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L’ortopedia del Policlinico: cure all’avanguardia sul “modello Rizzoli”

Francesca Stornante

L’ortopedia del Policlinico: cure all’avanguardia sul “modello Rizzoli”

giovedì 24 Gennaio 2019 - 16:00
a messina
L’ortopedia del Policlinico: cure all’avanguardia sul “modello Rizzoli”

L’ortopedia del Policlinico di Messina nel segno della scuola del Rizzoli di Bologna. Un percorso iniziato ormai circa due anni fa, quando a Messina arrivò il professor Francesco Traina a dirigere l’Unità operativa che si trova al quinto piano del padiglione E. Una piccola rivoluzione che in pochissimo tempo ha portato tante novità nell’ortopedia del Policlinico, un reparto che oggi è nelle mani di un giovane medico appassionato, motivato, determinato e “figlio” di quella scuola bolognese che da decenni è modello vincente nelle cure ortopediche. Si chiama Danilo Leonetti, ha 37 anni, sulle spalle ha anni di lavoro sia al Maggiore di Bologna che al Rizzoli, e attualmente è il responsabile dell’Unità operativa di ortopedia. E’ a Messina da quasi un anno e oggi che ha in mano le redini guarda con orgoglio e speranza a ciò che questo nuovo team è riuscito a fare in così poco tempo.

«Sto portando avanti quel percorso iniziato qui con il professor Traina, l’obiettivo che ci siamo posti è di replicare l’esperienza del Rizzoli, portare qui quella scuola e quella filosofia. I nostri maestri ci hanno insegnato un modo di lavorare che noi stiamo mettendo in campo per trasformare l’ortopedia del Policlinico» racconta il prof. Leonetti con l’entusiasmo di chi ha accettato una sfida che sta già dando i suoi primi frutti.

E sul modello Rizzoli, i progetti su cui si punta maggiormente sono l’ortopedia pediatrica, la medicina rigenerativa attraverso l’uso delle cellule staminali e la cura del piede.

I PUNTI DI FORZA

«L’ortopedia pediatrica è una grandissima opportunità soprattutto per le tante famiglie messinesi e calabresi che in questo modo possono trovare un valido punto di riferimento per i loro bambini. Una delle casistiche su cui l’ortopedia del Policlinico sta lavorando molto è quella del piede torto congenito, una malformazione delle ossa e delle articolazioni che si manifesta su un neonato ogni 1000 e che in Sicilia ha un’incidenza di 5 nati su 1000. Grazie ad un buon addestramento del nostro personale, oggi qui al Policlinico siamo in grado di trattarne molti, in questo momento abbiamo in cura dieci neonati affetti da piede torto congenito. Attraverso l’utilizzo della “metodica Ponseti”, tecnica che nasce proprio tra le mura del Rizzoli, riusciamo a trattare i bambini fin dalla nascita per azzerare la necessità di interventi da adulti».

Un importante passo in avanti per l’ortopedia del Policlinico di Messina che ha un risvolto sociale non indifferente: prima tante famiglie erano costrette a numerose e spesso costose trasferte, i tristemente noti viaggi della speranza, per portare i bimbi in ospedali specializzati, oggi tutto questo è possibile farlo a Messina. «Siamo orgogliosi di poter offrire qui questo trattamento, la mia attenzione verso queste patologie ha radici lontane. In passato con l’associazione Ortopedix andavamo in Africa e lì abbiamo visto gli effetti delle mancate cure negli adulti. Intervenendo sui bambini appena nati riusciamo a garantire una qualità della vita di gran lunga maggiore».

MEDICINA RIGENERATIVA

Un altro fiore all’occhiello sono i trattamenti avviati nell’ultimo anno con le cellule staminali: «Sono trattamenti che facciamo quando le cartilagini articolari iniziano a degenerare. Con l’utilizzo delle staminali riusciamo a ritardare il più possibile l’impiego delle protesi e questo è molto importante per i pazienti perché si tratta di tecniche poco invasive e che consentono di allungare i tempi delle protesi in prospettiva futura. Anche questo significa una migliore qualità della vita per i pazienti».

Quella della medicina rigenerativa attraverso le staminali, applicabile a tutte le articolazioni, è una delle tecniche che in questo anno ha attirato al Policlinico di Messina moltissimi pazienti che hanno trovato in città quelle cure che fino a poco tempo fa erano accessibili solo altrove.

Passi in avanti anche in tutto ciò che riguarda la chirurgia del piede: «Qui applichiamo tutte le tecniche apprese dai professori Giannini e Faldini, luminari di fama internazionale in questa specializzazione. Grazie al nostro approccio si accorciano i tempi di recupero, riduciamo al massimo l’utilizzo dei classici gessi per muovere le articolazioni il prima possibile e puntiamo ad una riabilitazione veloce che significa meno sacrifici per il paziente.

L'APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE

Per rendere possibile tutto questo un grazie speciale il dottor Leonetti lo rivolge agli anestesisti che lavorano a fianco degli ortopedici e che con il loro contributo prezioso hanno consentito di poter fare tantissimi interventi. «Nel 2018 abbiamo effettuato 1.081 interventi: per un buon 60% di è trattati di traumatologia, poi chirurgia protesica con 150 protesi realizzate in questo anno e chirurgia del piede. È questo il core business della clinica».

Così come fondamentale è stata la collaborazione con la chirurgia pediatrica che ha permesso di operare circa un centinaio di bambini. Questa sinergia con gli altri reparti è fondamentale per la “scuola Rizzoli” e c’è in cantiere anche l’idea di una collaborazione con i neurologi per applicare anche la chirurgia funzionale.

«Per noi l’idea di lavorare insieme è centrale e devo dire che siamo stati fortunati perché siamo stati accolti benissimo, in primis dagli anestesisti. Nel nostro modello c’è un approccio multidisciplinare che si può ottenere solo dialogando e collaborando con le altre unità operative. Dobbiamo trattare il paziente-cittadino a 360° anche perché abbiamo una grande responsabilità di fronte alla grande area che fa riferimento al policlinico di Messina». E questo è stato possibile grazie anche all’input fondamentale dato dall’ex Rettore Navarra e confermato con grande forza anche dal Rettore Cuzzocrea e dal commissario Laganga che hanno puntato su quella che dev’essere la mission di questo reparto: mettere il paziente in piedi nel più breve tempo possibile.

Per Leonetti poi l’ospedale deve avere un ruolo sociale, bisogna dare risposte alle persone, organizzare i servizi per rendere al massimo efficiente tutta la “macchina” sanitaria. Ed è per questo che da quando il Policlinico ha importato il modello Rizzoli è stato riorganizzato il reparto, sono stati divisi gli ambulatori per patologia e si è riusciti a ridurre le liste d’attesa per essere il più possibile competitivi sui tempi.

UNA SQUADRA GIOVANE

Inoltre, entrando nell’ortopedia del policlinico di Messina, si trova un’équipe giovane, la maggior parte dei medici e sotto i quarant’anni e quasi tutti sono di Messina. Lo stesso Leonetti, che è di Vibo Valentia ma ha passato metà della sua vita Bologna in giro per il mondo, e felice di aver scelto di essere tornato qui e di essersi avvicinato a casa: «Sono tornato per restare. Probabilmente fuori avrei potuto avere di più in termini di carriera e guadagni, ma un ospedale lo costruisci ovunque, mentre lo Stretto di Messina no. E se qui riusciamo a lavorare bene, nessuno vorrà più andare via».

L’equipe: Prof. F. Traina, Prof. D. Leonetti, Dott. C. Casablanca, Dott. G. Cicala, Dott. M. De Gregorio, Dott. V. De Vincenzo, Dott. S. De Francesco, Dott. E. Calamoneri, Dott.ssa I. Sanzarello, Dott. D. Fenga, Prof. V. Ioli.

Nella foto: Bruno Cavalieri, Alessio Morena, Paolo Rizzo, Carlo Favazzi, Salvatore De Francesco, Domenico Fenga, Massimo Brigandì, Danilo Leonetti, Ilaria Sanzarello, Giusy Passalacqua, Maria De Gaetano.

Francesca Stornante

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