-privilegi. Inizi inneggiando lo streaming, il voto on line, ed umiliando Bersani e ti ritrovi un paio di anni dopo a organizzare gli Stati Generali in una villa blindata.  Chi conosce la storia sa che Gli Stati Generali non portano fortuna a chi li organizza, ma in Italia hanno lo stesso valore dei tavoli tecnici: zero. Il mondo reale è fuori, e non parlate più la stessa lingua. Non si può governare per sempre usando la paura. Paradossalmente si accusa la destra di usare la paura dell’altro per avere consenso, ma è esattamente il metodo che sta usando questo governo. La paura dell’altro in quanto untore.

La fame più forte della paura

 I nodi verranno tutti al pettine in autunno. Come gli Stati Generali della Francia della rivoluzione insegnano, la fame sarà più forte della paura. La fame non la plachi con un pool di accademici, con una riunione su zoom, con 40 dpcm, con il metro di distanza tra te e il fruttivendolo. Ecco perché detesto il Covid. Perché è entrato nei cervelli delle persone e ha infettato tutto.

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11 commenti

  1. Bravissima, come sempre. Ma le domande dovrebbe rivolgerle a coloro che hanno votato il M5stelle. Ammesso che sappiano darle una risposta confacente. Buona domenica.

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  2. Assolutamente condivisibile, rispecchia le assurdità e le impraticabilità di queste “regole” che ci obbligano a seguire e che stanno uccidendo la nostra vita e la nostra economia! Brava Rosaria

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  3. Complimenti, ottimo ed esaustivo articolo, che riflette perfettamente l’opinione di ormai tantissima gente con gli occhi aperti! Bravissima.

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  4. Concordo pienamente su tutto quanto contenuto nell’articolo!!

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  5. Franco Cardile 28 Giugno 2020 13:02

    tema pure il covid ipocrita ,sceriffo ecc. ma La prego guardi il video di Repubblica sulle corse clandestine di cavalli a Messina e rifletta se non varrebbe lo sforzo da parte Sua come Direttrice di avviare una tosta campagna giornalistica contro questa obbrobriosa consuetudine (!) che avvilisce la vita e alimenta la vergogna della maggior parte di cittadini di questa nostra citta’
    GRAZIE ANCHE NELL’INTERESSE DI TUTTI LORO

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    1. Lei chiede di fare del giornalismo.
      Buona giornata.

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  6. L’articolo del Direttore mette in evidenza alcuni fatti realmente accaduti, e lo fa attraverso una chiave di lettura che sembra orientata a cogliere soltanto aspetti negativi di facile lettura.
    Alcune modalità di riapertura possono destare perplessità, senza dubbio. Ma sono spiegabili anche con considerazioni che nell’articolo non vengono svolte.
    Per esempio, alcune attività commerciali hanno aperto prima di scuole e università non perché il virus si accanisca contro la cultura ma perché per le attività commerciali il piano B (didattica a distanza) non c’è: o riaprono o muoiono. E questo a Tempostretto, assai vicino alle istanze di commercianti ed imprenditori, sono sicuro che non sfugge.
    Sulle mascherine, l’ipotesi secondo la quale costituiscano un “passaporto per l’accettazione sociale” è purtroppo smentita dai fatti (basta guardare i servizi di oggi su tutti i TG sulle spiagge della riviera romagnola). Vengono indossate sempre meno.
    Per quanto riguarda la sceriffitudine, credo che il pensiero che leggo nell’articolo sia comune a quasi tutti gli italiani: lo sceriffo non piace, ma – a mio avviso – questo mancato gradimento nasce dal fatto che lo sceriffo non proviene dalla tua parte politica. Molti italiani vorrebbero Salvini sceriffo, e tutti gli altri no. Qualche italiano vorrebbe sceriffo Renzi, e tutti gli altri no. E via nominando.
    Certo, la sceriffitudine può avere ripercussioni che molti considerano fastidiosi effetti collaterali: per esempio, uno di questi effetti collaterali è che all’inosservanza di una norma corrisponda una multa.
    Venendo alla democrazia sospesa, le nostre libertà hanno subito pesanti limitazioni. E questo ci ha permesso di passare da 6.000 contagi al giorno a 170. Questa malattia non può essere preventivamente ostacolata in altro modo, per adesso.
    Lasciamo lavorare chi sa: i pool di accademici (che magari hanno curricula migliori di quasi tutti i 60 milioni di commissari tecnici), gli scienziati, gli esperti che a vario titolo stanno supportando le Istituzioni per gestire la più grave crisi mondiale del dopoguerra. Non stiamo parlando di chi mette centravanti il C.T della Nazionale.

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  7. Finalmente leggo un articolo di una giornalista che scrive con coraggio e denuncia tutte le contraddizioni e le malefatte di una classe politica assolutamente inadeguata. Questa pseudo pandemia serve al potere ed è brandita contro il popolo. Un’unica differenza mi separa dal contenuto di questo articolo: non credo assolutamente alla scienza, soprattutto a quella prezzolata che imperversa ai giorni nostri. Ho fiducia in Dio!

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  8. Italia Ventola 29 Giugno 2020 08:09

    In effetti chi ha problemi con la matematica forse è proprio lei.
    Ho avuto modo di assistere alle sue misurazioni in spiaggia e credo non sia consapevole di come si calcoli un’area di 5 mq. Conseguentemente mette a confronto i 2 mt con i 5 mq non rendendosi conto che si tratta di due unità di misura diverse.
    Inoltre, il primo ad atteggiarsi a sceriffo e stato proprio il nostro amatissimo e ormai latitante sindaco.
    Infine mi auguro anche io che in futuro voglia dedicare, insieme alla sua redazione, maggiore attenzione a ciò che accade la notte sul viale Giostra.
    Cordiali saluti

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  9. Questo si chiama pandemonio non pandemia cmq complimenti x le parole di incoraggiamento. AUGURI

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  10. Sul viale giostra anche di giorno ,per il resto concordo pienamente con lei signora Brancato.

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