E dei prodotti assorbenti per la persona, cioè pannoloni, traverse e similari
MESSINA – Un raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Research Consorzio Stabile Scarl (mandataria), Emmecci S.p.A. Benefit (mandante), insieme ai progettisti Cube S.r.l., Cooprogetti Soc. Coop e l’ing. Fabio Sciarra. Sono gli aggiudicatari del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex inceneritore di Pace. Sarà realizzato un nuovo impianto dedicato al trattamento e al recupero dei rifiuti urbani derivanti da prodotti assorbenti per la persona (Pap).
Una volta operativo, permetterà di ridurre l’impatto ambientale legato allo smaltimento in discarica e promuovere le pratiche dell’economia circolare nel territorio messinese.
I dettagli dell’aggiudicazione
La procedura di gara è stata gestita da Invitalia in qualità di centrale di committenza. L’offerta presentata dal raggruppamento ha ottenuto un punteggio complessivo di 73,594 punti, risultando la più vantaggiosa secondo i criteri di valutazione previsti dal bando. L’importo contrattuale finale ammonta a 10 milioni 14mila 344 euro, cifra che comprende sia i lavori, al netto degli oneri di sicurezza, sia i servizi tecnici di progettazione.
L’incognita finanziamento
L’incognita finanziaria è legata alla copertura dell’opera, garantita in larga parte dal Pnrr, Missione 2, e per la parte restante dai fondi di bilancio della Srr Messina Area Metropolitana. L’obiettivo teorico per il completamento dell’opera è fissato al 30 giugno 2026, un traguardo irraggiungibile. Dopo l’aggiudicazione definitiva del 18 maggio 2026, è previsto un termine di trentadue giorni di legge necessari alla stipula del contratto.
Alla luce delle recenti modifiche annunciate dal ministro Tommaso Foti, lo scenario potrebbe evolvere verso una gestione più flessibile: l’Esecutivo ha infatti predisposto una strategia di lungo periodo, assegnando circa 24 miliardi di euro a specifici strumenti finanziari per garantire la continuità degli investimenti oltre l’orizzonte del 2026. In questo contesto, la pubblica amministrazione potrebbe evitare la perdita dei fondi non solo attraverso una rimodulazione dei tempi o una deroga giustificata, ma sfruttando proprio quel nuovo corso governativo che mira a spostare le scadenze su traguardi temporali più realistici per completare le opere strategiche.
