Il capogruppo del Pd, Alessandro Russo, invita l'amministrazione "a non girarsi dall'altra parte. Oggi l'offerta alla vendita è unica e non ci sono alibi". La risposta dell'assessore Caruso
MESSINA – “E’ notizia di pochi giorni la messa sul mercato per la vendita di Palazzo Formento, che viene proposto per l’acquisto come “prestigioso” affare immobiliare da una agenzia cittadina. Il Palazzo è una testimonianza storica e architettonica importantissima per la nostra città, poiché, realizzato nel Settecento su preesistenti strutture quattrocentesche, ha superato indenne i due grandi sismi che colpirono la nostra città. Testimonianza di una Messina definitivamente sparita, accanto alla Chiesa di Gesù e Maria del Buon Viaggio, proprio nel cuore del rione marinaro di Ringo, il suo destino apparirebbe segnato per l’ennesima trasformazione edilizia privata che lo sottrarrebbe alla sua fruizione pubblica”.
“In vista di questa possibile compravendita, è necessario e urgente che l’amministrazione Basile non si giri dall’altra parte. Due anni fa, quando il Comitato spontaneo di cittadini nato per la difesa di Palazzo Formento chiese alla Regione e al Comune un intervento per l’acquisto dell’immobile e la sua successiva rifunzionalizzazione per la realizzazione di un piccolo ma importane museo delle tradizioni marinare dello Stretto, del rione Ringo e del Rione Paradiso, con l’esposizione degli autografi di Maria Costa, venne risposto che essendo troppi i proprietari del Palazzo, l’offerta di acquisto sarebbe stata difficile”.
“Su Palazzo Formento alzare le spalle e girarsi dall’altra parte è un fatto politicamente molto grave”
“Oggi, l’offerta alla vendita proposta dall’agenzia immobiliare è unica. Il corpo di fabbrica può essere acquistato facilmente dagli enti pubblici e destinato alla successiva pubblica fruizione. Cade, quindi, “l’alibi” usato dalla giunta Basile, nel 2024, per non procedere all’acquisto del bene.Oggi, quindi, gli enti che hanno il compito di tutelare e valorizzare i beni culturali della Sicilia,
ossia l’assessorato regionale competente e il Comune di Messina devono esercitare il diritto di prelazione nella compravendita, rilevando la struttura e attivando i canali di ricerca di finanziamento di fondi da progettazioni comunitarie da destinare al recupero, il restauro e la riapertura al pubblico di Palazzo Formento”.
“Alzare le spalle e girarsi dall’altra parte è un fatto politicamente molto grave: alle parole sulla necessità di difendere i beni culturali di Messina e siciliani, la politica deve far discendere fatti concreti. Altrimenti, come temiamo, si resta nel quadro degli slogan, delle belle parole e delle promesse senza conseguenze reali. E noi vogliamo scongiurare questo destino”.
“Sarà mia cura presentare assieme al gruppo del Pd nella settimana entrante una mozione di indirizzo consiliare che vorremmo potesse essere firmata di quanti più gruppi politici possibile, trasversalmente, vista la delicatezza della vicenda, per chiedere e impegnare l’amministrazione Basile ad acquistare il Palazzo per difenderlo e per metterlo al centro di un progetto di
valorizzazione che lo veda centrale nel sistema museale della zona: Accascina, Palazzo Formento e Casa natale di Maria Costa.
Non ci rassegniamo alla consueta alzata di spalle della politica messinese quando, assistendo all’ennesimo potenziale depauperamento del nostro patrimonio culturale, si lamenta soltanto e poi con lacrime di coccodrillo si gira dall’altra parte”.
Caruso: “Ecco i motivi del mancato acquisto di Palazzo Formento”
A sua volta, l’assessore ai Beni e Politiche culturali Enzo Caruso ha spiegato di recente a Tempostretto la posizione del Comune rispetto alle sollecitazioni sull’eventuale acquisizione di Palazzo Formento: “Non è che non ci interessi Palazzo Formento. Il punto è che acquisire un bene privato quando ne abbiamo già altri comunali che non riusciamo a valorizzare significa caricarsi di un cespite le cui responsabilità, ad esempio per la caduta di un cornicione, ricadrebbero interamente sull’ente. Un Comune acquisisce una struttura se ha un progetto immediato e i fondi pronti per l’intervento, altrimenti si assume solo un problema. In questo momento dobbiamo trovare i soldi per le strutture già nostre. Se i proprietari di Palazzo Formento non dovessero trovare un acquirente e decidessero di regalarlo, allora in quel caso si valuterebbe un investimento per restaurarlo e prenderlo in carico. Ma trovare fondi sia per l’acquisto sia per il restauro non sarebbe strada facile”.
Sul tema è intervenuta pure la critica d’arte Mariateresa Zagone: “Comprare Palazzo Formento con denaro pubblico potrebbe essere certamente un modo per sottrarlo alla situazione attuale, ma non significa automaticamente aver risolto il problema. Anzi, il rischio è di averne aggiunto uno nuovo, e non piccolo. Un immobile storico di queste dimensioni richiede risorse importanti per il recupero, poi progettazione, autorizzazioni, manutenzione, gestione e una funzione che sia realmente sostenibile nel tempo. Messina conosce bene il problema delle strutture pubbliche che, una volta recuperate o anche soltanto acquisite, finiscono per restare sospese in una specie di limbo amministrativo”.
Continua l’esperta: “Non sarebbe una vittoria vedere Palazzo Formento diventare un altro contenitore vuoto, magari restaurato dopo anni e poi nuovamente chiuso perché non ci sono i soldi, il personale o un progetto credibile per utilizzarlo.
Per questo la questione del privato non dovrebbe essere affrontata con automatica diffidenza, quasi che l’ingresso di un investitore significhi necessariamente la perdita dell’identità del palazzo. Palazzo Formento è sottoposto al vincolo della Soprintendenza e la sua tutela non dipende dal fatto che sulla carta il proprietario sia il Comune, la Regione o un soggetto privato”.

