Furto al MuMe. Parla il testimone che ha trovato le tavole abbandonate dai ladri

Furto al MuMe. Parla il testimone che ha trovato le tavole abbandonate dai ladri

Alessandra Serio

Furto al MuMe. Parla il testimone che ha trovato le tavole abbandonate dai ladri

lunedì 17 Agosto 2026 - 20:13

Antonio Indaimo racconta la sua avventura di Ferragosto: "Come ho capito che erano preziosi Antonello"

Messina – Un’avventura ferragostana da raccontare. Ma che gli ha lasciato tanta rabbia. Il furto degli Antonello dal MuMe sembra aver scosso tutti i messinesi ed ovviamente ha lasciato l’amaro in bocca anche a chi ha contribuito al recupero delle due tavole del Polittico antonelliano abbandonato dai ladri all’esterno del Museo Accascina. “Non potevo crederci, due opere di Antonello sul marciapiede…è tanta rabbia quella che provo adesso, è un pezzo della nostra identità, è come se ci avessero rubato anche quella”.

Antonello abbandonato sul marciapiede

Antonio Indaimo, agente di commercio messinese, è ancora incredulo. La sera di Ferragosto diretto ad un incontro con amici, insieme alla famiglia quando, passando vicino al museo regionale ha notato alcune persone assiepate: erano quelle che avevano per prima notato le tavolette abbandonate sul marciapiede, in corrispondenza della parte posteriore del MuMe che si affaccia sul viale Annunziata, a circa 30 metri dall’ingresso, e che hanno avvisato il 112 pensando ad opere d’arte appunto.

Chi ha trovato le opere lasciate dai ladri, il racconto

“Ci siamo fermati anche noi incuriositi, ho guardato le tavole di legno, era chiaro fossero abbastanza preziose ma non ho immediatamente riconosciuto Antonello. Così ho scattato una foto ed adoperato Google Lens, facendo l’incredibile scoperta”. Ancora non sapeva, Antonio Indaimo, che erano state trafugate e abbandonate dai ladri. La famiglia Indaimo era diretta al vicino Circolo del Tennis e della Vela per una festa e d è dopo la festa, intorno a mezzanotte, tornati a prendere l’auto, che hanno notato il trambusto intorno al museo, le macchine della Polizia. “Abbiamo chiesto cosa fosse successo ed abbiamo così scoperto del furto”.

Niente di strano intorno al Museo

Indaimo non è stato ascoltato dagli investigatori. Ma da quella sera non fa che ripercorrere gli avvenimenti, cercando nella memoria qualcosa di utile. “Non ho notato nulla di strano e nessuno onestamente”, dice

2 commenti

  1. i ladri entrano alle 21,30 ,l’allarme suona , Indaimo trova i quadri fuori, l’allarme suona e i custodi pensano che sia un falso allarme , ma quando se ne accorgono che la porta del retro era manomessa ? indaimo esce dal circolo dopo la mezzanotte e rivede i quadri incustoditi sul viale Annunziata …… tutto molto assurdo

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  2. i passanti che hanno trovato le due tavole hanno pienamente diritto a una ricompensa economica da parte dello Stato.
    Dal punto di vista puramente legale, l’azione dei cittadini rispecchia perfettamente tutti i requisiti imposti dal Codice dei Beni Culturali (Art. 92) per l’assegnazione del premio di ritrovamento:

    come recita il comma c) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall’articolo 90.

    che recita:
    1. Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili indicate nell’articolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale.

    2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell’autorità competente e, ove occorra, di chiedere l’ausilio della forza pubblica.

    3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 è soggetto ogni detentore di cose scoperte fortuitamente.

    4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

    quindi la famiglia che li ha ritrovati rientra in pieno nella fattisfecie e deve essere ricompensata.

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