Istituzioni, politici e tecnici a confronto per individuare soluzioni. Sud Chiama Nord prepara un disegno di legge che presenterà all'ARS
TAORMINA – Prevenzione, è stata questa la parola chiave che ha caratterizzato il convegno sull’emergenza incendi che si è tenuto venerdì scorso al Palacongresso di Taormina. Il sindaco della perla dello Ionio Cateno De Luca, sull’onda emotiva del rogo che si è trovato a fronteggiare il primo settembre scorso scorso, ha chiamato a raccolta rappresentanti istituzionali, sindacali e tecnici per un confronto che si proponeva di affrontare con un piglio di concretezza una problematica che quest’estate in Sicilia si è espressa a livelli ancora più alti del solito. Il dirigente generale della Protezione Civile Regionale, ingegnere Salvo Cocina,lo ha attestato con la concretezza incontrovertibile dei numeri. In una sola giornata del mese di agosto si sono registrati ben 870 interventi di spegnimento. Questo è stato solo il picco ma la media giornaliera nel corso della lunga stagione estiva che non accenna a terminare si è mantenuta altissima.
Il fuoco distrugge natura e vite umane
Nonostante il massimo impegno, la macchina antincendio non ha potuto evitare che il patrimonio boschivo, forestale ed agricolo della nostra isola subisse danni enormi. I 6.261 roghi hanno, infatti, divorato 35.671 ettari di superficie non boscata e 11.932 ettari di bosco, per un totale di 47.603 ettari. Ma, l’aspetto più tragico ha riguardato le vittime degli incendi, in memoria delle quali ad inizio lavori Cateno De Luca ha chiesto un minuto di silenzio. A Ciminna il giovane Salvatore Giglia ha perso la vita per cercare di domare le fiamme che avevano aggredito la sua proprietà in campagna. Mentre a San Cataldo è stato sottratto ai suoi cari il vigile del fuoco Alessandro Marchi che stava fronteggiando con i suoi colleghi un violento incendio a San Cataldo in provincia di Caltanissetta.

Il ruolo dei Comuni
Da qui la constatazione condivisa che la questione incendi va affrontata con un’organica strategia di prevenzione che deve necessariamente prevedere il coinvolgimento sinergico di tutti i soggetti preposti a fronteggiare il fenomeno nei suoi articolati aspetti.
Da questo punto di vista, Cateno De Luca è convinto che i comuni debbano essere messi in condizione di svolgere con efficacia il loro ruolo.
In questa direzione si muove la sua idea di costituire presso la Regione siciliana un fondo rotativo di 100 milioni di euro da destinare agli enti locali. Le risorse servirebbero ad effettuare i lavori di pulizia dei terreni agricoli in danno ai proprietari che non li effettuano nonostante le ordinanze dei sindaci. Questa criticità favorisce notoriamente gli incendi e risolverla darebbe un aiuto importante sul fronte della prevenzione.
Il Catasto incendi, arma spuntata senza aggiornamento
Diversi intervenuti hanno, comunque. sottolineato che molti comuni siciliani non aggiornano il catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco. Questo strumento consente di mappare le aree sulle quali hanno agito i piromani per sottrarle, con specifici vincoli temporali, ad eventuali speculazioni edilizie e al pascolo. Si tratta di un deterrente che si può rivelare molto utile ma che perde di efficacia se non viene alimentato correttamente e tempestivamente.
La Banca della Terra
Nel corso del dibattito è anche emersa l’idea di conferire i terreni di cui nessuno si occupa alla Banca della Terra, istituita in Sicilia con la legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5. Questo strumento è nato proprio per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali e per valorizzare il patrimonio agricolo forestale, con particolare riferimento a quello di proprietà pubblica e/o privata incolto e/o abbandonato. La normativa prevede che i terreni censiti a vario titolo nella Banca della Terra possano essere conferiti in concessione a terzi che vogliano realizzare progetti di sviluppo anche di carattere sociale.
Anche il mondo contadino potrebbe essere coinvolto nell’azione di pulizia complessiva dei terreni agricoli, offrendo degli incentivi a coloro che intendessero intervenire non solo sulla loro proprietà ma anche su quella di terzi. Inoltre, vista la carenza di figure professionali alle quali il privato dovrebbe rivolgersi per la cura del terreno, i comuni potrebbero offrire servizi pubblici di scerbatura e diserbo a prezzi calmierati.
Il ruolo degli operai forestali
Nel corso del confronto è stata anche affrontata l’annosa questione degli operai forestali. Attualmente ne sono rimasti in servizio 12.500 con contratto a tempo determinato per un numero differenziato di ore lavorative recentemente incrementate. In questa fase preelettorale è lecito attendersi, come ha fatto intendere l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, un ulteriore rialzo. Nel corso del confronto i sindacati di categoria non hanno mancato di esprimere le loro forti perplessità. Non li soddisfa l’attuale configurazione oraria del rapporto di lavoro, che consente a malapena agli operai forestali di realizzare i percorsi tagliafuoco e fronteggiare gli incendi. I necessari lavori di manutenzione delle aree boschive non sono di fatto effettuati. Questo non aiuta di certo la prevenzione. Non c’è, secondo i sindacati, nemmeno il tempo per la piantumazione di nuovi alberi. In ordine a questo aspetto Paolo Amenta, sindaco PD di Canicattini Bagni e presidente Anci Sicilia, ha detto chiaramente che la pratica della stagionalità degli operai forestali va superata per un approccio che tende ad assicurare un presidio costante ed efficace del territorio.
Cocina: “Gli incendi si possono prevedere”
L’ingegnere Cocina ha, dal canto suo, insistito sul fatto che allo stato attuale esistono strumenti predittivi che consentono di organizzarsi per evitare il possibile insorgere di incendi. I punti a rischio in linea di massima si conoscono: Cocina stima che siano circa 5.000 in tutta l’isola. Le risorse che tra forestali, vigili del fuoco, protezione civile e volontari il dirigente regionale ritiene che possano essere mobilitate ammontano a circa 15.000. Pertanto, nel momento in cui viene diramata un’allerta, è possibile predisporre misure di controllo dei potenziali punti di innesco degli incendi che riescano a ridurre la possibilità che essi divampino.
Anche gli agricoltori possono fare la loro parte come sentinelle del territorio. Per altro verso, un’adeguata gestione delle aree boschive e forestali che preveda anche la pulizia dei sentieri può favorire lo sviluppo delle attività escursionistiche. E così, con una maggiore frequentazione dei nostri boschi sarà meno agevole l’azione dei piromani.

“In Sicilia i piromani la fanno quasi sempre franca”
Su chi innesca gli incendi tutti gli intervenuti hanno covenuto sul fatto che si tratta di delinquenti a tutti gli effetti, che andrebbero duramente sanzionati soprattutto quando le loro nefaste azioni generano conseguenze tragiche sulla vita delle persone.
Il problema, purtroppo, è che difficilmente i piromani vengono individuati. Se n’è lamentato l’ingegnere Cocina che ha reclamato un’azione più incisiva delle forze dell’ordine.
Il disegno di legge di Sud Chiama Nord
L’intento del convegno di Taormina era quello di fare emergere proposte che potessero rafforzare il contenuto del disegno di legge che sull’argomento Sud Chiama Nord presenterà all’Ars. A questo proposito, il direttore scientifico dell’evento, Salvo Puccio, si è dichiarato soddisfatto. D’altra parte è chiaro a tutti ormai che ci troviamo in una situazione emergenziale che può essere risolta solo con misure organiche.
Così come è sempre più consapevolezza condivisa che sul fenomeno ha un ruolo decisivo il cambiamento climatico. Le temperature altissime registrate in questa lunga stagione estiva non sono affatto casuali e nemmeno possono essere considerate episodiche. Sono, invece, espressione di una dinamica che potrà arrestarsi e refluire solo se l’uomo cambierà decisamente atteggiamento nei confronti della natura.


Antoci ha già dimostrato di sapere come gestire questioni di questo tipo.
Le condanne in “Nebrodi 2” dovute alla sua gestione come presidente del Parco Dei Nebrodi ne sono la dimostrazione.
Lui è la persona giusta, competente e coraggiosa che potrebbe fare qualcosa di concreto.
Gli altri non fanno che chiacchierare e produrre post da anni e null’altro.