"Ho chiesto aiuto per 52 minuti mentre mio marito moriva". La denuncia

“Ho chiesto aiuto per 52 minuti mentre mio marito moriva”. La denuncia

Alessandra Serio

“Ho chiesto aiuto per 52 minuti mentre mio marito moriva”. La denuncia

mercoledì 04 Giugno 2025 - 11:00

La moglie del giornalista Giuseppe Puliafito racconta l'agonia del marito e denuncia l'inefficienza dei soccorsi

Barcellona pozzo di Gotto– “Lui non tornerà. Ma l’inefficienza del sistema di emergenza-urgenza può e deve cessare”. E’ questa la denuncia di Flaviana Gullì, giornalista e moglie del collega Giuseppe Puliafito, morto all’inizio dello scorso marzo all’ospedale di Milazzo. Flaviana ha chiesto di fare luce sulla morte del marito 56enne, denunciando ritardi nei soccorsi e punta il dito contro la continua spoliazione dei servizi d’emergenza-urgenza. Il caso di Giuseppe, così, diventa un altro caso simbolo della sanità negata nella provincia messinese.

52 minuti di agonia senza aiuto

Flaviana ha raccontato i 52 lunghissimi minuti durante i quali sono rimasti inerme a cercare aiuto senza ricevere cure, in balia di un sistema di emergenza-urgenza “che si è rivelato incapace di garantire tempestività, coordinamento e presenza di personale qualificato nei momenti decisivi. Un tempo inaccettabile in qualunque situazione, soprattutto in un contesto sanitario che dovrebbe garantire risposte rapide e salvavita. E ancor di più se la seconda chiamata al 118, citava testualmente: “Fate presto, è agonizzante”.  Invece, nonostante quest’ultima telefonata, l’ambulanza è arrivata dopo 38 minuti e senza medico a bordo”.

La denuncia

La famiglia, assistita da un legale, ha chiesto la registrazione delle chiamate al 118 e le cartelle cliniche. Documenti ancora non in possesso della famiglia malgrado le formali richieste.

I familiari di Puliafito parlano di “una sequenza di errori, omissioni, silenzi” e raccontano: “Dopo l’arrivo dell’ambulanza, il paziente giunge al Pronto soccorso dell’Ospedale Fogliani di Milazzo dopo 7 minuti. Subito dopo non viene preso immediatamente in carico all’arrivo in ospedale, ma dopo altri 7 minuti. Non viene effettuato alcun esame diagnostico, sebbene disposto dal personale sanitario. Nella cartella clinica non viene indicata la causa dell’arresto, né documentato alcun tentativo di diagnostica”.

La moglie racconta di non essere mai stata accolta né informata da alcun medico e quando per la seconda volta entra nel pronto soccorso, si trova davanti il corpo del marito, nudo, su una barella gelida e senza nemmeno un lenzuolo che lo copra. “La sua dignità è stata distrutta. Nessun rispetto per il dolore della moglie che ha in mente quell’ultimo frame dell’amore di una vita”.

La macchina dei soccorsi che non c’è

“In tutta questa storia, al grande dolore per la perdita del mio compagno di vita si somma l’amarezza nel constatare che la macchina dei soccorsi ha funzionato a rilento, che le mie proteste sono state accolte con indifferenza da parte delle istituzioni e che forse qualcuno avrebbe potuto fare di più per salvare una vita umana, che è stata trattata come un numero mentre per me rappresentava tutto”, afferma Flaviana Gullì, che lancia un appello per tutti i residenti della zona, non soltanto per puntare il dito contro eventuali responsabilità nella morte del marito.

Le richieste

“Racconto questa storia per chiedere la revisione urgente dei protocolli del sistema di emergenza-urgenza del territorio; il potenziamento dei presidi ospedalieri e del personale sanitario; maggiore trasparenza nella gestione delle risorse e nelle comunicazioni istituzionali; un impegno politico concreto da parte delle autorità regionali e nazionali per garantire servizi adeguati alla popolazione”.

3 commenti

  1. Malgrado tutte le proteste che da decenni riempiono le pagine di tutti i giornali, il cittadino ha sempre votato e quindi premiato gli stessi personaggi che nei decenni hanno sempre confermato la loro carica politica e
    non hanno mai smosso un dito al fine di migliorare il sistema nazionale della Sanita’.
    La riconferme elettorale equivale all’approvazione politica dell’operato che nel quinquennio il politico ha fatto per migliorare e sviluppare il benessere nel collegio in cui e’ stato rieletto.
    I fatti accadono, ma tante volte la colpa e’ nostra perche’ dimentichiamo presto e soprattutto il giorno in cui si va a scegliere i nostri rappresentanti.

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  2. La fine della Sanita’ pubblica e’ ormai sotto gli occhi di tutti e nessuno prende posizioni concrete forti. Tristezza e sgomento.

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  3. “Il ponte è più importante degli ospedali” ha affermato un politico…..

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