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Contro la centrale a biomasse di Furnari si schiera il Movimento Rifiuti Zero

Rosaria Brancato

Contro la centrale a biomasse di Furnari si schiera il Movimento Rifiuti Zero

venerdì 13 Giugno 2014 - 09:38

Contro la centrale a biomasse di Furnari si schierano gli esponenti nazionali del Movimento Rifiuti Zero, come Rossano Ercolini e Massimo Piras che hanno scritto due lettere al sindaco Foti invitandolo a prendere tutte le iniziative necessarie per fermare il progetto.

A prendere carta e penna per scrivere al sindaco di Furnari Mario Foti e spiegare le ragioni del no alla centrale a biomasse sono Rossano Ercolini, uno degli esponenti nazionali della Strategia Rifiuti zero e Massimo Piras, portavoce nazionale del Movimento Legge Rifiuti Zero. 2Purtroppo la legislazione italiana in tema di energie rinnovabili soffre di una contraddizione contraria al buon senso e i cui effetti possono rivelarsi dannosi per la salute pubblica- spiega Ercolini, vincitore nel 2013 del Goldman Environmental Prize- La produzione di elettricità tramite le cosiddette energie rinnovabili gode di forti incentivi economici. Le centrali a biomasse rientrano fra queste. Ma per ogni kilowattora prodotto con fonte rinnovabile il GSE si impegna a ridurre della stessa quantità l’energia immessa in rete da centrali alimentate da fonti fossili, per ridurre le emissioni di gas serra, polveri ed altri agenti inquinanti. Tuttavia è scientificamente assodato, come scrive il professor Federico Valerio, che a parità di energia prodotta le centrali a biomasse inquinano molto di più di quelle a gas naturale o a olio combustibile”. Secondo Ercolini quindi le biomasse peggiorano la qualità dell’aria invece di migliorarla e aggiunge: “Tramite l’incenerimento delle biomasse si produce un po’ d’energia termica ma si trasformano le biomasse in ceneri, polveri, gas clima-alteranti e veleni. Così molte sostanze (fra cui il carbonio e

l’azoto) che restituite al terreno ne preserverebbero la fertilità, vengono disperse nell’atmosfera, alimentando la progressiva desertificazione”.

Anche il Movimento Legge Rifiuti Zero ha scritto al sindaco Foti invitandolo ad opporsi alla centrale a biomasse, dichiarandosi pronto a supportare l’amministrazione in eventuali azioni di contrasto al progetto.

“Uno degli errori più macroscopici della legislazione attuale in materia- scrive Massimo Piras- sta nella produzione di quote eccedenti di energia elettrica da “fonti rinnovabili o assimilate”, che in questo caso vengono incentivate per distruggere un componente essenziale all’equilibrio naturale del suolo. Non cada nella trappola mediatica, signor sindaco, tesa da chi definisce verde questa fonte di energia. Il perverso meccanismo dei certificati verdi,incentiva la produzione di energia elettrica da parte di inceneritori, quali le centrali a combustione di biomasse, che invece inquinano l’atmosfera con particolato, diossine e gas nocivi. Infatti l’incenerimento trasforma le sostanze organiche delle biomasse, che dovrebbero essere restituite ai terreni per preservarne la fertilità, in veleni, gas serra, polveri con conseguenti danni per l’aria, le coltivazioni e la salute dei cittadini”. Secondo Piras le sostanze organiche delle biomasse dovrebbero invece essere restituite al suolo attraverso il compostaggio o la digestione anaerobica. Rifiuti Zero invita infatti i sindaci a puntare sul compostaggio. Piras sottolinea inoltre la gravità dell’attuale situazione del territorio di Furnari, penalizzato dalla presenza della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e dalla mancata attivazione dell’impianto di biostabilizzazione previsto. “In questa situazione, giudico pertanto l’aggravio per la qualità della vita dovuta ad una centrale a combustione di biomasse, per quanto di dimensioni limitate, assolutamente intollerabile per la popolazione. La invito a prendere contatto con l’associazione Zero Waste Sicilia, a noi collegata, per eventuali azioni contro la gestione illecita della discarica di Mazzarrà citata ed a ripristinare la corretta gestione dei rifiuti legata al recupero di materia”.

A proposito della vicenda l’associazione Zero Waste Sicilia ha predisposto uno studio di 15 pagine, del professor Beniamino Ginatempo che spiega le ragioni del no al progetto della Comet Bio “ Ragioni ambientali, economiche, scientifiche, giuridiche e di opportunità, di carattere generale e particolare, come ad esempio il fatto che si bruceranno non meno di 14000 tonnellate di "scarti" agroforestali l'anno da "filiera corta", cosa possibile solo se si disbosca”.

Il fronte ambientalista del no però inizia a non essere più compatto, perché oltre alle dichiarazioni della portavoce della Federazione provinciale dei Verdi Raffaella Spadaro, si registra l’avvio del dialogo sul progetto anche con Wwf e Legambiente.

Rosaria Brancato

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