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Francesco Postorino e l’attualizzazione della filosofia

Pierluigi Siclari

Francesco Postorino e l’attualizzazione della filosofia

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domenica 18 Novembre 2018 - 06:30

Il ricercatore, messinese d’adozione, ci ha parlato del suo originale percorso di studi e del suo ultimo lavoro di ricerca

Oggi si occupa di filosofia a tempo pieno, come ricercatore, saggista, partecipando a dibattiti e collaborando, tra gli altri, con “L’Espresso”, “Il manifesto” e “Micromega”, eppure Francesco Postorino si è avvicinato alla filosofia più tardi rispetto ad altri colleghi. Diploma in ragioneria, laurea in giurisprudenza e dottorato in filosofia; percorso poso usuale, quello del reggino di nascita, e messinese d’adozione, classe ’87, ma che gli ha permesso di diventare Ph.D. in filosofia politica e morale.

“L’amore per la materia è nato in effetti tardi rispetto ad altri colleghi” conferma Francesco Postorino, “Avendo frequentato un istituto tecnico, non ho studiato filosofia durante l’adolescenza, anche se, in maniera autonoma, in quel periodo ho letto sporadicamente dei testi filosofici. Non avevo le basi per comprenderli, eppure ne ero attratto. Dopo il diploma ho studiato giurisprudenza presso La Sapienza, interessandomi soprattutto delle teorie filosofiche legate agli istituti giuridici.

Dopo la laurea conseguita a Roma, l’arrivo a Messina: “Sono riuscito a vincere un dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università di Messina grazie a un progetto su Benedetto Croce, figura a cui l’ateneo messinese ha sempre dato attenzione. Credo sia stato soprattutto il mio interesse per il Croce politico a farmi ottenere questo risultato. Il dottorato mi ha permesso di trascorrere un periodo all’estero, nel 2014, approfondendo gli studi presso la prestigiosa università della Sorbona”.

In Francia, lo studioso non è stato attivo solo nel campo della ricerca personale: “Mi sono impegnato per organizzare convegni dedicati a filosofi italiani del Novecento, come appunto Croce o Norberto Bobbio, che lì non sono molto conosciuti, infatti non è stato facile trovare relatori, però alla fine c’è stata una cospicua affluenza di pubblico ed è stata una grande soddisfazione, nel mio piccolo, aver portato un po’ di filosofia italiana”.

In seguito al suo rientro in Italia, Francesco Postorino ha pubblicato la sua prima opera: “Nel 2015 ero di nuovo a Messina e, oltre a terminare la tesi di dottorato, ho proposto un saggio su Carlo Antoni, che fu allievo di Benedetto Croce, alla casa editrice Rubbettino. Devo ammettere che non ero ottimista, invece loro hanno accettato la pubblicazione sostenendo proprio che Antoni, diventato quasi sconosciuto, meritasse assolutamente di essere riabilitato. Il libro ha ricevuto molta attenzione, anche all’estero. È stato recensito sia in Francia che in Inghilterra”.

Anche il secondo libro di Francesco Postorino, dedicato a Benedetto Croce, è stato molto letto, e da poco è uscito L’altro Croce. Un dialogo con i suoi interpreti, volume edito da Mimesis che conclude un lungo lavoro di ricerca: “In seguito al primo testo su Croce avevo ricevuto molti suggerimenti a approfondire l’argomento trattato. Per quest’opera, dopo aver scritto la parte introduttiva, ho deciso di usare una forma dialogica, interloquendo con numerosi studiosi. La novità è che molti di questi intellettuali, in passato, non si erano esposti su Croce. Mi ha colpito l’attenzione rivolta al filosofo da un giovane studioso giapponese, del resto la cultura liberale nipponica è molto vicina alla filosofia di Croce, si tratta di un liberalismo molto concreto, molto pluralista. Nel libro non mancano però le voci critiche, come quella di Luciano Canfora, che si sono espressi in modo non molto tenero sul pensiero crociano. Mi piace che il risultato finale sia, in un certo senso, un’alternanza di pro e contro, non avrei voluto pubblicare un saggio orientato in una sola direzione”.

Le conversazioni, trasformate nelle interviste che compongono il libro, non si sono però concentrate solo su Benedetto Croce: “Croce è naturalmente il soggetto principale sia del libro che dei miei studi, ma possiamo dire che l’opera conclude un percorso di ricerca dedicato all’idealismo e alla filosofia italiana del Novecento. Si tratta di un filone, a mio avviso, spesso ingiustamente trascurato, che meriterebbe non solo più attenzione, ma soprattutto un’attenzione diversa, che lo proponga con una chiave di lettura rinnovata. Molti filosofi italiani dello scorso secolo non si sono limitati a diffondere il proprio pensiero solo nelle aule accademiche, ma si sono impegnati con coraggio, correndo grossi rischi, contro il fascismo e ogni altra dittatura, in favore di tutte le libertà”.

Parte importante dell’attività di Francesco Postorino è l’impegno nell’avvicinare alla filosofia il cosiddetto “pubblico comune” e in tal senso molti lettori manifestano interesse per gli articoli che lo studioso pubblica sul suo blog Dio è morto, che cura per “l’Espresso”: “Credo dipenda dal mio costante tentativo di attualizzare la filosofia del Novecento. La interpreto cercando di far vivere intensamente i loro contenuti, portandoli in qualche modo nell’epoca attuale e vedendo se per esempio un dato messaggio filosofico, giuridico o politico possa essere vero anche oggi. Secondo me, e anche secondo molti lettori ho notato, è proprio così. Del resto, una cosa fondamentale che non va mai dimenticata, e che viene da Socrate, è che la ricerca della verità è la ricerca dello sguardo degli altri, e si sviluppa nell’incontro, nello scambio”.

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