Il Pd: "Solo slogan sul ponte, un progetto definitivo senza risposte"

Il Pd: “Solo slogan sul ponte, un progetto definitivo senza risposte”

Redazione

Il Pd: “Solo slogan sul ponte, un progetto definitivo senza risposte”

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martedì 05 Agosto 2025 - 13:23

Il segretario Hyerace parla di "incertezze e costi da verificare. Dietro i selfie di Salvini, il vuoto". RispettoMessina contesta "l'interesse strategico militare"

MESSINA – “Ponte sullo Stetto. Il governo ha venduto slogan per anni, ma sono state frasi spot e annunci il cui costo è tutto sulle spalle dei cittadini”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico messinese. “Il progetto definitivo non dà risposte. Scarica tutto sulla fase esecutiva, dove regnano incertezze progettuali e costi da verificare. Le penali sono già scritte. I piloni no. Il rischio è pagare miliardi per non vedere nulla. Non esiste ancora un’opera ma il conto è già arrivato. Non c’è un cantiere, ma si pianificano espropri e disagi”, sostiene Hyerace.

“L’unico elemento concreto è la minaccia che incombe su cittadini e territori. Il ponte è un’illusione che rischia di lasciare solo macerie. Dietro i selfie di Salvini, il vuoto. Dietro la propaganda, il fallimento.
Altro che svolta storica: siamo davanti al caos normativo, ai ricorsi, ai costi fuori controllo, alla tensione sociale. Chi ha promesso tutto, oggi deve spiegare perché non ha fatto nulla. Il ministro può anche cenare in riva allo stretto. Ma la favola è finita ed è bene che ne sia consapevole perché, come dice il proverbio: “A squagghiata da nivi si vidunu i pirtusa”. E con questo caldo, la neve è già sciolta. Le crepe si vedono tutte. Messina non si beve più nulla. Niente più slogan. Niente più passerelle. Qui la realtà è dura. E presenta il conto”, conclude il segretario del Pd.

RispettoMessina: “Non convince il ponte come opera strategica militare”

A sua volta, per il Gruppo di iniziativa e resistenza civica “RispettoMessina”, “la richiesta, avanzata dal governo Meloni alla Commissione europea, di considerare il Ponte sullo Stretto di Messina come un’opera di interesse strategico militare è stata fatta in maniera strumentale per fare rientrare una parte dei costi di tutto il sistema infrastrutturale fra i fondi del cosiddetto Piano “Rearm Europe”. Ma tale richiesta non tiene conto che l’ Unione europea non ha una comune difesa europea e quindi non ha un esercito europeo. Né una visione strategica comune in tale settore per tutti i Paesi che ne fanno parte. Per cui il Ponte potrebbe divenire, in maniera irresponsabile, una infrastruttura strategica solo per la Nato. Alleanza in cui esercitano un ruolo di forte influenza e di condizionamento gli Usa, con tutto quello che ne conseguirebbe. E cioè con il Ponte che potrebbe essere utilizzato per il transito di uomini e mezzi per la Sicilia, in cui sono presenti basi Nato. E visto come avamposto militare facente parte del cosiddetto fronte Sud“.

“Il silenzio delle istituzioni regionali e locali sul possibile scenario bellico”


Continua “RispettoMessina”; In tale contesto appare singolare una ulteriore richiesta fatta dal governo Meloni-Salvini-Tajani sempre alla Unione Europea di un “prestito” di 14 miliardi di euro per le spese militari, facendo riferimento al programma Safe, perché lo stesso governo vorrebbe fare rientrare nel 5% destinato alle spese militari anche i costi per la progettazione e costruzione del Ponte”. Così diventerebbe “un obiettivo sensibile”.

“Così Messina e l’area dello Stretto rischierebbero di diventare una zona di alta valenza strategica militare e, in caso di scenari imprevedibili, anche bellica .Ma su tutti questi possibili scenari e delle preoccupazioni ad essi correlati non abbiamo sentito al cun commento da parte di coloro che rappresentano le Istituzioni a livello regionale e locale. E che continuano nei loro comportamenti di totale acquiescenza. Un comportamento che, lungo andare, potrebbe rischiare di scadere in quell‘ascarismo di giolittiana memoria”.

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Un commento

  1. Ah , il PD dice no al Ponte ??
    Beh , dovrebbe dire NO a se stesso!
    Dopo vent’anni di promesse mancate, fondi persi, strade fatiscenti e treni da terzo mondo, il Partito Democratico oggi dice no al Ponte sullo Stretto. Un no ideologico, senza alternative.
    Siamo seri, chi ha governato senza lasciare traccia sul piano infrastrutturale in Sicilia dovrebbe nascondersi per la vergogna, non pontificare.
    Zero opere strategiche, zero visione, zero risultati.
    Il Ponte non sarà perfetto, ma almeno è una scelta. Loro, neanche quelle.
    Buona giornata.

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