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Le vie dei Tesori, cosa vedere nell’ultimo week-end

Redazione

Le vie dei Tesori, cosa vedere nell’ultimo week-end

venerdì 27 Settembre 2019 - 07:59
Le vie dei Tesori, cosa vedere nell’ultimo week-end

Manca un ultimo weekend ed è già cominciata la corsa al sito. Chi prenota in gran fretta l’ipogeo nascosto, chi non vuol perdere l’unica possibilità di visitare una chiesa che tornerà a chiudere le sue porte, chi vuol bearsi di un panorama inedito, da assaporare mentre si gusta un bicchiere di vino. Il popolo de Le Vie dei Tesori sa che mancano solo tre giorni e molti luoghi ritorneranno inaccessibili. Nei primi due weekend, i visitatori sono stati 46 mila, spalmati su tutta la Sicilia che è diventata un unico museo diffuso. Da domani (venerdì 27 settembre) il viaggio riprende aMessinaCaltanissettaTrapani e MarsalaSambuca, Sciacca Naro,AcirealeSiracusa e Noto. Poi, dal prossimo weekend (dal 4 ottobre) arrivano le città “monstre” Palermo e Catania, e i tre gioielli barocchi del Ragusano.

Sicilia Orientale

Messina

Questo fine settimana è Messina la città da non perdere. Si potrà infatti godere il panorama straordinario dal salone principale della Prefettura dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il Palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del Prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Disponibile venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20. E sempre a Messina, soltanto sabato, dalle 10 alle 18, sarà possibile scoprire i due capolavori di Antonello e le due tele del Caravaggio, tra altri straordinari tesori che fanno parte della collezione del Museo regionale interdisciplinare.

Solo domenica si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; restano chiuse Villa Maria e Villa Stefania, aperte invece Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso. La passeggiata del festival condurrà sabato alla periferia sud della città, lungo l’antica Via del Dromo che collegava Messina a Catania, sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle.

Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua. La cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane ha avuto una buona performance Tra i luoghi aperti – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta.Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Infine, la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Resta invece chiusa la loggia Giuratoria del Comune. Le ultime passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca.

Santa Maria del Suffragio, Acireale

Siracusa

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace è ancora il sito più visitato di questa prima tranche di festival, con oltre 3500 presenze. Sabato e domenica sono le ultime due possibilità di scoprire (dalle 18 alle 20) “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. E una visione del tutto inedita la offrirà la terrazza su piazza Duomo di Palazzo Arezzo di Targia. Infatti Pucci e Conchita Piccione apriranno per una degustazione Planeta.

Le tre mattine (dalle 10 alle 13) è aperta Villa Reimann con il suo parco immenso, e solo venerdì e sabato, anche santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco; apre la medievale San Giovannello (solo domenica) e la chiesa del Carmine dove durante la guerra, si accamparono i militari. Ultime lezioni di yoga (venerdì dalle 16 alle 18 e sabato dalle 9 alle 11), stavolta al Ginnasio Romano. Mentre le due passeggiate condurranno, sabato, alla scoperta delle dimore private e, sia sabato che domenica, sulle tracce del Caravaggio in fuga da Malta.

Noto

Noto è una delle scoperte di questo festival: elegante, cosmopolita, meta di un turismo di appassionati, ha aperto le sue chiese e i suoi palazzi. E il pubblico è stato talmente tanto, che la Curia ha deciso di aprire una sala preziosa del Museo di Arte sacra, colma di ostensori e paramenti, che è entrata a far parte del percorso di Palazzo Landolina, che è vicino palazzo Trigona di Canicarao e palazzo Nicolaci. Ma è tutta Noto a meritare il viaggio. Pescando nel programma, da non perdere il convento di santa Chiara che nasconde una delicatissima Madonna attribuita a Gagini (ma anche il SS.Crocifisso conserva una madonnina gaginiana di commovente bellezza); la chiesa di san Domenico, felicemente barocca, con la cripta; la badia Nuova con una statua dei palermitani de Battista e Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello che ospita il particolare museo “I mecenati del Barocco” che racconta il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ad opera delle famiglie più importanti della città: è la nascita della Noto che scopriamo oggi.

Maria dell’Arco II, Santa – Particolare della facciata della chiesa, Noto

Sicilia Occidentale

Caltanissetta

Trapani promette che non si lascerà scappare lo scettro di città regina de Le Vie dei Tesori, anche se Siracusa e Caltanissetta la braccano da vicino. Proprio quest’ultima ha deciso di mettercela tutta e per questo ultimo weekend aggiunge perle alla collana. Oltre a riaprire questo weekend le porte di Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori), dell’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, e della cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, propone un inedito percorso tra le chiesepiù belle (spesso con iniziative ad hoc per il festival), ad iniziare da San Francesco con una quadreria visitabile in esclusiva per Le Vie dei Tesori.

Chiesa di San Francesco a Caltanissetta

Si prosegue con la chiesa della Provvidenza dove foto e documenti raccontano il rapporto di Leonardo Sciascia (che qui si sposò) con la città; Sant’Agata al Collegio con gli affreschi del Borremans e la chiesa del Signore della Città con alcuni cimeli appartenuti al venerabile Padre Angelico Lipari. Riapre le porte anche lo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Trapani

Per Trapani il viaggio comincia invece da quella Cappella della Mortificazione, che è un trionfo del barocco e di solito non è visitabile; la cappella dei crociati con il Crocifisso a cui sono attribuiti miracoli; l’Immacolatella che sembra un teatro colmo di stucchi e Santa Maria del Gesù dove si scopre una Madonna di Andrea della Robbia La passeggiata sabato porterà al laghetto silenzioso di Villa Margherita e domenica, tra misteri e leggende della città.

Marsala

Passiamo a Marsala e andiamo per cripte e ipogei: su prenotazione si può visitare l’antro della Sibilla sotto la chiesa di san Giovanni, poi l’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; e la cripta della Madonna Orante, scoperto di recente sotto santa Maria dell’Itria. Anche la chiesa di santo Stefano merita una visita per l’antico camminamento usato sotto le bombe e così anche l’archivio Ingham-Whitaker, alle Cantine Pellegrino,che racconta gli scambi commerciali della Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ricordate sempre che per Trapani e Marsala (come anche per Siracusa e Noto) valgono gli stessi coupon. E così anche per Sciacca, Sambuca e Naro, tre novità di questa edizione che i visitatori hanno scoperto in crescendo.

Naro

Naro soprattutto, che ha superato Sambuca per numero di visitatori, sciamati tra chiese e palazzi: sabato e domenica, rieccoci tra l’ex collegio dei Gesuiti con il suo fonte battesimale tardo gotico, e il Castello Chiaramontano con le sue storie di amore e guerra; dalla collezione grafica di Bruno Caruso al Museo Civico a santa Caterina dove vi potranno solo raccontare che un tempo lontano era affrescata interamente e che la mano era quella di Cecco da Naro, colui che dipinse il soffitto dello Steri.

Sambuca

Sambuca è agguerritissima: schiera i suoi gioielli, (sempre sabato e domenica), dalla particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo (il luogo finora più visitato) alla scala elicoidale della chiesa del Purgatorio (dove si potrà salire solo durante il festival): al museo Gianbecchina si scoprirà la collezione del pittore “della gente umile e dei campi” mentre a Palazzo Planeta sembrerà di immergersi in un (elegante e sontuoso) tempo lontano: lo potrete gustare durante l’aperitivo di sabato alle 19.

Casa Amodeo, Sambuca

Sciacca

Poco lontano, affacciata sulla costa, ecco Sciacca con la sua tradizione marinara, le grotte del commercio del grano, le collezioni pittoriche. Si entra al museo Scaglione con un’intima collezione di paesaggisti ottocenteschi e piccolo giardino segreto. Si scopre la chiesa Madre (solo sabato e domenica) con la leggenda della liberazione dalla peste, e San Nicolò La Latina dove si ritrovano spunti arabi. La passeggiata in programma domenica farà approfondire la storia delle dimore nobiliari, da palazzo Steripinto a Palazzo Tagliavia di San Giacomo. Esempi di un tempo lontano in cui Sciacca era uno snodo politico importante e batteva moneta nella zecca cittadina.

Come partecipare

Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo. Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite, da 6 euro per 4 visite e da 2.50 euro è valido per un singolo ingresso. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure negli hub nelle diverse città. A chi acquista i coupon sul sito verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR. Questa andrà stampata (o salvare sullo smartphone) e mostrata all’ingresso dei luoghi. Sul posto, solo i ticket da 2.50 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere all’indirizzo mail prenotazioni@leviedeitesori.it.

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