Messina sfiora la promozione in A1, restano tanti i meriti della società peloritana ma alcune cose vanno corrette per il futuro
MESSINA – C’è delusione tra le fila di Akademia Sant’Anna come giusto che sia dopo una stagione che dire intensa è poco. Il gruppo allenato da coach Bonafede ha giocato, inutile negarlo ormai, con tanta pressione e tanti occhi puntati addosso. L’ambizione era tanta, si voleva arrivare fino in fondo e magari conquistare la Serie A1. Alla fine dei conti parlare di stagione fallimentare sarebbe largamente ingiusto perché comunque la squadra è arrivata alla finale per la promozione ma ha trovato di fronte una squadra che ha meritatamente prevalso.
La finale raggiunta e gli ostacoli
Chi conosce lo sport sa che le finali diventano una storia a sé in cui tanti fattori possono incidere, ma già il solo fatto di esserci arrivati vuol dire che si è a prescindere lavorato bene. Nel caso di Akademia, e prima piccola critica, sarebbe più giusto dire che si è arrivati bene perché la squadra ha davvero cambiato volto nei playoff con prestazioni superiori a quelle di buona parte della poule promozione. Il viaggio, il come ci si è arrivati, è stato un po’ turbolento perché si è perso contatto con San Giovanni in Marignano, poi promossa direttamente alla fine della poule, e lo spogliatoio è sembrato entrare in confusione con il tecnico a dire di non riuscire a gestirlo e il presidente che decide di cambiare capitano e vice capitano a stagione in corso. Che ci sia stata o meno pressione per i risultati e mancanza di serenità sono due aspetti che per una prossima futura stagione al vertice devono essere assenti.
Un grande lavoro reso possibile dalla ragazze in campo e dallo staff tecnico che le ha preparate e guidate lungo tutta la stagione. Coach Bonafede non è in discussione ha ribadito il presidente Costantino, ma va dato merito anche al vice Flavio Ferrara, sempre pronto a studiare le avversarie nei giorni precedenti la gara e suggerire mosse e contromosse dalla panchina, lo scoutman Daniele Casereo che lavora nel post partita e in allenamento in modo costante, ancora il preparatore atletico Paolo Santorum, fisicamente il gruppo squadra non ha mai avuto un problema in tutta la stagione, il team manager Marco Maressa, in finale seduto a fianco delle ragazze in panchina, e i giovanissimi Susanna Sorrenti e Amir Goodarzy, sempre presenti agli allenamenti e alle partite.
La distanza geografica e la panchina
Un problema, vero, e non facilmente risolvibile è quello della distanza geografica. Messina si è affacciata nel mondo della pallavolo italiana come una delle pochissime squadre al vertice del sud Italia, l’unica sicuramente tra Superlega e playoff promozione. Sin da inizio anno è stato complicato organizzare amichevoli di livello, le trasferte sono complicate e la favoletta che anche le altre viaggiano non regge perché viaggiano per venire a Messina e non certo per fare una trasferta, tra loro, nel nord Italia. La distanza inoltre, finché non si deciderà di costruire una squadra con una matrice fortemente del sud Italia, risente anche sulle giocatrici che adorano stare a Messina ma sono molto lontane da casa.
In vista di una nuova rivoluzione, visto che quasi certamente Akademia cambierà tutto il roster, certamente una buona parte, bisognerà pensare anche in quest’ottica. Rivoluzionare tutto non è buono, perché coach Bonafede dovrà dare un’impronta alla nuova squadra senza fare amichevoli di un certo livello e sicuramente non quante vorrebbe e questo potrebbe essere il mantra estivo. Poi bisognerà anche scegliere bene sul mercato che è sempre rischioso. Già quest’anno con Cabassa prima e Rollins poi Akademia è rimasta un po’ al palo, delle nuove operazioni di mercato operate a fine dicembre invece una sola sembra aver accontentato il tecnico, l’americana Vernon molto utilizzata, e non la bulgara Bozdeva, che ha visto il campo in gare ufficiali pochissimo.
Altra questione la panchina, non che serve nelle gare ufficiali, come disse Bonafede, ed è stato dimostrato in finale contro Macerata, hanno giocato e sono partite sempre le stesse sei negli starting six da entrambe le parti come nelle squadre più forti della poule. Però da altre parti spesso sono state fatte rifiatare alcune giocatrici che magari ne avevano bisogno, mentre Diop unico opposto di ruolo per lunga parte di stagione non ha avuto quasi mai cambi in partite dove magari con la situazione in controllo poteva riposare e l’esperta centrale Olivotto in alcune occasioni poteva riposare forse un po’ di più.
Positiva la presenza del pubblico e i risultati in crescita
Tra le note positive c’è sicuramente la splendida cornice di pubblico. Dal PalaTracuzzi pieno per la finale con Perugia, alla sfida salvezza del polivalente dell’Annunziata, pieno anche quello, alla semifinale playoff dello scorso anno con Talmassons il pubblico è andato sempre a crescere fino a ieri sera quando circa duemila persone hanno finalmente popolato come si deve il PalaRescifina. La scommessa ora deve essere ripartire da quei numeri e farli diventare la normalità.
L’altro aspetto positivo è che anche se l’obiettivo A1 non è stato raggiunto il risultato rispetto allo scorso anno è stato migliorato. Riconfermarsi in alto sarà complicato ma la società deve fare tesoro dei due anni vissuti e provare ad alzare ancora l’asticella. La grande pallavolo, è stato dimostrato quest’anno, si può fare anche a Messina. Bisogna certamente fare un po’ di diplomazia con il Comune che mette l’impianto e non sempre per causa propria è impeccabile, con le società del territorio che possono fare tanto entusiasmo e aiuto, proprio praticamente con i loro tesserati che spesso hanno dato una mano negli allenamenti, insomma bisogna programmare bene e cercare di puntare tutti nella stessa direzione per un futuro sempre più roseo non solo per Akademia Sant’Anna ma per Messina che compare al pari del nome della società nel panorama nazionale.
I numeri della stagione
Il cammino di Messina è iniziato con una grande prima fase con 15 vittorie e sole tre sconfitte. Un filotto iniziale, letteralmente, con otto successi consecutivi prima di cadere contro San Giovanni in Marignano che ha battuto le atlete di Bonafede sia all’andata che al ritorno, l’altra sconfitta sempre in trasferta è arrivata in casa di Macerata, guarda caso le due formazioni che conquisteranno poi la promozione al termine della stagione. In questo periodo anche la sconfitta al tie break contro Offanengo nei quarti di Coppa Italia che però sappiamo non essere un obiettivo della società anche se si sperava di andare più avanti.
Nella poule promozione poi le cose hanno preso una piega leggermente diversa ma comunque il cammino non è mai stato negativo. Cinque vittorie e cinque sconfitte nella poule, le due contro Padova e quella in casa con Melendugno le più brutte, le più preoccupanti nelle sfide contro Busto Arsizio, che era diventata la bestia nera di Akademia. Poi la reazione contro Trentino nell’ultima della poule con una prestazione eccezionale a cui sono seguite nei playoff la sfida di semifinale chiusa in due gare proprio contro Busto Arsizio, un bel passo in avanti rispetto alle sfide giocate qualche mese o settimana prima, e poi la doppia sfida con Macerata che ha riportato il conto in pari con le due sconfitte subite in cui la squadra ha dimostrato di poter giocare allo stesso ritmo ma non è riuscita a farlo per tutti i sette set giocati.
L’utilizzo e qualche numero delle atlete
Di quello che è stato il sestetto più utilizzato da coach Bonafede quest’anno Giulia Carraro che aveva iniziato come capitano della squadra è stata sempre in campo 29 presenze così come anche Caforio e Olivotto. È partita solo una volta dalla panchina Diop che ha realizzato, neanche a dirlo, più punti di tutte 682 in tutte le competizioni ed è diventata la top scorer di Akademia in Serie A, alle sue spalle Rossetto con 568 che supera anche lei Payne ma li totalizza in due anni e in campo dall’inizio in 26 sfide così come Dalila Modestino, anche lei 26 volte nello starting six che saluterà probabilmente lo Stretto con 522 punti realizzati nelle due stagioni. Tra le fedelissime di coach Bonafede rientra anche Chiara Mason nello starting six 23 volte in campionato.
Meno utilizzate per le rotazioni, perché andate via o perché arrivate a stagione in corso Mychael Vernon con 9 presenze da titolare o oltre 150 punti, seguono Babatunde al centro con 3 nello starting six, e una volta Adanna Rollins. Bozdeva e Guzin hanno trovato spazio sempre subentrando, con Norgini utilizzata molto nella stagione regolare e non più nella poule promozione e Trevisiol che ha giocato solo nella seconda contro Costa Volpino ad inizio stagione regolare.
Tra le migliori in questa stagione certamente Bintu Diop, devastante in tante partite con una media punti spaventosa ben oltre i venti a partita. Con lei vanno lodate Giorgia Caforio, libero eletta mvp della stagione dalla stampa, con percentuali in ricezione sempre altissime e grande grinta. Seguono con voti altissimi le due veterane Dalila Modestino, meritatissimo mvp da parte del pubblico, e Aurora Rossetto eletta capitano a stagione in corso, insieme a loro plauso anche a Chiara Mason, le tre sono migliorate tanto nel corso della stagione e spesso hanno dovuto, specie le due posto quattro, sobbarcarsi la responsabilità in campo. Preziosa Norgini che chiamata in causa in un momento delicato della stagione ha risposto presente e bene.
Sopra la sufficienza Giulia Carraro e Rossella Olivotto, due atlete indiscutibili tecnicamente ma hanno dato l’impressione che in altri momenti della loro carriera avrebbero potuto dare di più, forse il feeling con Messina non è scattato. Un peccato l’arrivo di Vernon troppo tardi in questa squadra, dopo il rodaggio col nostro campionato l’attacco di Akademia ci ha guadagnato. Restano i punti interrogativi e dei senza voto per Babatunde, Bozdeva, Trevisiol e Guzin atlete poco utilizzate in campo ma che hanno sicuramente contribuito alla crescita della squadra e al raggiungimento dei risultati comuni in questa stagione.

e per il secondo anno consecutivo azzereremo tutto e ripartiremo con 12 nuove giocatrici, quando forse sarebbe più facile ricominciare da un nuovo staff tecnico. la programmazione è fondamentale per ottenere successi ma qua non si capisce perchè non se ne faccia. ok le trasferte sono pesanti ma giocando solo il campionato anche queste si potrebbero programmare in tempi diversi. non cerchiamo alibi. chi non vuole rimanere non lo fa perchè Messina è lontana da casa o non si è ambientato in città. bisogna fare autocritica.
Come non concordare Egregio ROBIN HOOD……Bisogna Passare dal DILETTANTISMO AL PROIFESSIONISMO ma chiddu seriu e basta pubbirazzu……e scuse varie..