Il Ponte, le opere ferroviarie e lo snodo Contesse tra stazioni ed espropri: "Ci saranno demolizioni"

Il Ponte, le opere ferroviarie e lo snodo Contesse tra stazioni ed espropri: “Ci saranno demolizioni”

Giuseppe Fontana

Il Ponte, le opere ferroviarie e lo snodo Contesse tra stazioni ed espropri: “Ci saranno demolizioni”

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lunedì 28 Luglio 2025 - 18:10

Sarebbero 11 i "manufatti a uso residenziale" da demolire, edifici dai due ai sei piani "a ridosso della linea ferroviaria storica"

MESSINA – Il ruolo di Contesse come nodo fondamentale per i collegamenti ferroviari verso Messina Centrale, e verso il Ponte sullo Stretto, è stato analizzato durante l’omonima commissione presieduta da Pippo Trischitta. Lo ha fatto con l’ingegnere Giuseppe Palamara, che ha parlato delle nuove 324 tavole inerenti “le opere ferroviarie connesse col Ponte sullo Stretto di Messina”, riguardanti soltanto il lato siciliano, pubblicate il 24 luglio 2025 sul sito del Mase (il ministero dell’Ambiente). L’ingegnere ha sintetizzato tutto in una trentina di slide in cui ha toccato diversi argomenti, relativi soprattutto agli interventi a carico di Rfi.

La “modifica dello stato attuale dei luoghi”

Al centro di tutto il ruolo di Contesse, dove sorgerà uno snodo fondamentale per i collegamenti ferroviari verso Messina Centrale e verso il Ponte. E infatti sono tante le opere da realizzare in quel tratto. Tra gli interventi, la modifica della linea storia e dell’impianto esistente di Contesse, ma anche la demolizione del fascio di binari lato mare di “Messina Centrale”. Si è parlato anche dello smantellamento dei binari abbandonati, ma soprattutto della “sostanziale modifica dello stato attuale dei luoghi”. E quindi di demolizioni. Un tema delicato, quello degli espropri, su cui è intervenuto il consigliere comunale Raffaele Rinaldo: “Non riesco a capire come si possa distruggere un intero paese di Contesse. Agli espropri della Stretto di Messina quindi dobbiamo aggiungere anche quelli di Rfi?”.

Da demolire “11 manufatti a uso residenziale”

Il dibattito è stato serrato e dopo l’intervento del consigliere l’ingegnere Palamara ha confermato: “Quella di Contesse sarà la stazione principale”. L’ingegnere ha poi mostrato diverse altre slide. Proprio parlando delle demolizioni, ha spiegato come siano coinvolti edifici a uso abitativo, capannoni e costruzioni di vario genere. Ma quanti sono? I “manufatti a uso residenziale” che andranno demoliti sono 11, di tipo diverso, dai due ai sei piani d’altezza e che si trovano a ridosso della linea ferroviaria storica.

Gli interventi di Schepis e Rinaldo

Nella parte finale di seduta, il consigliere Giuseppe Schepis è intervenuto chiedendo all’ingegnere Palamara, relativamente agli espropri, quali sono le competenze di Stretto di Messina spa e di Rfi: “A oggi non abbiamo ancora un piano particellare di questi espropri di Rfi, giusto?”. L’ingegnere ha risposto che le ditte inserite erano già presenti nel progetto definitivo del 2011 e quindi erano “già previsti questi espropri”. Ma c’è un nodo, “quello delle costruzioni realizzate dopo quell’anno. Sono state fatte in maniera legittimo visto che erano scaduti i vincoli. Ricordo comunque che la Stretto di Messina spa ha già previsto i fondi per gli espropri”.

In conclusione, Raffaele Rinaldo ha preannunciato di voler presentare un atto di indirizzo alla giunta per “proporre alla Stretto di Messina di disegnare un nuovo tracciato che mantenga le caratteristiche ma evitando lo sfacelo di un villaggio”.

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Un commento

  1. Ma con la fame di case che c’è a Messina tanto che non si riesce a risolvere il punto risanamento, priviamo altre persone di abitazione costruite con tanti sacrifici, ma dico, anziché del ponte a Messina non ci sono altre priorità per il governo?

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