Messina Social City, in commissione è scontro sul contratto di servizio

Messina Social City, in commissione è scontro sul contratto di servizio

Redazione

Messina Social City, in commissione è scontro sul contratto di servizio

lunedì 24 Agosto 2026 - 14:00

La proposta mancava dei pareri dei revisori dei conti. L'attacco del gruppo "Marcello Scurria sindaco": "Ancora una volta superficialità". Cantello: "Ci sarà una nuova convocazione, l'amministratore unico era assente giustificato"

MESSINA – I lavori delle commissioni consiliari sono ripartiti oggi, dopo la pausa estiva. In particolare, in commissione Bilancio (presidente è Mirko Cantello) si è trattato il tema del contratto di servizio della Messina Social City. Una questione fondamentale, quindi, per i servizi sociali della città. La proposta di delibera non solo non è stata votata, ma è stata anche rispedita agli uffici. Si attende una nuova convocazione, alla presenza dell’amministratore unico Mario Briguglio.

“La delibera non è stata trattata per mancanza dell’amministratore unico, giustificato per impegni assunti precedentemente”, precisa il presidente della commissione Cantello.

Polemico invece il gruppo consiliare Marcello Scurria sindaco, composto dal capogruppo Pippo Capurro, dallo stesso Marcello Scurria e da Simona Contestabile. In una nota i consiglieri sostengono: “Nel corso dei lavori abbiamo formalmente invitato il presidente a restituire la proposta agli uffici, considerato che la stessa risulta priva del parere obbligatorio dei Revisori dei conti; un requisito che non può essere considerato un dettaglio formale quando si affrontano atti di questa rilevanza”.

“Ancora una volta – proseguono -, al di là della propaganda sulla cosiddetta ‘buona amministrazione’, ci troviamo di fronte a superficialità e approssimazione nella predisposizione degli atti. Una situazione che diventa ancora più grave quando si parla di delibere che arrivano in Commissione con ritardi significativi, nonostante riguardino servizi essenziali e un rapporto contrattuale scaduto da ormai dodici mesi. Non è questo il modo di garantire serietà, trasparenza e rispetto delle procedure”.

E concludono: “La buona amministrazione non si proclama attraverso la propaganda: si dimostra con atti completi, pareri acquisiti nei tempi previsti e una programmazione amministrativa puntuale. Il rinvio di oggi è quindi la conseguenza di una gestione che continua a mostrare ritardi e approssimazione e che, su questioni così importanti, non può più essere giustificata come una semplice svista”.

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