cronaca

Mariolina e Alessandra, un rapporto ossessivo. I punti da chiarire

Marito e moglie ultimamente litigavano spesso. E’ successo anche quella mattina. Motivo dei litigi? Soprattutto Alessandra, il rapporto ossessivo della mamma verso la figlia, il suo “asfissiarla”. Mariolina quel pomeriggio ha detto al marito: vado da mia madre, con Alessandra. Invece si è recata nella loro abitazione di campagna, in contrada Farcò, e qui ha messo fine alla sua vita e a quella della figlia di 14 anni.

E’ questo il quadro che si delinea davanti agli investigatori a lavoro sulla tragedia di Santo Stefano di Camastra, dove sabato sera Mariolina Nigrelli e la figlia Alessandra sono state trovate impiccate dal marito Maurizio Mollica.

E’ stato lui, quella stessa sera, sotto choc e incapace di smettere di piangere per ore, a raccontare delle frequenti liti con la moglie, negli ultimi tempi. Alessandra cresceva, si apprestava a frequentare la scuola superiore, si affacciava all’adolescenza. E Mariolina forse era un pò troppo protettiva.

Tra le preoccupazioni della madre si era pensato anche ad alcune difficoltà di Alessandra a socializzare con i compagni. Ma la dirigenza scolastica smentisce episodi di discriminazione nei confronti della ragazzina:
“Alessandra ha rappresentato per il Liceo Artistico Regionale “Ciro Michele Esposito” con Scuola media annessa di Santo Stefano di Camastra, una delle allieve più brillanti e più impegnate degli ultimi anni, con una spiccata attitudine alla manualità del disegno e con una capacità di eccellere in tutte le materie. La sua media scolastica, era a dir poco brillante, costellata da nove e dieci, si commenta da se.”, afferma il dirigente Calogero Antoci in una nota ufficiale.

Oggi nella scuola si terrà un’assemblea: per ricordare Alessandra, per elaborare insieme a tutti gli studenti questa tragedia che lascia scossi e attoniti, per stare vicino a tutti gli allievi che hanno vissuto le profonde difficoltà della pandemia.

angelo cavallo

Oggi entrano nel vivo anche le indagini della Procura di Patti. Le salme delle due donne ieri mattina sono state trasferite all’obitorio del Policlinico di Messina e qui il medico legale Patrizia Napoli effettuerà l’autopsia su entrambe. Il procuratore capo Angelo Cavallo e il sostituto Andrea Apollonio hanno chiesto a lei di verificare l’esatta causa della morte, i segni dell’impiccagione, di stabilire poi il momento del decesso.

Sono tanti infatti i nodi ancora da sciogliere: come ha fatto Mariolina a uccidere sua figlia? L’ha convinta a togliersi la vita? L’ha stordita poi issata sulla corda? Particolari macabri, essenziali però per chiarire ogni dubbio su quello che sembra un omicidio-suicidio.

Al vaglio anche la lettera lasciata da Mariolina al marito, sul tavolo del casolare: sarà affidato alla Scientifica per stabilire quando è stato scritto e se si tratta effettivamente della scrittura della donna. “Il biglietto è abbastanza esplicito ma continuiamo a indagare anche su altre piste“, conferma il procuratore Cavallo. Saranno quindi verificati anche gli spostamenti di Maurizio di sabato pomeriggio.