Appuntamento dal 10 al 12 ottobre
La Lanterna del Montorsoli è un Faro dentro un monumento in uno dei punti più suggestivi dello Stretto di Messina. Sorge sulla penisola di San Raineri (detta anche Zona Falcata) su una struttura preesistente, costituita dai ruderi del Monastero risalente al XIII secolo dedicato proprio al monaco eremita che anticamente, di notte, segnalava ai naviganti mediante dei fuochi la presenza della terraferma. Oggi l’area è zona militare, accessibile con l’autorizzazione della Marina Militare.
Nel 1537 nell’ambito della realizzazione di un imponente sistema difensivo, esteso all’intera città di Messina, ordinato dall’Imperatore Carlo V, viene stabilito di riedificare una nuova torre con funzioni di “faro portuale” nel braccio di San Raineri, con la finalità di aiutare i naviganti che potessero imbattersi di notte nell’insidioso gorgo detto “Garofalu”. Chiamato dal Senato messinese su commissione del Viceré Juan De Vega, lo scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli progettò e costruì la Lanterna tra il 1555 e il 1557, uno dei Fari più antichi d’Italia, già incaricato di realizzare la fontana di Orione, la fontana del Nettuno, l’apostolato del Duomo e la chiesa di San Lorenzo.
Montorsoli progettò un corpo di fabbrica a forma di piramide tronca dell’altezza originaria di 29 metri, con paramenti inclinati a “scarpa” a prova di artiglieria, sviluppandosi su tre piani, che accolgono altrettante camere sovrapposte a pianta quadrata con soffitti a volte e collegate tra loro da una scala a chiocciola in pietra, ricavata tra le mura, che conduce al terrazzo dove era posizionata la loggetta della lanterna. Nei prospetti esterni i tre livelli sono delimitati da altrettanti marcapiani e sono rivestiti con un apparato “bugnato”, in cui la cura dei dettagli negli smussi e nella sagomatura delle pietre testimoniano l’esperienza del Montorsoli scultore, così come gli elementi decorativi scultorei delle finestre a lunetta con doppia strombatura, che nella serie di archi concentrici creano il connubio tra l’architettura militare e civile del periodo tardo rinascimentale. Alla fine del 1700 alla Lanterna fu aggiunto un bastione a scopo difensivo che ospitava batterie da fuoco interne ed esterne. Nella seconda metà del 1800, fu aggiunta la torretta ottagonale sede delle apparecchiature del Faro che fece raggiungere al manufatto una altezza complessiva di 42 metri s.l.m.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
La Lanterna si erge in una posizione privilegiata, da cui lo sguardo abbraccia un paesaggio mozzafiato. È un luogo che racchiude in sé mito e leggenda, storia e tecnologia: un punto di riferimento che da secoli guida i naviganti. Un tempo era un semplice fuoco acceso nella notte, segnale prezioso per chi cercava la terraferma. Oggi è un faro moderno, dotato di un’ottica rotante che compie un giro completo in soli quindici secondi, proiettando la sua luce fino a 26 miglia nautiche di distanza. Visitare la Lanterna significa entrare in contatto con la storia della navigazione e con la forza simbolica di una luce che da sempre protegge e accompagna i viaggiatori del mare.
Visite a cura di
Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico “G. Seguenza”, IIS “Verona Trento”, Liceo Linguistico Paritario “S. V. Modica”; IC “Cannizzaro – Galatti”; IC “G. Catalfamo”; IC “G. Martino”; IC “G. Mazzini”; IC ”G. Leopardi”, IC “A. Manzoni”, IC “Pascoli Crispi”, IC “Paradiso”, IC “E. Vittorini”.
Orario
Venerdì 10 ottobre: 09:30 – 13:00 (ultimo ingresso 12:00)
Sabato 11 ottobre: 09:30 – 13:00 / 14:00 – 18:30 (ultimo ingresso 17:30)
Domenica 12 ottobre: 09:30 – 13:00 / 14:00 – 18:30 (ultimo ingresso 17:30)







