Il nuovo bando per la rada San Francesco avrà durata triennale - Tempostretto

Il nuovo bando per la rada San Francesco avrà durata triennale

Marco Ipsale

Il nuovo bando per la rada San Francesco avrà durata triennale

mercoledì 05 Giugno 2013 - 23:16

Nell’attesa, si spera nell’ampliamento del porto di Tremestieri, rimasto bloccato nella girandola dei ricorsi. In corso, invece, i lavori per il consolidamento della diga, che si spera di completare entro l’anno. A quel punto, il nuovo porto potrebbe tornare a smaltire l’80 % del traffico pesante

Settembre 2016. E’ la data in cui si prevede e si spera di chiudere definitivamente la rada San Francesco, per restituirla alla città. Il nuovo bando di gara per la concessione dell’area di approdo, infatti, avrà durata triennale. Se, come si teme, anche fra tre anni e tre mesi l’obiettivo dell’ampliamento del porto di Tremestieri, non sarà ancora stato raggiunto, si procederà con proroghe misurate in corrispondenza del raggiungimento dello scopo finale.

E’ quanto stabilito in Comitato Portuale al termine di una riunione che ha visto protagoniste le principali istituzioni cittadine. Alcune prevedevano anche una durata più ampia ma alla fine si è convenuto sui tre anni. A confermarlo è il segretario generale dell’Autorità Portuale, Francesco Di Sarcina, che spiega anche i termini del nuovo bando: “La durata è triennale e nell’area non sarà possibile realizzare opere invasive, le strutture dovranno essere minimizzate. Dev’essere chiaro che non puntiamo più sulla rada San Francesco e che la nuova gara, adesso, è necessaria solo perché il porto di Tremestieri non è ancora completo. Andrà garantita la possibilità di utilizzo da parte di diversi vettori marittimi, l’obiettivo è quello di puntare su un multi operatore del terminal”.

Nel 2010, erano stati solo due i partecipanti al bando: Caronte & Tourist, che poi si aggiudicò la gara, e la Fratelli Catalano Sas, impresa nata nel campo del giardinaggio, specializzatasi poi in varie attività, quali la sistemazione di parchi, giardini e aiuole, lavori edili e di ingegneria civile, commercio ingrosso e dettaglio di autoveicoli. Nulla a che vedere, dunque, col traghettamento. E l’esito fu scontato.

“Cercheremo di elevare la qualità del bando – prosegue Di Sarcina – per evitare che si ripetano determinate situazione e per assicurarci una partecipazione più ampia. Lo renderemo più appetibile e inseriremo condizioni tali da far partecipare solo chi ha esperienze specifiche nel campo. La durata triennale è sufficientemente invitante, non si tratta di un periodo breve che potrebbe scoraggiare gli armatori”.

L’obiettivo, adesso, è quello di pubblicare il bando al più presto in virtù del fatto che la scadenza di quello attuale è prevista a settembre. Nel frattempo, proseguono a Tremestieri i lavori di consolidamento della diga, mentre non si hanno notizie per il ricorso della Coedmar, l’impresa seconda classificata nell’appalto di ampliamento del porto. “Speriamo di poter rispettare il termine di fine anno per i lavori in corso – conclude Di Sarcina -. L’impresa ce la sta mettendo tutta ed ha raggiunto un avanzamento lavori che supera la metà delle opere previste. Per l’appalto più grande, invece, siamo sempre in attesa. Il ricorso al Consiglio di Stato è stato discusso due mesi e mezzo fa, ma non mi meraviglia. Spesso veniamo rimproverati se sforiamo le date previste anche di una sola settimana. In questi casi, invece, si perde tantissimo tempo invano”.

La durata contrattuale per la costruzione di altre quattro invasature prevede due anni di lavori ma, prima che si inizi l’ampliamento del porto, bisognerà ancora attendere. Per questi motivi, raggiungere l’obiettivo a settembre del 2016, sarebbe già un risultato sperato. Per il momento, bisogna augurarsi di vedere completi entro fine anno i lavori di consolidamento della diga, che consentirebbero la riapertura della seconda invasatura. In queste condizioni, il porto di Tremestieri sarebbe in grado di tornare a smaltire circa l’80 % del traffico pesante, riducendo notevolmente i disagi in città.

E secondo il rappresentante della Provincia, in Comitato, l’assessore Michele Bisignano, a quel punto si potrebbe riservare la rada San Francesco ai soli autoveicoli e destinare tutto il traffico pesante a Tremestieri, magari con la realizzazione dell’area di stoccaggio tanto agognata ma mai realizzata. Il tutto si accompagna all’istanza di una nuova Ordinanza di Protezione Civile Ministeriale, visto che, fin quando il porto di Tremestieri non sarà completo, Messina rimarrà ancora in emergenza traffico. “E’ una richiesta forte – afferma Bisignano – che è necessario venga presa in considerazione, magari su pressione congiunta di tutte le istituzioni locali. Non dobbiamo badare solo agli aspetti tecnici, ma anche alle aspettative della cittadinanza. Con una nuova Opcm arriverebbero altri finanziamenti e sarebbe possibile garantire maggiori controlli sull’afflusso dei tir in città. Verrebbero velocizzati anche i tempi di realizzazione dell’ampliamento del porto di Tremestieri e potrebbe essere rispettato il termine triennale che ci siamo dati. Aver fissato questa data può fornire anche maggiore credibilità alla richiesta. E i finanziamenti – secondo Bisignano – possono essere tratti anche dalle programmazioni comunitarie previste. E’ possibile accedere ai fondi Interreg insieme alla vicina Calabria ed anche ai fondi per i distretti europei. E’ necessaria la sinergia tra le istituzioni per far sì che non si perdano ancora una volta importanti occasioni per lo sviluppo del territorio”.

(Marco Ipsale)

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5 commenti

  1. …ma qualcuno ogni tanto si è chiede perché a Messina non si presentato mai ditte Estere che costruiscono infrastrutture solide e funzionali nei tempi prestabiliti????

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  2. chissà perchè

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  3. puzza di bruciato 6 Giugno 2013 10:33

    ammuccamu!!!!!!!!

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  4. liliana parisi 6 Giugno 2013 11:29

    Messina è una città molto estesa in lunghezza,da dove il traffico si dirama verso Catania e Palermo.Un solo approdo a Tremestieri per tutti i mezzi pesanti non mi sembra una soluzione ottimale.Infatti,oltre ai problemi di interramento che lì ci sono e ci saranno sempre,c’è da pensare che i mezzi diretti verso Palermo appesantirebbero molto il traffico sulla tangenziale. Pertanto mi sembra più utile lasciare un approdo,anche ridotto, nella zona nord,riservandolo esclusivamente a mezzi diretti verso Palermo,che potrebbero inboccare l’autostrada dai nuovi svincoli,senza creare problemi alla città

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  5. Come volevasi dimostrare, i TIR non andranno mai via dalla città è la rada abusiva S. Francesco resterà fin quando esisterà la famiglia ……

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