La Democrazia Cristiana: "Da Boccetta ad Annunziata il lungomare Antonello da Messina"

La Democrazia Cristiana: “Da Boccetta ad Annunziata il lungomare Antonello da Messina”

Redazione

La Democrazia Cristiana: “Da Boccetta ad Annunziata il lungomare Antonello da Messina”

sabato 05 Marzo 2022 - 08:26

Le proposte del direttivo della Dc di Messina per il concorso di progettazione sul fronte mare

“Prima di disegnare un nuovo fronte mare tra Boccetta e Annunziata, i cui tempi di realizzazione sono compresi in uno spazio temporale medio lungo, riteniamo prioritario procedere al “rammendo” dell’esistente. La reale fruizione degli spazi, eliminando le scritte che imbrattano i muri, sistemando strade, marciapiedi, gli impianti di illuminazione (magari solari o a led), collocando nuovi pali e molti cestini di rifiuti, riattivando le fontane, comprese quelle della Fiera e non dimenticando quella del Lauro (con eventuale restauro). Bisogna ripulire le foci dei torrenti Boccetta, Trapani e Giostra, sistemare e canalizzare eventuali scoli fognari abusivi, procedere al decespugliamento e all’uso di diserbante naturale e/o ecologico per evitare la ricrescita di erbacce infestanti e allo spazzamento costante delle aree, rapportandosi con la partecipate del Comune e utilizzando anche i Puc (Progetti di utilità collettiva) per i percettori del reddito di cittadinanza, procedere alla potatura degli alberi presenti e alla messa a dimora di nuovi alberi e fiori affidando eventualmente ad associazioni o privati referenziati l’adozione di aiuole”.

Parte da qui il direttivo della Democrazia Cristiana di Messina, composto da Rosalia Schirò, Giuseppe Previti, Nadia Luciano e Gianluca Maio, nell’ambito del confronto pubblico verso il concorso di progettazione per la riqualificazione del fronte mare Boccetta – Annunziata, per poi analizzare i sottoambiti di interazione.

Wat 1 – Rada San Francesco

“Il rinnovo delle concessioni triennali della Rada San Francesco aggiudicate dall’AdSP alla Caronte e Tourist e Comet nel gennaio 2022 non consentono lo spostamento delle navi Ro-Ro al Porto di Tremestieri e conseguentemente – nel medio e breve termine – alcun tipo di intervento di riqualificazione storica-urbanistica-ambientale dello stato dell’arte, con la creazione di un grande parcheggio (ex Gasometro) quale snodo di mobilità (parcheggio d’interscambio), considerata la destinazione urbanistica dell’area (Spazi pubblici, mobilità, accessibilità), né tantomeno per la creazione di un porto di nautica da diporto e navi veloci per il collegamento con le isole minori.

Per quanto riguarda l’area dell’ex Gasometro appena si concluderà l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, si suggerisce di utilizzarlo – nelle more di eventuale diversa destinazione – come parcheggio d’interscambio, in sinergia con l’amministrazione comunale, anche per gli utenti del mercato rionale di Giostra, considerato che la sistemazione provvisoria lungo l’asse viario è provvisoria oltre che contro legge (la legge vieta la collocazione di mercati lungo gli assi viari che conducono in autostrade). Gli avventori potrebbero lasciare la propria autovettura e prendere un bus navetta che collega continuamente l’ex Gasometro con il mercato, pagando un ticket che comprende la sosta e il costo del biglietto del bus.

Riviera Ringo

Nella riviera del Ringo nulla è stato previsto di specifico, pertanto si propone la riqualificazione storica-urbanistica-ambientale della passeggiata intitolata a Biagio Belfiore eseguendo le opere di urbanizzazione (scarico fogna a mare, attacco della luce o impiantistica di nuova generazione fotovoltaico) sì da consentire l’effettivo utilizzo di chioschetti già realizzati in strutture di acciaio da affidare in concessione, oggi inutilizzabili anche ai soli fini di riparo dagli agenti atmosferici. In tal guisa si suggerisce di porre quale clausola per l’ottenimento della concessione, la pulizia e scerbatura delle aiuole esistenti, cosi da mantenere e garantirne la costante manutenzione, sgravando l’amministrazione comunale. Opere di pulizia anche della spiaggia, coinvolgendo la Capitaneria di porto e il Comune di Messina ciascuno per le proprie competenze, anche con l’eliminazione dei verricelli e barche in stato di abbandono.

Annunziata

Nel sottambito Annunziata con destinazione natura-tempo libero e patrimonio identitario è opportuno riqualificare tutto il sottoambito città partendo dal consolidamento del parcheggio Annunziata attraverso un ripascimento dell’arenile ed una relativa mobilità a pettine (bus navetta). Potenziare la villetta Sabin a fini ludici e ambientali creando un grande polmone verde. Anche qui effettuando opere di pulizia del verde, della spiaggia, coinvolgendo la Capitaneria di porto e il Comune di Messina ciascuno per propria competenza, con l’eliminazione dei verricelli e barche in stato di abbandono, presenti anche in questo tratto; Ripascimento delle spiaggia; Ammodernamento dell’area denominata baby park; Abbattimento delle strutture realizzate sul confine della strada (tratto compreso tra il Circolo del Tennis e della vela e il parcheggio limitrofo all’area “Biagio Belfiore”).

Wat 2 e 3 Fiera

Proponiamo la destinazione a: Fiera Mangia Italiano con particolare riguardo ai prodotti siciliani (Padiglione di solo vetro a più piani); Fiera di alta formazione di chef per cucina solo Siciliana all’interno dello stesso padiglione; Esposizione con vendita, di media e lunga durata all’interno dello stesso padiglione. Museo Permanente di: Armi antiche, (a Messina abbiamo il secondo collezionista d’Italia) Bambole, (solo Lillo Alessandro ne possiede 10.000 provenienti da tutto il mondo), Carrozze antiche, (collezione Molonia), Presepi, Pupi e Teatro Siciliano etc); Teatro in Fiera da realizzare all’aperto; Fiera nautica da diporto, in particolare di gommoni (oggi molto richiesti dalle nuove generazioni). Questa può rappresentare un’ulteriore e valida attrazione per aumentare l’economia, il turismo, ecc. Va da sé che anche le aree antistanti la fiera e la passeggiata a mare vanno riqualificati, in particolare l’area della Villa Federico II, Villa Mazzini (già in parte avviata) e relativo Acquario in collegamento con questi e il Wat 3.

Wat 3 a wat 1

L’idea della pista ciclopedonale è da eliminare, cosi come presentata, atteso che la mobilità sostenibile quale forma di mobilità urbana in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati e cioè l’inquinamento atmosferico prevede interventi finalizzati a ridurre la presenza degli autoveicoli privati negli spazi urbani per favorire la mobilità alternativa, che in ordine d’importanza viene svolta: a piedi; in bicicletta; con i mezzi di trasporto pubblico (autobus, tram, sistema ferroviario metropolitano); con i mezzi di trasporto privato condivisi (car pooling e car sharing) con la combinazione ottimale di vari sistemi di trasporto. Dunque, come detto, la pista ciclabile/pedonale richiede uno sviluppo della mobilità pedonale atta a: favorire l’accessibilità e la fruizione universale degli spazi pubblici, con la redazione di pediplan, con interventi di eliminazione delle barriere architettoniche nei percorsi, con la realizzazione dei percorsi sicuri casa-scuola e del pedibus. Lo sviluppo della mobilità ciclabile: redazione di biciplan, la costruzione di piste ciclabili e l’implementazione di servizi di biciclette pubbliche condivise. Per fare tutto questo, inoltre, servono ad esempio, interventi di nuova generazione come pile di ricarica per le bicicletta a pedalata sostenuta o per i monopattini. Nel caso che ci occupa per i motivi sopradetti la città di Messina non consente la realizzazione della pista, tenuto conto dell’ampiezza delle strade, dei torrenti tombati, delle frequenti bombe d’acqua, della assenza di parcheggi nel tratto indicato 3K e della totale assenza di una mobilità a pettine mare-monte che possa consentire al pedone di lasciare l’auto a casa ed usare il mezzo pubblico su cui imbarcare la bicicletta o il monopattino. Ma soprattutto non ci sono materialmente gli spazi ovvero i marciapiedi – basti pensare a quello adiacente lo spazio fieristico fino alla Caronte – atti ad ospitare piste ciclabili ed è oltremodo impensabile ridurre la relativa corsia, eliminando anche i pochi parcheggi rimasti. Questo tratto di affaccio a mare, ovvero quello cha va dal Boccetta alla villa Sabin proponiamo sia riconoscibile con un nome. Se pensiamo al Colosseo ci viene in mente subito Roma, se pensiamo alla Torre Eiffel, Parigi. Stessa cosa con la Torre pendente e con il Grande acquario, rispettivamente Pisa e Genova.

Cioè moltissime città nel mondo sono immediatamente riconoscibili e identificabili con un bene culturale e/o naturale. Messina purtroppo ancora no. Possiamo, anzi dobbiamo avviare a tutto questo con un nome che identifichi subito la nostra città e quale meglio di Antonello da Messina nel cui nome trapela già tutto l’amore verso la nostra città. Amore che dovrebbero avere tutti i nostri concittadini. Antonello si chiamava Antonio de Antonio, eppure ha firmato tutte le sue opere come Antonellus Messanensis, cosi come lo conosce tutto il mondo. Cosa dunque c’è di meglio di intitolare quel lungomare riqualificato e pulito ad Antonello, facendolo diventare “Lungomare di Antonello da Messina”, riempiendo quegli spazi con le riproduzioni, delle opere dell’artista, su tavola e in scala reale, da allocare, in teche trasparenti ed illuminate appositamente, lungo tutto il percorso. E, se occorre, riprodurre anche le opere della scuola Antonelliana. Ed inoltre, Messina che prima ospitava il glorioso premio David di Donatello, può istituire il premio internazionale d’Arte visive (pittura, foto, ecc) Antonello da Messina richiamando e ospitando artisti di tutto il mondo. Per promuovere la figura di Antonello anche alle nuove generazioni si propone di istituire anche un campionato studentesco di pittura nazionale sulla stregua di quello che avviene per i campionati di fisica, chimica, latino, ecc., riservato agli Istituti d’Arte e alle Accademie di Belle Arti. Non solo. Ma le amministrazioni locali in collaborazione con le associazioni degli albergatori potrebbero offrire un soggiorno gratuito di una o due notti per gli sposi di tutta Italia (per iniziare) di cui almeno uno dei due coniugi abbia il nome di Antonella o Antonello. Da ripetere alle nozze d’argento, d’oro, ecc. Lasciamo immaginare le ricadute per il turismo, per il comparto e relativo indotto. Antonello da Messina può rappresentare quello che Shakespeare rappresenta per Stratford-upon-Avon. Oltre 25 milioni di turisti l’anno. Antonello ben donde può rappresentare Messina con il “Lungomare di Antonello da Messina”, metafora della rinascita della nostra amata città.

Un commento

  1. Campagna Gaetano 6 Marzo 2022 11:41

    Tutto questo è talmente bello da sembrare quasi irrealizzabile, eppure basterebbe la voglia di venir fuori dal nostro torpore per fare di Messina un centro di attrazione turistica internazionale, sfruttando la corrente crocieristica(che porta un flusso molto importante di turisti), le bellezze naturali, le nostre specialità culinarie e quelle che sono le unicità della città ,quali il campanile del Duomo, i laghi di Ganzirri, la Madonnina, la vicinanza dei colli San Rizzo (con tutte le sue potenzialità).
    Ma per fare tutto questo rinuncerebbero mai i messinesi alle loro cattive abitudini, imparando a rispettare le regole del traffico cittadino, non sporcando le vie e i muri della città e ricordando che l’interesse della collettività richiede l’ impegno di tutti e un minimo d’amore per i luoghi che frequentiamo e dei quali siamo tutti custodi?
    Ho 74 anni e credo che mi resti troppo poco da vivere per vedere un cambiamento così radicale nel nostro modo di pensare e di intendere la città. Posso solo sperare che i nostri nipoti possano vedere questo sogno trasformarsi in realtà.
    Firmato: un messinese

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