“L’Opera del fuoco”: una straordinaria rappresentazione del Requiem di Mozart

“L’Opera del fuoco”: una straordinaria rappresentazione del Requiem di Mozart

Giovanni Francio

“L’Opera del fuoco”: una straordinaria rappresentazione del Requiem di Mozart

sabato 25 Luglio 2026 - 17:34

Una versione scenica, a Catania, in un'interpretazione superba dell’Orchestra del Festival dei Teatri di Pietra e del Coro Lirico Siciliano

Venerdì scorso, nella suggestiva cornice del cortile rinascimentale di Palazzo Platamone, a Catania, è andato in scena “L’Opera del fuoco”, uno spettacolo di eccezionale fascino, ovvero la rappresentazione del Requiem di Mozart non più solo sotto la forma tradizionale di cantanti, coro e orchestra, ma integrato con la danza del corpo di ballo del Festival dei Teatri di Pietra e con due danzatori muniti di tizzoni ardenti a disegnare meravigliose figure artistiche sulla balconata sopra le arcate del cortile.

L’Orchestra del Festival dei Teatri di Pietra e il Coro Lirico Siciliano, magistralmente diretti da Francesco Costa, hanno offerto al pubblico gremito di Palazzo Platamone un’interpretazione superba e commovente dell’immenso capolavoro mozartiano, le cui note hanno accompagnato le intense e drammatiche movenze dei bravissimi danzatori, in una performance di grande impatto. A rendere ancora più suggestiva e potente la drammatizzazione del Requiem, innumerevoli candele e bracieri accesi, un insieme di elementi visivi, frutto della regia visionaria di Salvo Dolce e delle coreografie di Sarah Lanza, a fare da sfondo alla sublime musica, uno dei capolavori sacri più importanti della storia della musica.

Autentico testamento spirituale, il Requiem K 626 in re minore di Wolfgang Amadeus Mozart costituisce probabilmente la più alta espressione musicale mai concepita volta a descrivere l’uomo al cospetto della morte. Già le prime note dell’incipit rivelano tutto il mistero e l’angoscia del sentimento della morte, tuttavia, nel suo complesso, questo capolavoro è contrassegnato piuttosto da un’intima e serena rassegnazione di fronte alla morte, quella che Mozart, negli ultimi anni della sua vita, considerava “un’amica”. Ciò si può particolarmente avvertire nel sublime “Recordare”, così colmo di dolcezza. Anche il celebre “Confutatis”, impetuoso, terrificante nell’evocare i maledetti condannati alle fiamme ardenti, contiene una celestiale preghiera “Voca me cum benedictis” e si conclude col commovente “Gere curam mei finis” (prenditi cura della mia fine). Dopo il “Confutatis” segue l’ultimo brano composto da Mozart, il celeberrimo “Lacrimosa”; infatti, Il Requiem rimane uno straordinario capolavoro incompiuto, che venne portato a termine, meritoriamente, da un fidato allievo di Mozart, F. Sussmayer, che lo completò sulla base di alcuni schizzi lasciati dal suo Maestro. Ascoltando questo semplice quanto profondissimo brano, che si conclude con “Dona eis requiem. Amen” (dona loro l’eterno riposo, Così sia), ci commuoviamo due volte, per la sua miracolosa intensità, in così poche battute, e perché consapevoli di ascoltare le ultime note uscite dalla penna d Mozart.

Proprio nel Lacrimosa, a mio avviso, l’Orchestra e il Coro Lirico, autori di una mirabile performance, hanno dato il meglio, restituendo a questa meravigliosa pagina tutto il senso mistico e umano al tempo stesso.

Ottima, quindi, la prova dell’Orchestra, perfetta quella del Coro Lirico Siciliano, i cui coristi, indossanti tutti delle maschere nere, a volte hanno accompagnato anch’essi il loro canto con movenze drammatiche dei corpi.

Strepitoso il corpo di ballo, davvero coinvolgente con gli appassionati e tormentati passi di danza.

“Dulcis in fundo”, la rappresentazione si è avvalsa di quattro cantanti di assoluto livello, la soprano Xue Jia, la mezzosoprano Erika Prostamo, il tenore Davide Benigno e il basso Agustin Albornoz, straordinari protagonisti della serata, autori di una interpretazione sentita e sofferta, e dotati tutti di splendida voce, che hanno ricevuti gli strepitosi e meritati applausi del pubblico.

Uno spettacolo unico, originale, di grande resa emotiva, che verrà replicato il 27 luglio presso il Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina, il 21 agosto al Parco Archeologico di Selinunte di fronte al maestoso Tempio di Hera e infine il 23 agosto al Teatro Giardino Efebo di Agrigento, e del quale consiglio vivamente la visione.

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