Vertice in Procura per fare il punto sulle indagini, quali sono le prime piste
Messina – Più che una concreta ipotesi investigativa si tratta di una speranza: i protagonisti del clamoroso furto al MuMe puntavano alla sola tavoletta bifronte attribuita ad Antonello, più semplice da trasportare, nascondere e probabilmente anche piazzare. Se così fosse, i ladri si sarebbero lasciati tentare anche dal Polittico soltanto una volta dentro. Una tentazione pagata a caro prezzo, tanto che non sono riusciti a trasportare tutte le tavole. Questo spiegherebbe perché le due tavole sono rimaste all’esterno dello spazio espositivo coperto e questo potrebbe aver costituito un errore, nel piano dei malviventi in azione. Da qui la speranza: un errore che pagheranno a caro prezzo? Magari consentendo agli investigatori di risalire agli autori proprio attraverso le tracce disseminate lungo la fuga.
Furto al MuMe, vertice in Procura

Ci stanno lavorando a pieno ritmo gli investigatori in queste ore. Stamane in Questura si è tenuto un vertice per fare il punto sugli elementi emersi dai primi rilievi e capire se c’è una direzione precisa verso la quale puntare. A coordinare gli accertamenti è la sostituta procuratrice Marta Di Mulo mentre il primissimo rilievo al museo, la sera di Ferragosto, è toccata agli agenti della Squadra Mobile, diretti da Simone Scalzo. A lavoro anche i carabinieri col Nucleo Tutela Patrimonio Artistico – che ha un’importante Unità operativa a Palermo e che conosce bene i meccanismi che stanno dietro questi clamorosi furti e il mercato nero dell’arte.
Le indagini sui furti d’arte tra Messina e in Calabria

Il Nucleo lo scorso anno è riuscito a restituire preziosi reperti – soprattutto nella zona del siracusano – e lo scorso dicembre ha eseguito l’operazione Ghenos che ha portato a misure cautelari per 56 persone. Tra loro c’erano anche messinesi. Nella nostra provincia, quindi, i “professionisti del settore” non mancano. Qui un fiorente mercato dell’arte si muove soprattutto intorno alle rivendite antiquarie di Taormina, dove i carabinieri del Ntpa effettuano frequenti sopralluoghi. Nel 2023 i Carabinieri sgominarono invece una banda in azione in Calabria: 7 gli arresti dell’operazione Antiques, che permisero di recuperare preziose opere, compresa una raffinata Madonna col bambino, stesso soggetto della tavoletta portata via dal Museo di Messina. In quella occasione il comandante dell’Arma responsabile dell’operazione spiegò che la mente di questo genere di furti si trova generalmente in nord Italia mentre al sud agiscono i ricettatori.

