Inchiesta al capolinea, i 24 marittimi restano tutti sospettati degli ammanchi di carburante ai rimorchiatori
BARCELLONA – Restano tutti coinvolti nel caso dei furti di gasolio al porto di Milazzo scoperti dalla Guardia di Finanza le 24 persone sulle quali si sono concentrate le verifiche. Alla fine degli accertamenti dei finanzieri, la Procura di Barcellona – retta dal procuratore capo Giuseppe Verzera, ha siglato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari contestando a vario titolo i reati di furto di carburante e contrabbando di gasolio esente da imposta di fabbricazione, con sottrazione al pagamento dell’accisa. Leggi qui NOMI E INTERCETTAZIONI
I furti ai rimorchiatori
Il caso è scoppiato a luglio scorso, dopo numerosi ammanchi di gasolio segnalati ai rimorchiatori della Augusta srl, in rada al porto mamertino. Già in precedenza, dopo le prime segnalazioni, le Fiamme Gialle avevano controllato il porto e sorpreso qualcuno con le taniche a portarsi via il carburante. Gli accessi dei finanzieri non avevano scoraggiato gli autori dei furti però, che sono andati avanti anche nei mesi successivi.
Le indagini
Oltre 700 gli episodi, prima e dopo, ricostruiti dagli investigatori con intercettazioni telefoniche, ambientali e grazie alle video riprese. Le immagini delle video camere di sorveglianza istallate al Porto hanno infatti documentato l’andirivieni dei mezzi dalla rada e il comportamento dei marittimi una volta scesi dai rimorchiatori, a fine turno.
Per tutti scatta ora la seconda fase dell’inchiesta, quella che consente ai legali di fornire la versione dei fatti degli indagati ed eventualmente difendersi, sia in vista della probabile richiesta di rinvio a giudizio dei pubblici ministeri che nella fase del vaglio preliminare del giudice.
