L'emergenza casa a Messina e l'attesa infinita di un censimento degli immobili - Tempostretto

L’emergenza casa a Messina e l’attesa infinita di un censimento degli immobili

Marco Olivieri

L’emergenza casa a Messina e l’attesa infinita di un censimento degli immobili

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mercoledì 03 Maggio 2023 - 07:15

Gli sfratti, il risanamento, la crisi economica sono tutte facce di un'unica esigenza: quella che si affermi un'idea di città. Dei molti e non dei pochi

MESSINA – 6 aprile 2023: intitoliamo Il popolo dei senzacasa e l’attesa di un censimento degli immobili comunali. 20 gennaio 2023: “Il nostro grido d’allarme per l’emergenza casa a Messina, il Comune intervenga”. 23 ottobre 2022: L’emergenza sfratti in una Messina in affanno e i nostri quesiti a Patrimonio Spa. 2 aprile 2022: “Lotta a morosi e abusivi”, Patrimonio Messina avvia il censimento degli immobili comunali. In sostanza, esiste un problema strutturale e va affrontato subito. Anzi, le istituzioni sono in forte ritardo.

Sappiamo che in tempi brevi dovremmo conoscere lo stato delle cose ma il quadro è allarmante. Sia Iacp sia Arisme, con i presidenti Rovito e La Cava, insistono che si rompa con cattive abitudini e che chi può pagare, e ha i requisiti per continuare a usufruire di canoni sociali, lo faccia. “Solo chi non può davvero sostenere l’affitto deve essere aiutato” è il messaggio che gli amministratori cercano di trasmettere. Ma il primo punto fondamentale è che si sappia con contezza qual è il patrimonio comunale di cui si può disporre per aiutare chi è in difficoltà. Senza giustizia sociale e senza diritti, non esistono nemmeno doveri e senso della comunità.

Così attendiamo l’esito della verifica di 1324 alloggi. 1324 abitazioni distribuite in quindici lotti della città nell’ambito dell’Erp, Edilizia residenziale pubblica. Un censimento degli occupanti e l’aggiornamento contabile della locazione, in modo da rispondere alle necessità, è l’obiettivo comunicato da Patrimonio Messina Spa.

Sottolinea da parte sua Ivan Calì, dell’Unione inquilini: “Dal nostro osservatorio individuiamo la sofferenza abitativa di mille nuclei familiari e con almeno ventimila alloggi sfitti, che potrebbero essere comprati dal Comune e dati a canone sociale, magari dialogando con Iacp e subcommissario per il risanamento. Riteniamo che i protocolli d’intesa potrebbero risolvere il problema. Finita l’erogazione di fondi per morosità incolpevole e dei fondi affitti, che hanno aiutato tante famiglie in momenti di crisi economica, la situazione sociale è esplosiva e va affrontata con efficacia”. Più volte ha insistito l’Unione inquilini: “Povertà abitativa e disagio economico rischiano di provocare uno tsunami sociale”.

Gli sfratti, il risanamento, la crisi degli alloggi e quella economica sono tutte facce di un’unica esigenza: quella che si affermi un’idea di città, dei molti e non dei pochi, e un modello sociale per invertire la rotta. Se non ora quando? Quando rimarranno solo macerie e disastri?

I nostri quesiti a Patrimonio Messina Spa e al presidente Cacace ancora inevasi

  1. Dopo il blocco degli sfratti, il problema è riesploso e la situazione sul piano sociale potrebbe diventare esplosiva… Come valuta il problema?
    2) Il precedente presidente, nell’aprile 2022, a questo giornale, ha annunciato, partiti il 30 marzo, i lavori per la creazione dei fascicoli degli immobili dell’Erp appartenenti al Comune. Il lavoro dei tecnici è terminato e qual è l’esito del censimento degli occupanti e l’aggiornamento contabile della locazione?
    3) L’obiettivo, come Patrimonio Spa, è la gestione, dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale. Ci sono dei passi in avanti in tal senso?
    4) In un precedente articolo si parlava di 1324 abitazioni distribuite in quindici lotti della città. Che prospettive ci sono in tempi certi per chi ha diritto alla casa?
    5) Che situazione ha trovato in relazione a morosi e abusivi nel settore degli immobili comunali?

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Un commento

  1. Perché la casa deve essere considerata un diritto? Lavorate e la comprate o affittate invece di stare a lacrimare l’elemosina del Comune. Sappiamo benissimo la storia delle baracche che si tramandano per generazioni e le auto costose parcheggiate fuori. Più lavoro e meno lacrime.

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