Il "mistero buffo" di Rodia: si entra ma non si esce e gli incidenti in strade/torrenti - Tempostretto

Il “mistero buffo” di Rodia: si entra ma non si esce e gli incidenti in strade/torrenti

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Il “mistero buffo” di Rodia: si entra ma non si esce e gli incidenti in strade/torrenti

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giovedì 24 Novembre 2022 - 09:35

Il giornalista Gianni Spartà pone l'attenzione su zone spesso "dimenticate" in inverno

MESSINA – Riceviamo e pubblichiamo un commento del giornalista Gianni Spartà che, con ironia, chiede al Comune di prendersi carico, tra le tante emergenze, anche delle zone di Rodia e altri villaggi frequentati in estate, tra strade spesso pericolose e annosi problemi strutturali.

A Rodia “un mondo sospeso”

Raccontano che in visita pastorale a Marmora due estati fa, il neoeletto deputato regionale (S)Cateno De Luca si sentì chiedere da un villeggiante: “Sindaco, ma lei com’è arrivato qui?”. E quello: “Con un drone”. Elementare Watson. Avesse detto ch’era arrivato in macchina “dal fiume” – così fan tutti – si sarebbe dato la zappa sui piedi. Volando nell’immaginario da par suo, non se la diede e lasciò di sasso l’interlocutore. Ma subito dopo, tornando serio, spiegò a elettori e no d’avere presente molto bene lo strano caso di Rodia: un luogo metafisico da dove si esce ma non si entra. Un mondo sospeso tra arte d’arrangiarsi e rassegnazione per chi ci abita tutto l’anno, tra inconsapevolezza e pericoli per quanti lo affollano nei mesi estivi: fare il bagno a Rodia, avere casa a Rodia, farsi una pizza e uno struscio a Rodia da una quindicina d’anni a questa parte fa figo. Non chiedeteci perché.

“Terre di nessuno per il Codice della strada”

E allora bisogna spiegarlo il mistero buffo dell’uscita senza entrata. Dunque: si esce da Rodia-Marmora percorrendo a senso unico la vecchia strettoia che dalla spiaggia passa davanti alla chiesa per poi salire sulla statale 113. E si entra come capita, scansando i sassi, le buche, i dislivelli di tre torrenti: terre di nessuno per il Codice della strada o meglio letti di fiumare (Marmora, Puccino, Cicerina) che chiamano vie d’accesso se tutto va bene madama la marchesa, ma se succede qualcosa, scatta il distinguo vile: attenzione da qui in poi percorrete un torrente.

Il Comune assente da decenni e la “privatizzazione” di antichi sentieri

L’estate scorsa qualcosa è successo più del solito: decine di piccoli incidenti, soprattutto con moto e motorini, via-vai d’ambulanze, fratture e “malanova” ma all’indirizzo di chi? Comune assente: non fa una piega da dieci anni e non l’ha fatta, dicono, di fronte a una diffida spedita due mesi fa agli uffici tecnici, e al Genio civile, da parte dell’avvocato Santi Bertino del foro di Messina. C’è anche un esposto-denuncia di un turista milanese ai carabinieri di Castanea dopo un incidente. S’è verificato in agosto sul viottolo che, dopo una sterzata da Formula Uno, s’imbocca lato mare poco più avanti della statua di una Madonnina votiva. La quale più di tanto non può intercedere.

Non è bivio, ma uno strapiombo. Non è una strada, ma un nastro d’asfalto residuo dopo le scarnificazioni laterali prodotte dalle piogge. Fatti trenta metri, un cartello dice che inizia il torrente con un nome soave, Cicerina. Morale: fatti vostri. Ma c’è un particolare che rende fastidiosa la questione: nel tratto Rodia-Orto Liuzzo si contano diciotto discese a mare, asfaltate, ben tenute, quasi pettinate e soprattutto sicure. Sono figlie della curiosa “privatizzazione” di antichi sentieri – i nonni le chiamavano “saie” – che dal monte calavano alla spiaggia e viceversa. Queste vie sono cresciute in veste moderna di pari passo con il boom delle ville costruite tra la statale 113 e il bagnasciuga. Ingresso libero a monte, ad uso esclusivo dei residenti, cancello chiuso a valle. Si entra ma non si esce: storia capovolta. Ma con le ossa rotte ne esce il pubblico interesse. Chissà se il successore di Cateno, emulando il maestro, saprà portare il problema nel salotto di Barbara D’Urso?

Gianni Spartà

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8 commenti

  1. Messinese stanco 24 Novembre 2022 11:41

    Torrente Cicerina unica strada di accesso a Rodia piena di buche….ma siamo in un torrente……sottopasso luogo di riunione in caso di calamità pieno di erbacce e quant’ altro, cestini per le strade inesistenti….così come vie alternative a raggiungere la SS.113, parcheggi alla dove mi pare……e piace…..Vigili Urbani….latitanti da secoli…..in compenso musica e divertimento a tutte le ore….Torrente Rodia che doveva essere sistemato ed asfaltato come via di fuga….ancora non si vede un lavoro…..massi a mare parzialmente sistemati…..ma alla prima mareggiata completamente spostati ed inabbissati, spiaggia che appare….e subito spostata…..Presidente del sesto quartiere dove sei?????

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  2. Analisi dettagliata,precisa ,puntuale che speriamo trovi una soluzione..

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  3. Messinese stanco 24 Novembre 2022 16:01

    Torrente Cicerina trasformato a via di accesso piena di buche, prova speciale per l’ accesso a Rodia. Non è pulito da erbacce e foglie e in più parcheggi inesistenti, strada di accesso mal segnalata da luce stradale che funziona ad intermittenza sulla SS113, massi che alle prime mareggiate si inabissano e non difendendo il litorale dalle mareggiate, forze dell’ordine che dovrebbero essere presenti. Ma in compenso abbiamo feste e musica a go go….infischiandosene del riposo altrui, gruppi di bambini lasciati liberi e soli di fare la qualsiasi poiché i genitori sono troppo impegnati alle relative feste….braci accese in ogni dove a tutte le ore. I love Rodia.

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  4. Santo Saba: Ho fatto alcuni esposti sia per la condotta fognaria che sulla carta è efficiente(a detta di qualche amministratore) ma che nella realtà rende la vita impossibile ai residenti nelle vicinanze del “depuratore” per le sue esalazioni che ammorbano tutta l’area e per i danni alla fauna marina.
    Ho pure segnalato a vari enti fra cui anche la Procura il fatto che nel periodo estivo un mezzo pesante dei vigili del fuoco non può accedere al lungomare perchè l’unica strada decente che collega la statale al lungomare è a doppio senzo ma invece è bloccata dalle auto di residenti e bagnanti posteggiate sul lato destro scendendo verso il lungomare.Qui le auto che scendono si bloccano con quelle che salgono e quindi ingorghi. Questa criticità potrebbe incidere notevolmente nel lcaso di gravi eventi che richiedono soccorsi. Ho proposto il senso unico in direzione mare monte ma non ho mai ricevuto risposta. Edoardo Bonomo

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  5. Santo Saba: Ho fatto alcuni esposti sia per la condotta fognaria che sulla carta è efficiente(a detta di qualche amministratore) ma che nella realtà rende la vita impossibile ai residenti nelle vicinanze del”DEPURATORE” per le sue esalazioni che ammorbano tutta l’area e per i danni alla fauna marina.
    Ho pure segnalato a vari enti fra cui anche la Procura il fatto che nel periodo estivo un mezzo pesante dei vigili del fuoco non può accedere al lungomare perchè l’unica strada decente che collega la statale al lungomare è a doppio senzo ma invece è bloccata dalle auto di residenti e bagnanti posteggiate sul lato destro scendendo verso il lungomare.Qui le auto che scendono si bloccano con quelle che salgono e quindi ingorghi. Questa criticità potrebbe incidere notevolmente nel caso di gravi eventi che richiedono soccorsi. Ho proposto il senso unico in direzione mare monte ma non ho mai ricevuto risposta. Edoardo Bonomo

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  6. Ho deciso , comprerò un drone , uno di quelli moderni che permettono il volo guidato dalle app di Google e che ormai svettano nei celi delle grosse metropoli , dovrò però fargli montare come negli idrovolanti delle scarpe galleggianti visto che tra non molto potrò atterrare direttamente sul mare prossimo alle abitazioni, l’ultima mareggiata sia da monito all’amministrazione municipale latitante da quasi mezzo secolo , alla questione erosione delle coste .
    Però pensandoci bene a questo punto meglio un canotto .

    Un marmoroto irriducibile.

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  7. Per il salotto di Barbara D’Urso ci vorrebbe una storia stappalacrime, tipo qualcuno a cui è caduto la fidanzata dentro la zona a sola uscita e da allora non è più riuscita a vederla…

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  8. Quel piccolo paesino baciato dal mare ci ha cresciuti, cullati, consolati, coccolati. In estate scaldati in Primavera risvegliati, infreddoliti d’autunno e impauriti dall’urlo del mare e dei temporali d’inverno. Una punta d’orgoglio e caparbietà dei nostri nonni avrebbe impedito tutto ciò ma logiche di abusivismo insane hanno reso un piccolo paradiso un luogo tristemente maltrattato. Che bello chissà un giorno poter passeggiare con i bambini e in bicicletta con le auto il più lontano possibile, in aree di sosta, regolate magari! strade che ti consentano di uscire, un mare più pulito e una spiaggia in cui non bisogna fare lo slalom tra i rifiuti e in cui ci siano accessi possibili per tutti. Un angolo di mare in cui non ci sia l’incuria di sempre ma purtroppo ahimé non è un problema solo di questi luoghi. Tutto cambia perché non cambi mai nulla… Grazie Gianni per il tuo articolo! We love Marmora❤❤❤

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