Tanti rifiuti in pochi metri
MESSINA – Non ci è voluto molto, il tempo di una semplice passeggiata lungo un tratto di nemmeno 100 metri in spiaggia, a Santa Margherita. Purtroppo quello che abbiamo visto è il solito scempio, non colpa delle mareggiate ma dell’uomo. A partire da quel frigorifero che già a prima vista sembra risalire almeno a un ventennio fa, riemerso da chissà dove e di cui è rimasta soltanto una carcassa arrugginita. Il resto lo mostrano foto che “parlano” da sole. Cumuli di plastica in ogni forma: bottiglie, lattine, bidoni, barili, ma anche scarpe, infradito e suole distrutte, a pochi passi dal mare che continua a ruggire, spinto dal vento di marzo. E non sono le canne spunte dalle mareggiate a far crescere l’amarezza, ma tutto il resto.
Alla plastica si aggiungono i vetri e i ferri, che possono far male a grandi e piccini. E ci sono anche quattro ruote, di dimensioni diverse, presumibilmente provenienti da auto (e guidatori) diverse. Ma è ancora ammissibile questo scempio? È ancora necessario “intestare” la città, le spiagge, le strade, i colli senza capire il clamoroso autogol che quest’abbandono di rifiuti comporta?


















