"Casa temporanea rifiutata, iter in corso per un'altra soluzione". Calafiore replica a Musolino

“Casa temporanea rifiutata, iter in corso per un’altra soluzione”. Calafiore replica a Musolino

Redazione

“Casa temporanea rifiutata, iter in corso per un’altra soluzione”. Calafiore replica a Musolino

venerdì 27 Marzo 2026 - 09:30

L'ex assessora replica e la senatrice controreplica che la zona della casa temporanea offerta era inadeguata ai minori

MESSINA –“Alloggio popolare fatiscente”. Polemica sul sopralluogo della senatrice Dafne Musolino, L’ex assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore risponde così: “Caso già noto alla senatrice, che non ha mai individuato soluzioni. Si registra l’ennesimo tentativo di strumentalizzare una vicenda delicata. L’amministrazione Basile respinge la narrazione distorta e ribadisce ancora una volta, con i fatti, quanto realmente accaduto”.

“Ogni adempimento previsto dalla normativa vigente è stato avviato nei tempi dovuti. Nel corso dell’iter procedurale, alla signora assegnataria è stata offerta una soluzione alloggiativa temporanea. La signora ha scelto di rifiutarla. Va ricordato — evidenzia Calafiore — che questo stesso caso era già di competenza di Dafne Musolino in una precedente fase amministrativa. Non risultano atti adottati, né soluzioni individuate, perché parlare è semplice, fare molto meno. È questa amministrazione, con il lavoro della sottoscritta, ad aver trovato e avviato la soluzione. Il procedimento è in corso e giungerà a compimento. Chi oggi alimenta polemiche sui social sapeva, poteva agire e non lo ha fatto. Noi abbiamo agito. I cittadini valuteranno. Confidiamo non si debba tornare nuovamente sulla questione”. 

Controreplica della senatrice: “Insensibilità dell’ex amministrazione”

Da parte sua, Musolino controreplica: “La risposta dell’ex assessora Alessandra Calafiore dimostra l’insensibilità che aleggia su tutta la vicenda dell’alloggio comunale di via Arezzo. I fatti sono evidenti e messi nero su bianco dalla relazione dell’Asp: le condizioni di vita a cui è sottoposta la famiglia che abita in quell’immobile insalubre sono proibitive, al limite della denuncia. L’ex assessora Calafiore conosce perfettamente la questione dal 2023. Già allora aveva dato una presunta disponibilità, limitandosi però a ricordare e rinfacciare alla famiglia il rifiuto dell’alloggio che gli era stato proposto. Ma non può certo essere posta a giustificazione la scusa che il nucleo familiare non abbia accettato di trasferirsi in una zona non adeguata alle loro esigenze di vita, dato che vi sono dei minori. Questa famiglia non può essere messa da parte per questo. Da quel 2023 ad oggi nulla è stato fatto”.

“Il Comune ha un obbligo di intervenire che è prima etico e poi legale. Pertanto mi chiedo: Calafiore andrebbe a vivere con la sua famiglia nelle stesse drammatiche condizioni in cui risiede questa famiglia, in una stamberga insalubre e pericolosa, con il rischio che il tetto crolli loro sulla testa? Ha avuto tutto il tempo a disposizione per porli in atti concreti, essendo stata assessora da ben 8 anni”, conclude la senatrice.

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